Serie A, la pioggia ferma il derby della Lanterna

La Lazio bituma, Roma senza più carburante

pubblicato il 23/02/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Seydou Keita (Roma)

Venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 febbraio 2015. È stata celebrata la XXIV giornata di serie A, ma mancano all’appello due gare. Il clou della giornata, la stracittadina Sampdoria-Genoa, è stata rinviata per maltempo (troppa pioggia, si gioca martedì). A Parma, invece, le casse vuote della società non consentono neppure di aprire i battenti del “Tardini” ma per i ducali non ci sarà penalizzazione: niente sconfitta a tavolino, la partita con l’Udinese si recupererà in data da stabilirsi. Ad aprire il triduo di campionato era stata, comunque, la sera di venerdì, la capolista Juventus che, sul proprio campo, ha ospitato l’Atalanta sempre in vena di fare l’ammazzagrandi. Ma non sempre ci riesce, e quella di Torino non era la serata giusta: dopo essere passati in vantaggio con Migliaccio al 25’, i bergamaschi sono stati infatti raggiunti da Llorente al 39’; poi, proprio alla fine del primo tempo, Pirlo si inventa il sorpasso con un tiro dai ventinove metri e la partita si chiude, di fatto, già all’intervallo. Anche un’altra squadra professionista degli sgambetti di lusso, e cioè il Palermo di mister Iachini, è costretta allo stop, al cospetto della Lazio: “Olimpico” ingannevole per i rosanero, passati in vantaggio grazie al solito Dybala al 26’ ma poi gelati dal pronto pareggio di Mauri sette minuti dopo, e infine affossati dalla bomba di Candreva al 78’. La Fiorentina, invece, perde un'occasione per farsi essere ancora quarta in solitudine: contro il Torino al "Franchi" è solo 1-1, ma ciò che fa più male ai tifosi viola è che i loro beniamini, dopo essere pervenuti al vantaggio con grandissima fatica all'84' grazie a Salah, hanno vanificato tutto dopo soli due minuti facendosi raggiungere da Vives. 
Ha proprio deciso di fermarsi, la Roma? Non ne ha davvero più per continuare la corsa-scudetto? E come leggere la dichiarazione di Garcia alla vigilia della gara di Verona? “Puntiamo al secondo posto”: attendismo o profezia, o magari resa annunciata?  Se questo è l’input, comunque, non si può certo dire che i giocatori non siano in sintonia col suo tecnico: al “Bentegodi” i capitolini fanno e disfano: in vantaggio con Totti al 26’, si suicidano poi nel finale di tempo con Keita, che mette alle spalle del suo De Sanctis al 38’. Juventus a -9: vale la pena continuare a sperare, e quanto?
All’ombra della Madonnina Giacomo Bonaventura salva la panchina di Inzaghi: contro il Cesena il gol scaccia-nebbie dell’ex atalantino arriva al minuto 22. Poi all’88’ Antonelli si procura un rigore e Pazzini lo trasforma, mettendo così a segno il suo primo gol in questo campionato e, nello stesso tempo, consentendo al Milan di rendere più rotonda una vittoria che sarebbe stata di pura routine, in altri anni. Per esempio quelli di Ruud Gullit, spettatore d’eccezione a San Siro. L’Empoli, intanto, continua a non steccare uno scontro diretto: Rugani al 23’ e Maccarone al 47’ e al 67’ impongono la legge del “Castellani” al malcapitato Chievo. I toscani staccano così le due veronesi e si portano ad un passo (!) dall’Udinese.  
A meno di altri imprevisti, il turno dovrebbe chiudersi stasera con Napoli-Sassuolo e Cagliari-Inter.

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