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Serie A, sotto il Cupolone è Totti l’uomo-derby

Juve inarrestabile, Genoa in calo

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Sabato 10 e domenica 11 gennaio 2015. È stata celebrata la XVIII giornata di serie A. Riflettori puntati su Roma-Lazio, nel pomeriggio domenicale e, a sera, su Juventus-Napoli, quello che De Laurentiis ha definito “il vero derby d’Italia”. Un tempo per parte tra biancazzurri e giallorossi: alla fine del primo  Lazio avanti di due reti, quelle di Mauri al 25’ e di Felipe Anderson al 29’. Nella ripresa è Totti-show (doppietta al 48’ e al 64’) e la stracittadina del Tevere si chiude senza né vincitori né vinti. Anche se non ha determinato la vittoria per la sua squadra, l’eroica  impresa del capitano giallorosso meritava comunque di essere conseguenza di migliori riflessi in classifica: purtroppo, però, la Juventus ha passeggiato al “San Paolo” (erano quattordici anni che non vinceva lì) e si è riportata a +3 sulla truppa di Garcia. I bianconeri cercavano la rivincita dopo la sfortunata serata di Supercoppa e l’hanno colta: la vera svolta della gara, però, è stato il gol partenopeo di  Britos, che al 64’ aveva rimontato, dopo trentacinque minuti,  quello iniziale di Pogba. È in quel momento che la Juve si è sentita costretta ad accelerare, per  acciuffare la vendetta e, non va dimenticato, anche il titolo di campione d’inverno con un turno d’anticipo. E quando affonda la Signora non ce n’è per nessuno: non passano neanche cinque minuti dall’1-1 che un colpo di testa velenoso di Caceres (forse però in posizione irregolare) riporta avanti gli ospiti. Sventata la minaccia del 2-2 al 74’ (autogol di Caceres annullato per una “provvideziale” spinta del partenopeo Koulibaly su Buffon), la capolista chiude in discesa e, a tempo più che scaduto (95’!) troova il tris con Vidal. Al “Mapei Stadium” è il Sassuolo a rallentare la marcia dell’Udinese o viceversa?  Di sicuro è stato un botta e risposta consumatosi nell’arco di dieci minuti: a Zaza, andato in gol al 15’, ha infatti risposto Thereau al 26’. Dopo la debacle interna col Sassuolo, il Milan reagisce a metà a Torino. Purtroppo per Inzaghi, il gol di Menez su rigore al 3’ è stato solo un fortunato episodio iniziale, e non l’abbrivio per una gara in discesa: i rossoneri  infatti non sono stati capaci di consolidare il loro vantaggio, e così i padroni di casa hanno avuto tutto l’agio di poter recuperare.  E il gol granata è arrivato senza fretta all’81’, per merito di Glik. Buona, invece, la prima  per l’Inter nel 2015: il Genoa è ancora in cerca della forma pre-natalizia ed esce battuto dal “Mezza” incassando tre reti. Per la squadra di Mancini segnano Palacio al 12’, Icardi al 39’ e poi Vidic all’89’, a smorzare le velleità rossoblù risvegliate dal gol di Izzo all’85’. Se alla Samp basta Eder al 49’ per avere ragione dell’Empoli al “Ferraris”, la Fiorentina a stento con un poker di reti è riuscita ad ammansire il coriaceo ed osticissimo Palermo. Per un pomeriggio il “Franchi” si fa  “Azteca”, e ne viene fuori un 4-3 proibito ai deboli di cuore.  Questa la sequenza dei gol: apre le danze Pasqual per i viola al 20’, seguito da Basanta al 51’; riequilibra per i panormiti un doppio Quaison (58’ e 62’), ma poi ci pensa Cuadrado al 66’ a riportare avanti i padroni di casa. Joaquin al 74’ fa 4-2: basta così? No, perché al 79’ la partita si riapre ancora una volta grazie ad un rigore per gli ospiti, trasformato da Belotti. Ma la seconda rete italiana della partita è in realtà quella che chiude la gara: da lì in poi infatti il risultato non cambierà più. Nel finale avrebbe potuto succedere di tutto, ma in realtà il  A Cagliari Zola trova i suoi primi tre punti (che sono anche i primi della stagioni colti al “Sant’Elia”) superando il Cesena non senza patemi nel finale: doppiamente in vantaggio dopo i primi quarantacinque minuti, grazie a Joao Pedro (11’) e Donsah (27’), nella ripresa i punici hanno tirato i remi in barca, consentendo ai romagnoli di venire fuori alla distanza e di rimettere in discussione la partita proprio nei dintorni della zona Cesarini: ma per fortuna della Zolandia (ex Zemanlandia), il gol di Brienza all’89’ non è stato replicato. In coda importante anche il 3-1 del Verona su un Parma a cui ha indubbiamente fatto bene il cambio d’anno: sull’1-0 segnato da Sala al 39’, infatti, gli uomini di Donadoni trovavano le energie per agguantare il pareggio, firmato al 63’ da Lodi; poi , però, si sono fatti fiaccare dalla zampata di un vecchio marpione come Toni (correva il minuto 72), e, infine, al 91’, è arrivata “maramalda” la marcatura di   Valoti. Solo un pari, invece, tra Atalanta e Chievo: Zappacosta porta in vantaggio i bergamaschi al 72’, ma ci pensa Lazarevic al 90’ a ridare il sorriso ai clivensi. 

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