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MotoGP | GP Thailandia 2022: analisi circuito

Lunghi rettifili, curve veloci e rapidi cambi di direzione in unico disegno

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A una settimana dal Gran Premio del Giappone che si è disputato a Motegi e vinto dalla Ducati di Jack Miller, questo fine settimana la classe regina del Motomondiale farà tappa al Chang International Circuit per il Gran Premio della Tailandia, quindicesimo appuntamento iridato dell'annata in corso. La tappa asiatica torna ad ospitare il Motomondiale dopo il biennio di pausa per via della cancellazione delle edizioni 2020 e 2021 a causa dell'emergenza sanitaria dettata dalla pandemia Coronavirus. 

Il Chang International Circuit, conosciuto anche come Buriram International Circuit, ha visto iniziare il lavori per la realizzazione dell'impianto il 2 marzo 2013 ed è stato inaugurato il 4 ottobre 2014 ottenendo il Grado 1 dalla FIA e il Grado A dalla FIM. La prima gara motociclistica si è svolta il 22 marzo 2015 con la Superbike, mentre il Motomondiale ha fatto tappa in Thailandia nel 2018 e 2019, con Marc Marquez che ha vinto ambedue le edizioni della casse regina.

Il circuito misura 4554 metri ed è composto da 12 curve complessivamente. La larghezza della sede stradale è di 12 metri e il rettifilo più lungo, che va dalla curva 1 alla curva 3, è lungo 1000 metri. Il record della pista appartiene a Fabio Quartararo che nel 2019 firmò la pole position col crono di 1:29.719 alla media oraria di 182.7. Nella medesima edizione Marc Marquez fece registrare il giro veloce in 1:30.904 a 180.3 km/h. Le distanze di gara previste saranno le seguenti: 26 giri MotoGP (118.4 km), 24 giri Moto2 (109.3 km) e 22 giri Moto3 (100.2 km).

Secondo i dati della Brembo, la lunghezza della fase di frenata è di 26 secondi, pari al 28% della percorrenza del giro, mentre la durata della fase di frenata è 1198 metri, l'equivalente del 26% del giro. Il punto di staccata più impegnativo è quello della curva 3: i piloti della classe regina decelerano da 323 km/h a 77 km/h nello spazio di 272 metri e nell'arco temporale di 5.7 secondi esercitando una pressione sulla leva del freno di 5.4 chilogrammi con una decelerazione di 1.5 G. La pressione del liquido freno HTC 64T raggiunge gli 11.6 bar.

In fondo al rettifilo del traguardo, vi è la staccata della curva 1: si tratta di una destra ad angolo retto da affrontare in seconda marcia a 96 km/h e che rappresenta il primo punto di sorpasso del tracciato tailandese. La trazione in uscita è fondamentale dato che immette sul successivo curvilineo che porta alla brusca frenata della curva 3, in mezzo vi è la rapida curva 2 verso sinistra da affrontare verso sinistra a 303 km/h.

La curva 3 è un tornante a 180° verso destra da affrontare in seconda marcia a 102 km/h nel quale i piloti parzializzano l'acceleratore in uscita per massimizzare la trazione che immette sul seguente rettifilo al fondo del quale le moto della classe regina del Motomondiale raggiungono i 336 km/h prima decelerare per la rapida curva 4 verso sinistra da affrontare in quarta velocità a 221 km/h. In seguito vi è un breve allungo che porta alla doppia sinistra delle curve 5 e 6, da percorrere rispettivamente in seconda marcia a 127 km/h aggredendo il cordolo interno e in terza marcia a 164 km/h parzializzando l'acceleratore in trazione.

Successivamente, vi è il rapido cambio di direzione verso destra per la curva 7, da affrontare in quarta velocità a 204 km/h, alla quale segue la duplice destra delle curve 8 e 9. La prima è contraddistinta da un rapido inserimento nel quale serve un avantreno preciso per affrontarla in terza marcia a 183 km/h, la seconda, invece, si percorre in seconda a 98 km/h.

Reattività all'anteriore e stabilità al retrotreno che serve anche per il seguente cambio di direzione verso sinistra per la curva 10, da percorrere in terza marcia a 154 km/h, a cui segue verso destra la curva 11, la cui velocità di percorrenza è di 207 km/h in quarta marcia. In seguito vi è il breve rettilineo che porta alla staccata della curva 12, l'ultima curva del circuito tailandese, da affrontare in seconda marcia a 86 km/h e che immette sul rettifilo del traguardo.

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