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F1 | GP Monaco 2023: analisi prove libere di Monte Carlo

Verstappen precede le Ferrari e Alonso. Perez e la Mercedes W14 B altalenanti

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F1 | GP MONACO 2023, ANALISI RED BULL: RB19 NON DOMINANTE

Come ci si poteva aspettare su una pista che non richiede l'efficienza aerodinamica, la Red Bull è stata si veloce ma non dominante così come ha mostrato sino adesso nelle cinque tappe stagionali. Nonostante questo, Max Verstappen ha comunque ottenuto la miglior prestazione, ma ha distanziato le Ferrari di Leclerc e Sainz rispettivamente di 65 e 107 millesimi.

Le performance nelle prove libere al Circuit de Monte Carlo, denotano come la RB19 sia una monoposto pressoché perfetta sotto tutti i punti di vista. Dopo le problematiche di assetto riscontrate nelle PL1, nelle PL2 si è vista una vettura bilanciata perfettamente dal punto di vista meccanico nelle mani dell'olandese, mentre Sergio Perez ha chiuso 7°.

Precisione d'inserimento all'avantreno e stabilità nella fase di trazione. Sinonimo di come la vettura abbia grip meccanico e soprattutto un downforce accentuato in ogni fase della percorrenza della curva, soprattutto con le specifiche soft C5. Red Bull dunque favorita per la conquista della pole position, ma la sensazione è che dovrà sudarsela maggiormente.

F1 | MONACO 2023, ANALISI FERRARI: SF-23 MASSIMIZZA IL GRIP MECCANICO

I ferraristi hanno sfruttato una SF-23 che si sposa meglio con le caratteristiche tecniche della pista monegasca. Il Circuit de Monte Carlo pone l'accento sulle seguenti caratteristiche tecniche: precisione e reattività all'avantreno, grip meccanico su ambedue gli assi, stabilità al retrotreno in fase di trazione, erogazione lineare della potenza in uscita dalle curve e carico aerodinamico nelle curve a media e bassa velocità di percorrenza.

Una serie di fattori tecnici che premiano la filosofia progettuale della vettura della Scuderia di Maranello, che spicca per la capacità di generare carico aerodinamico in questa tipologia di curve sfruttando anche l'erogazione della potenza della Power Unit 066/10.

A testimoniare l'ottima performance del Cavallino Rampante nel venerdì di Monaco vi è il terzo posto di Carlos Sainz, a soli 42 millesimi dal suo compagno di squadra. Per lo spagnolo da verificare i danni alla monoposto in seguito dall'incidente alla seconda delle Piscine.

I ferraristi sono sempre stati ai piani alti della classifica sin dalle battute iniziali della prima sessione di prove libere. Da sottolineare la costanza di rendimento ad inizio PL2 della SF-23 con pneumatici hard C3, molto competitiva sul giro veloce.

Questo aspetto evidenzia come la monoposto italiana sia stata competitiva anche con una gommatura dell'asfalto pressoché assente, con una superficie molto green. Significa che la vettura di Maranello è in grado di unire deportanza e grip meccanico tramite un corretto funzionamento delle mescole in relazione alle temperature di esercizio che il mezzo tecnico modenese è in grado di innescare sin dall'outlap.

I tecnici della Ferrari hanno adottato come tutte le altre scuderie la configurazione a massimo carico verticale. Un set-up aerodinamico che esalta le performance della SF-23 su una pista dove non è richiesta efficienza aerodinamica. Oltretutto, sulla vettura romagnola è stato svolto un accurato lavoro sull'assetto meccanico.

Al Circuit de Monte Carlo, date le asperità del tracciato cittadino quali avvallamenti e disconnessione, minor rigidezza delle sospensioni migliora il comportamento dinamico della vettura, in grado di assorbire maggiormente le asperità senza scomporsi nella percorrenza delle curve.

F1 | GP MONACO 2023, ANALISI ASTON MARTIN: AMR23 PERFORMANTE

Vista la superiorità tecnica della Red Bull sui tracciati nei quali è richiesta una spiccata efficienza aerodinamica, il dominio delle RB19 di Max Verstappen e Sergio Perez può essere arginato solamente su tipologie di tracciati nei quali contano altri parametri tecnici e non l'efficienza aerodinamica.

Per queste ragioni, la rivelazione Aston Martin ha nel mirino la tappa di Monaco come potenziale terreno di caccia per centrare il primo successo stagionale su una tipologia di tracciato che dovrebbe essere meno congeniale alle Red Bull, seppur rimangano le favorite e le monoposto da battere, e più favorevole all'Aston Martin. Fernando Alonso ha chiuso quarto a soli 217 millesimi dalla vetta al termine delle PL2.

Analizzando le caratteristiche tecniche di ognuno dei cinque tracciati sui quali si è corso sino adesso, ci si accorge come la vettura britannica abbia migliorato l'efficienza aerodinamica complessiva, seppur rimanga ancora leggermente eccessiva la resistenza aerodinamica all'avanzamento ereditata dall'AMR22, ma soprattutto generi molti punti di carico aerodinamico.

Il Circuit de Monte Carlo si sposa con le caratteristiche tecniche della monoposto di Alonso e Stroll: prevalentemente curve a bassa velocità di percorrenza dove sono richiesti carico aerodinamico, grip meccanico derivato dalle coperture, stabilità al retrotreno in fase di trazione ed in frenata ed un avantreno preciso in inserimento che eviti l'alternanza sottosterzo e sovrasterzo nelle differenti fasi di percorrenza della curva.

Caratteristiche che l'AMR23 ha messo in evidenza nelle differenti 5 piste affrontate sino adesso, ma che come minimo comun denominatore avevano l'efficienza aerodinamica come parametro chiave per massimizzare la performance. Questo fattore tecnico non sarà cruciale al Circuit de Monte Carlo, ma saranno downforce e bilanciamento meccanico a fare la differenza sia in gara, ma soprattutto in qualifica.

F1| GP MONACO 2023, ANALISI MERCEDES: BUONI RISCONTRI DALLA W14 B

Per la Mercedes è arrivato il tanto atteso momento di svelare la versione B della W14E Performance, una vettura che presenta una nuova struttura della nuova sospensioni all'avantreno ed un rivoluzionato concetto aerodinamico che si discosta dalla filosofia progettuale 'zero sidepods'.

Per l'appuntamento di Monaco, i tecnici di Stoccarda hanno rivoluzionato il design della fiancate e delle bocche d'ingresso dei radiatori. Un disegno a scivolo per convogliare un maggior flusso d'aria al fondo, beam-wing e diffusore simile alla filosofia della RB19. La sezione d'ingresso dei radiatori presenta un design non più rettangolare e squadrato.

Per quanto concerne la nuova sospensione anteriore, lo schema rimane sempre quello push-rod, che è stata studiata e modificata, così come alcuni elementi interni della sospensione al retrotreno nelle tappe antecedenti, volta i riposizionare i centri di rollio.

Il riposizionamento è dettato dalla ridistribuzione delle masse all'interno della monoposto, conseguentemente muta anche il centro di gravità. Lo schema rimane immutato, ma i due triangoli della sospensione convergono esternamente con lo spazio interposto fra i due che è maggiormente distanziato dal lato scocca.

Con un prolungamento dei bracci, il punto d'incontro risulta più vicino al telaio massimizzando il camber, mentre il braccetto è rimasto il medesimo. Aggiornamenti consistenti ma, per il momento Lewis Hamilton ha chiuso 6°e George Russell addirittura fuori dalla classifica dei primi dieci.

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