Serie A, il ritorno di Zeman

In testa è sempre juve-Roma

pubblicato il 29/09/2014 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Rudi Garcia (Roma)

Sabato 27 e domenica 28 settembre. E’ stata celebrata la V giornata di campionato. Juventus e Roma puntualmente, implacabilmente, noiosamente perfette: sembra proprio come l’anno scorso, nessuna delle due mollerà prima che l’una avrà sconfitto l’altra nello scontro diretto (in programma domenica prossima). Vittima sacrificale dei bianconeri di Allegri è stata l’Atalanta, a Bergamo; sotto le ruote cingolate della squadra di Garcia il Verona, terzo incomodi di qualche settimana fa. L’atalanta paga l’insperienza del portiere Sportillo, che ha colpe pesanti sui due gol (34’ e 59’) che consentono a Tevez di conquistare la vetta della classifica cannonieri. Il sigillo conclusivo sabaudo e dell’ex madridista morata, all’83’. Nerazzurri davvero sfortunati: costretti, tra un gol di Tevez e l’altro, a mangiarsi le mani per un rigore fallito da Denis. All’Olimpico gli uomini di Mandorlini resistono per un tempo, per poi cadere nella ripresa sotto i colpi di Florenzi (75’) e Destro (88’). Il Napoli risorge a Sassuolo e Benitez, grazie a Callejon al 28’, per il momento salva la panchina. Intanto a San Siro contro l’Inter va in scena il primo vero Cagliari zemaniano della stagione: nel primo tempo travolge la truppa di Mazzarri con quattro gol (super Ekdal al 23’, 34’ e 44’, con contorno di Sau al 10’) e si concede anche il lusso di sbagliare un rigore, a fronte di un tentativo (riuscito) di pareggio da parte di Osvaldo al 18’; nella ripresa, poi, gioca una gara di contenimento, altra sorpresa tirata fuori dal cilindro dal tecnico boemo. Per l’Inter incidente di percorso o inconsistenza sostanziale decurtata di anche un solo uomo (espulsione per Nagatomo al 26’)?
Nel derby della lanterna la Sampdoria trova il suo faro in Manolo Gabbiadini:  suo il gol partita su punizione  AL 76’, sotto gli occhi del selezionatore azzurro Conte.
Mai come oggi è stato dimostrato che i pareggi servono a nascondere le magagne di chi non sa vincere e ad offrire una stampella a chi sa più che altro perdere. Quanti eloquenti 1-1: quello del discontinuo Chievo opposto ad un Empoli sempre ostico ma difficilmente devastante (i giochi si chiudono in nove minuti: segnano infatti per i veneti padroni di casa Maggiorini al 50 ‘e per i toscani Pucciarelli al 59’); quello della Fiorentina che fatica ad ingranare tra le protagoniste, e non è certo risorta in casa di un Torino ugualmente alla ricerca di un’identità vincente - va a merito dei viola, comunque, aver saputo addrizzare il confronto: Babakar al 78’ ha risposto al gol di Quagliarella al 62’ -; e, spiace dirlo, quello di un Milan pasticcione ospitato dal Cesena che fa del fattore-campo il suo punto di forza: botta e risposta tra gli ippocampi, passati in vantaggio con Succi all’11’, e i diavoli, che rimontano al 19’ con Rami. E la partita finisce lì. Stasera il quadro si completa con Udinese-Parma e Palermo-Lazio.  

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