F1 | GP Francia 2022: analisi qualifiche di Le Castellet

Leclerc in pole, F1-75 molto precisa in inserimento e trazione. La Red Bull segue, manca aerobalance alla RB18. Norris 5° tra le Mercedes, Alonso e Tsunoda in top-10

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/07/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Charles Leclerc in pole position nelle qualifiche di Le Castellet del GP Francia (foto: Scuderia Ferrari Twitter)

Charles Leclerc ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte presso il Paul Ricard Circuit, sede del GP Francia, dodicesimo appuntamento iridato stagionale della F1 2022. Il monegasco della Ferrari ha preceduto di oltre tre decimi le Red Bull di Max Verstappen e Sergio Perez. Lando Norris ha chiuso in quinta posizione con la McLaren tra le Mercedes di Lewis Hamilton e George Russell, rispettivamente quarto e sesto. Settimo Fernando davanti a Yuki Tsunoda. Carlos Sainz e Kevin Magnussen non hanno fatto registrare alcun crono nel Q3 per via della sostituzione della Power Unit che gli farà partire dall'ultima fila. Fuori nel Q2 Daniel Ricciardo, Estaban Ocon e Sebastian Vettel. Subito escluse l'AlphaTauri di Pierre Gasly e le Williams

FERRARI: F1-75 IMPECCABILE

Sin dalle prove libere di ieri la Ferrari è apparsa molto performante sul giro secco. La Scuderia di Maranello ha adottato una configurazione aerodinamica a medio-basso carico già utilizzata nelle antecedenti tappe al Red Bull Ring e al Silverstone Circuit. La specifica dell'alettone posteriore a basso carico introdotta in carica ha incrementato l'efficienza aerodinamica della vettura italiana e per l'appuntamento del Paul Ricard Circuit il sistema dell'ala mobile è stato leggermente modificato al fine di ampliare ulteriormente il delta velocistico quando i piloti azionano il DRS.

Il Cavallino Rampante sta adottando configurazioni più volte al massimizzare la velocità sui rettilinei, aspetto sotto il quale la Red Bull RB18 spicca ancora seppur con una vantaggio velocistico minore, dato il grande carico aerodinamico generato dal corpo vettura. In occasione della tappa francese, la Ferrari ha introdotto dei nuovi ingressi del Canali Venturi volti all'introdurre una maggior portata d'aria verso il fondo in modo da incrementare l'effetto suolo alimentando maggiormente il diffusore al fine di incrementare il carico aerodinamico.

La F1-75, a differenza della rivale anglo-austriaca, ha mostrato subito di essere perfettamente bilanciata e in grado di non surriscaldare gli pneumatici con un assetto meccanico ottimale che ha portato la monoposto a non essere soggetta al sottosterzo a centro curva o sovrasterzante in uscita. La pulizia di guida di Leclerc e Sainz si è denotata alla curva 5, molto lenta in ingresso e con un avvallamento che tende a far saltare il pneumatico anteriore destro, alla curva 6, una destra dove si parzializza l'acceleratore in uscita per sfruttare il seguente rettilinei del Mistral, alla curva 12, anch'essa verso destra in appoggio dove si parzializza l'acceleratore prima del punto di corda, e infine alla curva 13, una sinistra dove la vettura tende a essere sottosterzante lungo la percorrenza.

Una Ferrari che non ha evidenziato punti deboli complessivamente, sfruttando ancheil gioco delle scie sul rettifilo che porta alla curva Signes dove Sainz ha di fatto trainato Leclerc in ambedue i time attack nell'arco del Q3. Strategia che ha funzionato perfettamente annullando il vantaggio di 7 km/h sui rettifili delle monoposto anglo-austriache. 

RED BULL: RB18 SOTTOSTERZANTE

La penalità comminata a Sainz per la sostituzione delle componentistiche della Power Unit, che lo costringerà a partire penultimo davanti alla Haas di Kevin Magnussen, ha consentito alla Red Bull di classificarsi appena dietro al pole-man Leclerc. Max Verstappen scatterà secondo davanti al compagni di squadra Sergio Perez. Ma dal punto di vista prestazionale si è denotata una differenza cronometrica non indifferente sul giro secco tra la RB18 e la rivale F1-75. Negli short-run con pneumatici soft C4, la vettura di Milton Keynes non è mai stata al livello della rossa di Maranello né nell'arco delle sessioni di prove libere né in qualifica.

Alla Red Bull manca bilanciamento aerodinamico con l'introduzione del nuovo fondo che ha mutato nuovamente il comportamento della monoposto, con i tecnici che non sono riusciti a trovare la quadratura del cerchio dal punto di vista tecnico. Cambiamenti che hanno portato più in difficoltà il messicano che il campione del mondo in carica, capace di portarsi a ridosso delle prestazioni del monegasco ferrarista con un giro monstre guidando sopra le criticità del mezzo tecnico.

La RB18, nonostante riesca a far lavorare le mescole nella corretta finestra di utilizzo (working range), ha un avantreno che tende al sottosterzo in modo marcato, aspetto tecnico sul quale la pista francese pone l'accento data la presenza di curve veloci, cambi di direzione, a bassa velocità di percorrenza e dove è facile mancare il punto di corda. L'anteriore non è reattivo in inserimento curva, con i piloti che utilizzano molto angolo sterzo per stare cuciti al cordolo interno, e nel trasferimento di carico il retrotreno, dato che la monoposto non è in un posizionamento perfetto a centro curva, tende a scivolare verso l'esterno portando le coperture all'asse posteriore al surriscaldamento con conseguente decrescita della performance.

Il maggior disavanzo cronometrico dalla Ferrari si è concretizzato nel primo, ma soprattutto nell'ultimo settore. La sezione iniziale del Paul Ricard Circuit comprende una due chicane veloci dove viene enfatizzata sia la deportanza della monoposto sia la reattività della stessa nel rapido cambio di direzione. Il terzo tratto, invece, è il più tecnico e guidato dove il carico aerodinamico generato dalla monoposto risulta cruciale per massimizzare il tempo sul giro.

Come di sovente avviene, in ottica gara Verstappen e Perez avranno un'arma in più contro Leclerc: la velocità di punta più elevata. E anche il passo gara è sembrato migliore rispetto al ferrarista e soprattutto saranno due punto contro una, aspetto che potrebbe consentire alla Red Bull sfruttare la variabile strategica con un potenziale undercut per sopravanzare il poleman.

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