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MotoGP | GP Australia 2022: analisi gara di Phillip Island

Trionfo Rins, a podio Marquez e Bagnaia che completa la rimonta su Quartararo, caduto nuovamente

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La domenica delle rimonte clamorose. Il GP Australia che si è svolto lo scorso 16 ottobre presso il Phillip Island Circuit è stato teatro del primo successo stagionale della Suzuki con Alex Rins e del passaggio di consegne in vetta alla classifica piloti con Francesco Bagnaia che comanda la graduatoria con quattordici lunghezze di vantaggio su Fabio Quartararo, ritiratosi successivamente a una caduta alla curva 2. Il pilota della Ducati ufficiale ha invece colto la seconda medaglia di bronzo consecutiva, dopo quella in Thailandia, completando l'incredibile rimonta iridata.

In seguito alla tappa del Sachsenring vinta dal campione del mondo in carica della Yamaha in concomitanza con la caduta del pilota chivassese, il disavanzo in graduatoria era di 91 punti. Sembrava che fosse un distacco incolmabile, ed invece il ducatista non solo ha recuperato tutto il distacco ma è riuscito a portarsi in vetta alla classifica con un margine di 14 lunghezze sul rivale transalpino alla corona iridata. Complessivamente, in otto gare Bagnaia ha recuperato 105 punti a Quartararo, un record statistico dato che mai nessuno nella storia della classe regina del Motomondiale era riuscito a colmare un gap così ampio.

D'applausi anche lo straordinario successo di tappa di Rins che, scattato dalla decima posizione in griglia di partenza, ha scalato la classifica sino a battere in volata Marc Marquez. Lo spagnolo della Suzuki ha portato al trionfo la GSX-RR per la prima volta in questa stagione, il modo migliore per la casa nipponica di lasciare il Motomondiale da fine stagione. Seppur sconfitto per questione di centesimi di secondo, il secondo posto ottenuto dal pluri iridato può essere considerato d'oro.

L'otto volte campione del mondo sta raggiungendo nuovamente l'apice della condizione psicofisica dopo un travagliato triennio tra interventi chirurgici e ricadute, denotando come sia sempre una delle massime autorità della MotoGP. Alla straordinaria performance di Marquez va aggiunta la crescita della Honda RC213V con il nuovo restyling aerodinamico in ottica 2023 che è stato introdotto al Phillip Island Circuit fornendo riscontri ampiamente positivi sulla linea tecnica da seguire per questo finale e per l'annata che verrà.

Domenica amarissima per Quartararo, la cui fuga iridata nella classifica piloti è giunta al capolinea. Il transalpino, alle prese con una Yamaha YZR-M1 nettamente inferiore alla Ducati Desmosedici GP-22, ha provato a gettare il cuore oltre all'ostacolo ma ha concluso la gara nella ghiaia. Per il francese si tratta del terzo zero nelle ultime quattro gare dopo quelli fatti registrare ad Aragon e in Thailandia. Solamente in Giappone è riuscito ad andare a punti, ma con una differenza tecnica così netta tra le due moto e un Bagnaia adesso consistente e costante nei risultati il secondo titolo consecutivo sembrerebbe essere distante.

Sugli scudi anche la Ducati Mooney VR46 Racing Team autrice della miglior gara stagionale dopo il Mugello, dato che Marco Bezzecchi ha chiuso quarto Luca Marini sesto. Tra i due si è issata la Ducati Gresini Team di Enea Bastianini, quinto. La prima delle Aprilia è quella di Aleix Espargaro, solamente nono e sempre più lontano dal sogno iridato. Lo spagnolo ha concluso alle spalle delle Ducati Pramac Racing di Jorge Martin e Johann Zarco, rispettivamente settimo e ottavo.

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