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Vittoria di Hamilton in Cina

Rosberg secondo; seguono le Ferrari

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Dodicesima edizione del Gran Premio della Cina, con sorpassi sul filo dell’avventura, statistiche mantenute vive, punti iridati e con tanto di dulcis in fundo cristallizzato in Safety Car negli ultimi tre giri.
Ebbene si: in dirittura d’arrivo, fila indiana per le monoposto, tutte l’una dietro l’altra, dopo l’avvento in pista della Safety Car in seguito al ritiro di Verstappen.


Davanti alla bandiera a scacchi primo passa Lewis Hamilton, su una Mercedes prestante e fedele: decimo podio consecutivo per lui e, nonostante la seconda parte di gara sia stata più faticosa e meno ricolma di giri fucsia, morale alto e grande tenacia.
Lo segue Nico Rosberg, sulla monoposto gemella, con l’umore un po’ più basso, lui così competitivo dentro e permaloso nelle sconfitte.


Terzo e quarto posto per Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen: i piloti Ferrari sono l’orgoglio di Maurizio Arrivabene, il quale puntava esattamente a questo risultato, volendo mettere definitivamente nero su bianco le gerarchie e, appunto, desiderando staccarsi dalle Williams, rimanendo, invece, compatti e competitivi dietro le Mercedes.
Impresa riuscita e, per qualcuno, anche a prezzo di un primo giro di concentrazione estrema e di grande abilità.
Perché se è vero che Sebastian Vettel ha mantenuto la posizione di qualifica, non si può dire che abbia fatto lo stesso Kimi Raikkonen, il quale, invece, è risalito di ben due posizioni, dopo un’ottima partenza, con tanto di sorpasso su Bottas a pochi metri dallo scatto.
Ottimo lavoro in quel di Maranello, nonostante un piccolo appunto sulle soste: fatta eccezione della rapidità invidiabile (che urla il record di 2.3 secondi), era forse il caso di andare ai box non prima, ma dopo almeno una delle due Mercedes o di, quanto meno, differenziare le strategie (come da Malesia).


La classifica continua coi nomi di Massa e Bottas (su Williams), che, senza troppi sorpassi e troppe avventure, hanno tenuto i piedi per terra e si sono accontentati dei punti iridati dopo i due team che si dividono i primi posti.
Seguono Grosjean e Nasr e Ricciardo ed Ericcson, tutti affaccendati in personalissimi sorpassi che tanto show hanno regalato.
I ritiri sono stati molti: Kvyat (la cui RedBull ha vomitato pericoloso fumo bianco e tutto dimostra, meno che le ali di una volta), Hulkenberg, Maldonado (dopo un testacoda e un contatto col responsabile Button) e, appunto, Verstappen (causa in pista di Safety Car).


Dal canto suo, manca all’appello Fernando Alonso, il quale, dopo l’ultima vittoria Ferrari in Cina a sua firma e dopo due Pole Position da tempi record qualche anno fa, chiude in undicesima posizione e tanto starà riflettendo sulla sfortuna degli ultimi mesi.


Cina entusiasmante e che strizza gli occhi alla velocità, sullo sfondo di un circuito, quello di Shangai, tanto impegnativo quanto emozionante.
 

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