Europa League, male Napoli, malissimo Fiorentina

Giocate le partite d’andata delle semifinali

pubblicato il 07/05/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Aleix Vidal - Per una settimana negli incubi dei giocatori viola

Giovedì di emozioni europee sull’asse Firenze-Napoli, non così dolci come si sperava. 

La prima cosa che si può dire è che è stata la serata dei centrocampisti iberici. C’è lo zampino doppio di un Vidal nella disfatta (piuttosto pesante) subita dalla Fiorentina nel suo nuovo giovedì di Europa League. Non è un cileno tatuato e di bianconero vestito, ma un centrocampista spagnolo, punto di forza del Siviglia di Unai Emery (prossimo allenatore del Milan?). Non parliamo di Arturo, insomma, ma di Aleix Vidal: quasi una vita nell’Almeria, e, da questa stagione, passato ai biancorossi detentori del trofeo. Per guastare l’annata alla montelliana? La festa, di sicuro, non è del tutto rovinata, ma una buona metà oggettivamente sì.

I gol iberici che fanno capitolare i viola arrivano al 18’ e al 52’: effettivo artefice del primo gol sivigliano è l’attaccante Bacca, autore del traversone basso che Vidal non deve fare altro che indirizzare nel posto giusto, cioè alle spalle di Neto. Il raddoppio nasce da un pallone malamente perso a centrocampo dal giocatore viola Badelj; il contropiede dei padroni di casa è fulminante e trova come terminale impietoso ancora Vidal (che, lo ripetiamo, non è un attaccante come l’omonimo juventino, ma sotto rete non se la cava male): è 2-0. Finita qui? No, perché Gameiro non fa in tempo a subentrare a Bacca che trova il gol: è il 75’, e Richards non riesce ad essere un argine sufficiente contro le furiebiancorosse.

Non va certamente meglio al Napoli, che nella cornice del “San Paolo” non riesce a superare i non irresistibili ucraini del Dnipro.  Era dai beati tempi di Maradona che all’ombra del Vesuvio non si gustava l’ebbrezza di arrivare così in fondo in una competizione europea, e sarebbe un peccato mollare ad un passo dal traguardo: nel cuore dei tifosi le quotazioni di Benitez, dopo un inverno di scollamento, erano considerevolmente risalite, e davvero erano ormai  in pochi ad augurarsi una fine brusca dell’esperienza partenopea del tecnico pizzuto e paffuto (per cui si parla già di un ritorno a Liverpool).

Dopo un primo tempo “bloccato”, come molti webcronisti sono stati costretti ad annotare, nella ripresa il Napoli sembrava essere uscito fuori e al 50’ David Lopez segnava il gol del vantaggio per gli azzurri. Su angolo di Insigne il centrocampista spagnolo si faceva trovare pronto all’incocciata vincente, in un momento davvero buono per i beniamini di casa. Callejon e, più volte Higuain, hanno poi fallito il punto che avrebbe chiuso la gara, e così, come la più classica legge del calcio vuole, all'81' hanno pagato l'unica vera leggerezza commessa nel corso di tutta la gara. Non chiudere su Seleznyov al centro della loro area di rigore. Seleznyov che, data l'assonanza col nome greco della luna, sotto la luna non poteva non esaltarsi, anche se sulla sua rete grava una  posizione di fuorigioco.

Niente è perduto, comunque: tra una settimana, con un pò di coraggio, gli uomini di Benitez potrebbero rifarsi a Dnipropetrovsk; molto più dura sarà invece la vita per la Fiorentina al "Franchi".  

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