Ad Austin vince Marquez

Secondo Pedrosa, terzo Dovizioso; Lorenzo parte anticipatamente

pubblicato il 13/04/2014 in Sport da Elena Caracciolo
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Elena Caracciolo

Dietro tutti i piloti, schierati, compressati, scacchierati, sventolava bandiera verde.
Il semaforo rosso era appena partito.
Quando, improvvisamente, mentre la concentrazione per la partenza mangiava ogni millimetro di muscolo dei piloti schierati, ecco che, prima dello scattare del semaforo bianco, Lorenzo parte.
Mossa falsa, scatto azzardato, partenza anticipata.
Ed ecco che a Lorenzo viene data la penalità e si ritrova ultimo.
Già questo può bastare per sottolineare, chiarire, dimostrare quanto la gara di Austin sia stata follemente fenomenale.
Ma chi è partito come?
È partito benissimo Marc Marquez, dalla sua pole position.
Dopo un’ottima partenza, per tutti i 21 giri compiuti, il campione del mondo in carica si è distinto per la sua bravura, per i suoi tempi stratosferici, per la sua concentrazione e, soprattutto, per un margine da Repsol Honda così alto, da sfiorare i 22 secondi sul terzo pilota in gara.
Ma alla Honda questo primo posto non è bastato: sul secondo gradino del podio, infatti, si è posizionato Dani Pedrosa, che è scattato benissimo e che ha seguito, per tutta la gara, il compagno Marquez.
Senza poter azzardare un sorpasso, senza sognarsi nulla, ma con un casco alto e con una costanza da pilota veterano.
Terzo posto, assolutamente inedito, per l’italiano Andrea Dovizioso, in sella all’italianissima Ducati ufficiale.
Ottimi spunti, buoni sorpassi, invidiabile passo gara.
A condividersi e litigarsi quel terzo posto sono stati, per tutta la seconda parte di gara, Bradl (che è giunto quarto), Smith (quinto al traguardo) e, soprattutto, Andrea Iannone, che ha chiuso con un settimo tempo, ma che, dopo una partenza fenomenale, per metà gara, è rimasto incollato alla terza posizione, battagliando con Rossi e rispondendogli, quando fiondato, con un sorpasso all’esterno pulitissimo e brillante.
L’italiano Andrea Iannone ha dimostrato di essere un grande pilota, nonostante la chiusura e nonostante i problemi non indifferenti di usura pneumatici e motore che grida soccorso del team Ducati Pramac.
Uno sguardo a Rossi, che (era destino!) doveva stargli alle calcagna.
Già, perché Rossi ha chiuso con l’ottavo posto, dopo aver avuto numerosi problemi e aver subito, a dodici giri dal termine, sorpassi da Bradl, Dovizioso, Espargaro e Smith.
Decimo posto per Lorenzo, che ha fatto, dopo quella brutta partenza anticipata, una rimonta stratosferica, mettendo nel mirino chiunque capitasse.
Almeno per il tempo di recuperare quel maledetto scatto iniziale.
Peccato per Crutchlow (che a meno otto giri dal termine, dopo aver cambiato lo pneumatico posteriore, è caduto con un brutto salto) e peccato anche per l’out di Bautista, reduce di un pessimo week end.
Ad Austin ci si aspettava di tutto, questo è vero.
Ma i brividi autentici che oggi sono stati incassati, si sono dimostrati così inediti e strepitosi, da oltrepassare qualsiasi grado di aspettativa.
Viva Austin e viva questo secondo Gran Premio di Motogp.
 

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