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F1 | GP Abu Dhabi 2022: analisi circuito Yas Marina Circuit

Un tracciato composto da lunghi rettifili, brusche frenate e curve di diversa tipologia. Analizziamolo

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Ad una settimana dal GP Brasile che si è svolto all’Autodromo Carlos Pace di San Paolo e vinto dalla Mercedes di George Russell, la F1 fa tappa questo weekend al Yas Marina Circuit per il GP Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione 2022. Il tracciato mediorientale è stato teatro nell’edizione antecedente dell’incredibile vittoria del titolo iridato di Max Verstappen, che sopravanzò Lewis Hamilton alla curva 4 all’ultimo giro. I due contendenti alla corona iridata avevano entrambi 369.5 punti alla vigilia dell’ultimo round.

Il tracciato è stato progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, l’autodromo è stato costruito dalla compagnia Aldar Properties. La stessa società ha realizzato il Ferrari World, il parco tematico sull’automobilismo che sorge adiacente alla pista con il logo del Cavallino Rampante ben evidente sulla struttura, un parco acquatico, aree residenziali e strutture alberghiere e residenziali. Lungo la percorrenza del giro, il tracciato è composto da quattro grandi tribune: Main Grandstand, West Grandstand, North Grandstand e South Grandstand.

L’impianto è stato inaugurato dal 2009 e sino al 2020 la configurazione della pista prevedeva ventuno curve che si snodavano lungo 5554 metri. Per l’appuntamento dell'annata antedecente, il disegno è stato rinnovato e adesso il tracciato misura 5281 metri con 16 curve, delle quali nove a sinistra e sette destra. La distanza di gara prevista è di 58 giri, pari a un chilometraggio complessivo di 306,183 chilometri. La percentuale di percorrenza del giro ad acceleratore al massimo è stimata al 74%.

Secondo i dati riferiti dalla Brembo, sono sei i punti di frenata presenti lungo la percorrenza del giro al Yas Marina Circuit. La durata della fase di frenata complessiva è di 11 secondi, pari al 13% della percorrenza del giro, mentre la lunghezza della fase di frenata è 547 metri, l’equivalente del 10% della percorrenza del giro. Le lunghezze dei sei punti di frenata sono le seguenti: 64 metri (curva 1), 92 metri (curva 5), 120 metri (curva 6), 99 metri (curva 9), 93 metri (curva 12) e 79 metri (curva 16).

In occasione dell’appuntamento di Abu Dhabi, la Pirelli Motorsport ha optato per le specifiche più morbide della gamma: hard C3, medium C4, soft C5. Il limite massimo del camber sarà rispettivamente di -3.25°all’avantreno e -2.00° psi al retrotreno. Le pressioni minime al via per pneumatici slick saranno rispettivamente di 23.0 psi all’anteriore e 20.5 psi al posteriore.

Il primo settore del tracciato è composto da curve veloci che si percorrono in pieno ed è molto corto dato che si completa in circa diciotto secondo. Il tratto centrale, che comprende la curve 5 rivisitata con un raggio più ampio con più velocità di percorrenza e l’abolizione della chicane antecedente, richiede una spiccata velocità di punta in fondo ad ambedue i rettilinei. L’ultima sezione è quella che ha subito le modifiche più ingenti divenendo più rapida nella percorrenza complessiva di circa dieci secondi in parallelo al disegno antecedente.

Le vecchie curve lente in successione 9, 10, 11 e 12 sono state eliminate e sostituite dalla Marsa, una curva in appoggio dalle alte velocità di percorrenza. Le curve 12, 13, 14 e 15 non sono più ad angolo a novanta gradi ma presentano una raggio più aperto che consente velocità leggermente più alte, soprattutto la penultima curva adesso si dovrebbe percorrere in pieno.

Dalla linea del traguardo alla prima curva ci sono 272 metri di distanza. Curva 1 è una sinistra da affrontare in quarta marcia a 154 km/h, alla quale segue nelle medesima direzione curva 2, da percorrere in pieno in sesta marcia a 242 km/h, successivamente alla quale vi è il cambio di direzione verso per la curva 3, una destra in appoggio da fare in pieno in settima marcia a 269 km/h.

In seguito vi è verso sinistra la curva 4, anch’essa si percorre in pieno in ottava marcia a 286 km/h, il cui successivo rettilineo porta alla frenata della curva 5. Si tratta di un tornante verso sinistra con un doppio punto di corda: i piloti utilizzano una traiettoria più larga in ingresso per poi chiudere verso il cordolo interno parzializzando l’accelerazione e massimizzando la trazione in uscita. 

Infatti, successivamente vi è il lungo rettilineo da oltre un chilometro di lunghezza, nel quale è possibile sfruttare la prima zona DRS, che porta alla frenata della chicane sinistra-destra delle curve 6 e 7, la frenata più impegnativa della pista mediorientale secondo i dati forniti dalla Brembo. Le monoposto decelerano da 322 km/h a 74 km/h nello spazio di 120 metri e nell’arco temporale di 2.60 secondi. La decelerazione è di 5.4 G, mentre la pressione sul pedale del freno è di 168 chilogrammi. La potenza frenante è di 3197 kW.

Successivamente all’uscita dalla sette, vi è verso sinistra la curva 8, da affrontare in pieno in sesta marcia a 227 km/h, che precedere il rettilineo, nel quale è possibile usufruire della seconda zona DRS della pista, che porta alla nuova Marsa, la curva 9: è una sinistra in appoggio ad ampio raggio caratterizzata dal doppio punto di corda, in entrata si affronta in sesta marcia a 234 km/h per poi allargare la linea di percorrenza e sfruttare l’uscita in settima marcia a 262 km/h.

In seguito vi sono tre curve verso destra: le curve 10 e 11 si percorrono ambedue in pieno in settima marcia alle rispettive velocità di 282 km/h e 289 km/h, mentre la curva 12 si affronta in quarta marcia a 142 km/h. Dopo vi è la doppia sinistra delle curve 13 e 14, entrambe da fare in quarta marcia rispettivamente a 139 km/h e 151 km/h, alle quali seguono in direzione opposta le ultime due curve del Yas Marina Circuit. Curva 15 si affronta in pieno in sesta marcia a 252 km/h, mentre per la curva 16 si scalano due marce e si percorre a 143 km/h.

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