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Serie A, avanzano Inter e Napoli

Udinese terza in condominio con la Sampdoria

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Sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014. E’ stata celebrata l’VIII giornata del campionato di serie A. Ha aperto le danze il Cagliari di Zeman, che quando è in giornata mostra di saper anche essere un rullo compressore: ne sa qualcosa il derelitto Empoli, travolto da un poker di reti, tutte nel primo tempo. Al “Castellani” segnano Sau al 31’, Avelaar al 36’ su punizione e due minuti dopo su rigore, ed infine Ekdal al 46’. Eppure questo Cagliari resta una squadra dall’identità indefinita: dovrà lottare fino all’ultima giornata per salvarsi, o con un pizzico di continuità in più, nel corso dei mesi potrà guadagnare posizioni di classifica più tranquille, e magari qualcosa in più? Come già osservato, l’impressione è che, trattandosi di Zeman, si continuerà senza un progetto di lungo respiro, vivendo alla giornata, e dominando dove si può e secondo l’occasione.
Che sarà di Donadoni al Parma, dopo che i ducali hanno capitolato anche con il Sassuolo, in uno scontro-salvezza decisivo e per di più in casa? Con i gol di Floccari al 20’, di Acerbi al 24’ e di Taider al 52’, gli estensi ottengono la loro prima vittoria in questa stagione, la decima da quando sono approdati in serie A. Il gol di Cassano al 79’ è certo un po’ poco come ciambella di salvataggio per l’ex tecnico della Nazionale.
Voltata l’amara pagina di Champions, la Juventus torna sola in vetta, a +3 dalla Roma, sbrigando la pratica-Palermo con i gol di Vidal al 31’ e di Llorente al 65’. Gli osservatori più attenti del calcio italiano di questi ultimi tre anni sanno bene che è matematico che la Juve, qualunque sia la sua Waterloo in Europa, alla fine in campionato riesce sempre a ritrovare se stessa. Questo discorso non vale per la Roma, che risente ancora del trauma della sconfitta-incubo col Bayern: e nello scontro al vertice con la Sampdoria non va oltre lo 0-0. Partita equilibrata, ma entrambe le contendenti escono deluse: la Roma vicecapolista, che era ad un punto dal sorpassare la Juve ed ora è a tre punti dal poterla  riagganciare; ma anche la Samp, vice-vicecapolista, deve rinviare i suoi propositi di arpionare proprio i capitolini. In sostanza, l’una e l’altra fanno un grosso favore all’Udinese, che regola l’Atalanta con due gol nel primo tempo, firmati da Di Natale al 6’ e Thereau al 36’, e va a coabitare al terzo posto con i doriani. Si rilanciano Napoli e Inter: le loro vittorie servono, tra l’altro, a segnare il confine, per il momento, tra l’”eurozona” della classifica, che vede in coda proprio loro, e quella della tranquillità, che inizia con Genoa e Verona. I nerazzurri sbancano Cesena con un gol di Icardi su rigore al 32’, e tornano così alla vittoria dopo tre turni di digiuno. Gli uomini di Benitez, frattanto, al San Paolo strapazzano il Verona con una valanga di gol, ben sei. Erano stati gli uomini di Mandorlini a passare in vantaggio per primi, a trenta secondi dal fischio d’inizio con Hallfredsson. Ma ci pensava Hamsik a riacciuffare il risultato a fine primo tempo e poi a portare avanti i padroni i casa al 58’. Al 66’ il momentaneo pareggio scaligero a firma Nico Lopez, poi la trpletta di Higuain, al 68’, 84’ e 90’, in mezzo a cui si inserisce la segnatura di Callejon (76’). L’aria di alta classifica fa bene alla Lazio che continua a macinare punti; meno dilagante finora il cammino del Torino, che non riesce ad emergere dalle zone anonime della graduatoria. All’Olimpico è 2-1 per le aquile, che passano con Biglia al 15’ e il campione del mondo Klose al 60’. Inutile il pareggio di Farnerud al 53’.     
Milan-Fiorentina 1-1, per effetto dei gol di De Jong al 25’ e di Ilicic al 64’: i rossoneri perdono un’occasione per insediarsi da solo in terza posizione.  Esordio-beffa per Rolando Maran sulla panchina del Chievo; i pandorini, passati in vantaggio con Zukanovic al 36,’avevano cullato per ben trentasei minuti il sogno-vittoria; ma nella ripresa la rinascita del Genoa, andato in gol con Matri al 72’ e Pinilla all’84’, l’ha fatto dolorosamente sfumare.
 

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