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MotoGP | GP Australia 2022: analisi qualifiche di Phillip Island

Martin pole da record, vola Marquez con la Honda aggiornata. Bagnaia terzo davanti ad Aleix Espargaro e Quartararo

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Jorge Martin ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte presso il Circuit Phillip Island, sede del GP Australia e diciassettesimo appuntamento iridato della stagione 2022 del Motomondiale. Dopo che il compagno di squadra Johann Zarco aveva firmato la  miglior prestazione in ambedue le sessioni, sia nelle PL1 sia nelle PL2, la Ducati Pramac Racing ha confermato la propria competitività sul giro secco firmando con l'iberico la pole position con tanto di record della pista in 1:27.767.

La Desmosedici GP-22 conferma di essere il punto di riferimento della classe regina del Motomondiale. Nonostante un tracciato con soli due punti di staccata impegnativi, nei quali la moto della Casa di Borgo Panigale si esalta per via della stabilità in fase di frenata, la Ducati denota la propria velocità negli svariati allunghi presenti nel layout del tracciato australiano e nel rettifilo del traguardo dove si raggiungono velocità di punta nell'ordine dei 348 km/h.

Se le performance del mezzo tecnico bolognese non stupiscono, è da evidenziare la clamorosa prestazione di Marc Marquez, capace di cogliere la seconda posizione ad appena 13 millesimi dal primato. Il pluri iridato della Honda sta tornando ad avere una condizione psicofisica eccellente dopo un triennio contraddistinto da un andamento altalenante tra parziali ritorni e ricadute in seguito al famoso incidente occorsogli al GP Spagna 2020 che si disputò al Circuit de Jerez-Angel Nieto, l'inizio del calvario.

Adesso che si incomincia a intravedere la luce in fondo al tunnel, si denota come l'otto volte iridato non ti stia riscontrando criticità nel proporre le medesime straordinarie performance che hanno caratterizzato la sua carriera nel Motomondiale. Se a Motegi aveva colto la pole position sul bagnato, il secondo posto nelle qualifiche australiane mette in luce sia il suo progresso dal punto di vista della tenuta atletica, sia l'incremento di competitività della Honda.

Per la tappa del Phillip Island Circuit, il costruttore nipponico ha introdotto un pacchetto di aggiornamenti contraddistinto da una veste aerodinamica rivisitata sulla RC213V. Il nuovo upgrade aerodinamico verrà valutato nelle ultime gara dell'annata in corso e servirà a gettare le basi per la moto del 2023. Giudicando le prestazioni di Marc Marquez, i riscontri forniti sembrerebbero essere ampiamente positivi. Una sterzata alla base della filosofia progettuale e aerodinamica della RC213V indispensabile per ridare linfa vitale alla Honda dopo una stagione 2022 sino adesso avara di soddisfazioni. 

Inizia col piede giusto il fine settimana australiano per Fabio Quartararo, che ha chiuso la classifica combinata dei tempi col quarto tempo accusando un distacco minimo dalla vetta. Il layout del Circuit Philipp Island favorisce la Yamaha YZR-M1, che si esalta nella percorrenza delle curve veloci e nei cambi di direzione. Condizioni nelle quali la moto nipponica riesce a massimizzare l'aderenza e il grip meccanico derivato dalle coperture facendole lavorare nella corretta finestra di utilizzo.

Alle spalle del pluri iridato della Honda vi è il trittico in lizza per il titolo iridato. Francesco Bagnaia ha colto il terzo tempo, precedendo Aleix Espargaro e Fabio Quartararo, rispettivamente quarto e quinto, racchiusi in meno di un decimo di secondo. Disavanzi cronometrici che denotano come al Phillip Island Circuit l'Aprilia, ma soprattutto la Yamaha, siano decisamente più vicine alla Ducati di quanto lo siano state nell'arco delle ultime tappe.

Questo perché il tracciato australiano è costituito da curve ad alta e media velocità di percorrenza in successione con un solo rettilineo dove si esalta la potenza motoristica. Tipologie di curve a medio e ampio raggio che evidenziano la stabilità delle moto della Casa di Noale e di quella di Iwata, molto precise in inserimento all'avantreno e con un retrotreno stabile grazie al grip meccanico generato per l'ottimo utilizzo delle coperture in termini di finestra di utilizzo delle temperature. 

La velocità della RS-GP e della YZR-M1 nelle curve a media e alta velocità di percorrenza consente si era denotata già al Circuit de Barcelona-Catalunya e al Silverstone Circuit, tipologie di tracciati con delle similitudini al layout del Phillip Island Circuit. La reattività dell'avantreno risulta fondamentale per attaccare il punto di corda e con un retrotreno che non si scompone in fase di accelerazione consentendo ai piloti di massimizzare il grip meccanico.

Ottima qualifica per la Ducati Mooney VR46 Racing Team. Luca Marini ha chiuso settimo alle spalle della Ducati Pramac Racing di Johann Zarco, mentre Marco Bezzecchi ha colto il nono tempo chiudendo appena dietro alla Ducati ufficiale di Jack Miller, solamente ottavo seppur a meno di due decimi dal compagno di squadra Bagnaia. Apre la terza la fila la prima delle Suzuki, quella di Alex Rins, che si è issato davanti alla LCR Honda di Alex Marquez, undicesimo, e all'Aprilia di Maverick Viñales, che ha completo la classifica del Q2 in dodicesima posizione.

Il primo degli esclusi nella fase iniziale delle qualifiche è stato Pol Espargaro. Per l'iberico della Honda la delusione è duplice considerando che il suo compagno di squadra ha chiuso secondo e lui stesso era apparso decisamente pimpante nell'arco delle prove libere del venerdì. Lo spagnolo ha chiuso davanti alla Suzuki di Joan Mir e alla Ducati Gresini Team di Enea Bastianini, quindicesimo.

È tornata, invece, alla propria dimensione la KTM Factory Team dopo la vittoria in Thailandia sul bagnato: Brad Binder 16°, Miguel Oliveira 24° dopo essere stato penalizzato di tre posizioni in griglia di partenza per aver ostacolato Bastianini nel Q1. Il lusitano dovrà anche scontare un long-lap penalty nell'arco della distanza di gara.

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