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Serie A, salomonica Madonnina

Ore contate per Donadoni

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Sabato 22 e domenica 23 novembre 2014. È stata celebrata la XII giornata di serie A. Alla ripresa del campionato, la Juventus e la Roma vogliono dimostrare di non aver perso né concentrazione né voglia di primeggiare: entrambe vincono, e mentre il distacco tra prima e seconda (cioè, appunto, tra bianconeri e giallorossi) resta pressoché invariato, si fa  più solido il limes che separa la vice-capolista dalla terza, complice anche l’ultimo exploit del Cagliari, al San Paolo. Così, mentre gli uomini di Allegri passano sontuosamente all’Olimpico contro una Lazio in flessione, la Roma viola il campo dell’Atalanta, e la inguaia sul serio. La Juve costruisce la vittoria nel primo tempo, e la corrobora nel secondo: gol di Pogba al 24’ e al 64’ e del solito implacabile Tevez al 55’. Tutte nel primo tempo, invece,  le marcature di Bergamo: il gol-lampo di Moralez al 2’ illude i padroni di casa, ma ci pensa Ljajic ventidue minuti a far gelare l’entusiasmo sugli spalti dello stadio “Azzurri d’Italia”; al 43’ la beffa si completa per i supporters atalantini, con la rete di Nainggolan.  Beffa ancor più cocente quella del Torino, sconfitto in casa dal Sassuolo, che coglie così un successo importantissimo in chiave-salvezza: per gli estensi va a segno Floro Flores a soli quattro minuti dalla fine della partita (87’). Altrettanto decisiva in zona permanenza è la vittoria dell’ottimo Empoli a Parma: buio pesto per i ducali, e stanotte negli incubi di Donadoni si affacceranno di sicuro i volti di Vecino e Tavano, autori dei gol che probabilmente affossano la sua panchina al 46’ l’uno e al 56’ l’altro.
Dicevamo del Napoli, che in casa viene frenato in maniera rocambolesca (e non poteva essere diversamente) dal Cagliari; ma si fermano anche Sampdoria e Udinese. Delle tre squadre, però, l’unica a poter considerare il pareggio un risultato guadagnato è quella di Mihajlovic, che contro il Cesena al “Manuzzi” era andata sotto al 60’ (gol di Lucchini) e solo grazie al pasticcio di un difensore romagnolo appena entrato, Nica, riesce a rivedere la luce al 77’. Per friulani e partenopei, invece, è un mezzo stop senza troppi giri di parole: al “Friuli” Radovanovic al 74’ sporca la gioia per il gol n. 200 in serie A di Antonio Di Natale; all’ombra del Vesuvio, intanto, il Napoli si fa rimontare per ben due volte dagli uomini di Zeman, irriducibili quando meno te l’aspetti. Gli ospiti la vera impresa l’hanno fatta a cavallo tra le due frazioni di gioco, recuperando il doppio vantaggio azzurro, firmato da Higuain all’11’ e da Inler allo scoccare della mezz’ora. Sugli scudi Farias, che al 47’ completa la rimonta iniziata al 38’ da Ibarbo e al 67’ vanifica il nuovo vantaggio della truppa di Benitez, segnato da De Guzman al 62’.
Di tutto questo si avvantaggia la Fiorentina, che si fa strada a Verona: le reti di Rodriguez al 16’ e di Cuadrado al 62’, intervallate da quella scaligera di Nico Lopez al 39’, valgono per i viola la conquista della decima piazza in solitudine. Europa dietro l’angolo.
La partita in copertina di questa giornata era, senza ombra di dubbio, la stracittadina Inter-Milan: più per la tradizione, in realtà, che non per il suo effettivo significato nella storia attuale del campionato. Tappa di transizione doveva essere (specie per l’Inter, che presentava il nuovo allenatore, Mancini, e tappa di transizione è stata: Menez al23’ e Obi al 61’, 1-1 e tutti contenti, per il momento. In attesa di tempi migliori.   
E questa sera il turno si conclude col posticipo tra Genoa e Palermo.

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