F1 | GP Gran Bretagna 2022: analisi qualifiche di Silverstone

Sainz in pole con una F1-75 velocissima nel secondo settore. Red Bull in crescita, Verstappen penalizzato dalla bandiera gialla. Mercedes in chiaroscuro, Latifi 10°

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/07/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Sainz in pole position a Silverstone (foto: Scuderia Ferrari)

FERRARI: SAINZ MASSIMIZZA LA PERFORMANCE DELLA F1-75

Per la prima volta nell'arco della sua carriera in Formula Uno, Carlos Sainz ha ottenuto la pole position. Lo spagnolo della Ferrari ha piazzato la zampata decisiva nell'ultimo time-attack seppur non sia stato uno dei primi ad aver preso la bandiera a scacchi e conseguentemente non ha potuto usufruire di un tracciato in progressiva asciugatura e conseguentemente più veloce dal punto di vista cronometrico.

Il ferrarista ha massimizzato la performance in tutti e tre i settori non commettendo alcuna sbavatura, seppur le condizioni meteorologiche fossero davvero al limite, come ad esempio è avvenuto ai rivali Max Verstappen e Charles Leclerc, autori di un testacoda rispettivamente all'uscita dalla Stowe e dalla Chapel, che scatteranno alle sue spalle. L'iberico ha colto la miglior prestazione in condizioni che sino adesso hanno visto la RB18 migliore rispetto alla F1-75, e anche oggi forse l'iridato in carica avrebbe ottenuto la pole senza la bandiera gialla, che sul bagnato riscontra maggiori criticità nella gestione termica dei compound intermedi e full-wet in parallelo con la rivale anglo-austriaca.

La monoposto della Scuderia di Maranello non riesce a portare nella corretta finestra di utilizzo in termini di temperatura le mescole da bagnato sin dal primo time-attack, ma ha bisogno di un doppio warm-up  per avere il massimo grip meccanico in trazione e aderenza nella percorrenza delle curve. La condizioni stabili nel Q3, pista bagnata ma senza pioggia e di conseguenza in progressivo miglioramento, hanno aiutato in questo senso il Cavallino Rampante dato che si sono svolti long-run con le gomme intermedie di oltre cinque giri dall'inizio al calare dalla bandiera a scacchi, condizione che ha portato le mescole a essere sempre nel corretto working range.

Il resto lo ha fatto una F1-75 perfettamente stabile, nonostante una configurazione aerodinamica scarica e che quindi avrebbe dovuto creare qualche grattacapo tecnico in più per via di una minor deportanza nelle curve veloci. È proprio nelle curve ad alta velocità di percorrenza che la Ferrari ha fatto la differenza con lo spagnolo, dato che Sainz, ma anche il suo compagno di squadra, ha ottenuto le migliori velocità al punto di corda a Copse, Maggots, Becketts e Chapel, curve in appoggio in successione nel tratto centrale che hanno evidenziato il carico aerodinamico che la F1-75 riesce a generare dal fondo.

In queste condizioni è emersa la grande stabilità al retrotreno della vettura del Cavallino Rampante, impeccabile nella fase di accelerazione in trazione. Al posteriore il grip meccanico che la monoposto italiana riesce a generare lo si è denotato già dai test, una caratteristica tecnica enfatizza anche dalla lineare erogazione della Power Unit 066/7 SuperFast. In ottica gara, se dovesse essere asciutta, la Red Bull ha mostrato come la RB18 sia stata molto performante nelle PL3, con un notevole progresso tecnico dalle libere del venerdì.

Si prospetta dunque una gara di ritmo puro dove il fattore strategico il DRS saranno decisivi. Seppur la Ferrari abbia una configurazione aerodinamica più scarica rispetto alla Red Bull, la monoposto di Milton Keynes ha velocità di punta elevate e potrebbe avere un vantaggio velocistico in questo senso con l'ausilio dell'ala mobile. 

RED BULL: GRANDE PASSO AVANTI DELLA RB18

Per la Red Bull è stata comunque positiva, dato che Max Verstappen scatterà in prima fila affianco a Carlos Sainz, mentre Sergio Perez prenderà il via dalla quarta posizione in griglia di partenza. L'olandese ha visto sfumare il primato per appena 72 millesimi nonostante fosse stato per ampi tratti il più rapido. Il campione del mondo in carica è stato influenzato dalla bandiera gialla esposta all'uscita della Chapel per il testacoda di Charles Leclerc. Verstappen ha fatto una notevole differenza nel primo settore, ma il vantaggio cronometrico accumulato nella prima sezione era notevolmente decresciuto nel tratto centrale, dove in condizioni di pista bagnata la Ferrari ha mostrato velocità di percorrenza più elevate rispetto alla monoposto anglo-austriaca.

La beffa finale non ha messo in secondo piano il notevole progresso tecnico della RB18 rispetto al sottotono venerdì di ieri. Come già si era denotato nell'arco della terza sessione di prove, la Red Bull ha evidenziato notevoli progressi rispetto alle prove libere di ieri, nell'arco delle quali si era denotata una monoposto non perfettamente bilanciata dal punto aerodinamico. Tra ieri e oggi, i tecnici della compagine anglo-austriaca hanno lavorato sia sull'assetto meccanico sia sulla configurazione aerodinamica. Dal punto di vista meccanico si sono svolti interventi sulla calibrazione degli elementi sospensivi in modo da massimizzare il grip meccanico e far lavorare nella perfetta finestra di esercizio in termini di temperature le coperture.

Sovente, nell'arco della stagione in corso, si è visto come la monoposto di Milton Keynes abbia sofferto un avantreno poco reattivo in inserimento curva che portava ad un'attitudine sottosterzante in ingresso che si tramutava, nel trasferimento di carico nei cambi di direzione, in sovrasterze quando il pilota parzializza l'acceleratore in trazione. Focus sulla reattività all'anteriore e miglioramento dovuto anche a una configurazione aerodinamica con un carico più alto rispetto alle rivali Ferrari e Mercedes.

Infatti, la Red Bull ha potuto incrementare il carico aerodinamico della specifica dell'alettone posteriore per via di un'efficienza complessiva ulteriormente migliorata con gli aggiornamenti introdotti sulla RB18 per l'appuntamento britannico. Per la tappa inglese è stato introdotto un nuovo cofano motore. La nuova specifica presenta una sezione più scavata nell'area del cambio, la motivazione tecnica è duplice. Il primo luogo, il nuovo disegno consente un incremento del flusso d'aria verso la beam-wing e l'alettone posteriore, filosofia ricercata anche dalla Ferrari.

Oltre a questo aspetto tecnico, il nuovo design aiuterebbe ad abbassare ulteriormente la resistenza aerodinamica sui rettifili, consentendo alla monoposto di Verstappen e Perez di massimizzare quello che è già il punto di forza maggiore. L'altra grande novità tecnica introdotta dalla scuderia anglo-austriaca per la gara britannica è rappresentata dalla ulteriore riduzione del peso alla quale è stata sottoposta la monoposto, che dovrebbe essere decresciuto di altri due chilogrammi. La RB18 era una delle monoposto più distinta dal peso minimo imposto dalla FIA, 795 chilogrammi, e con una progressiva riduzione del peso tramite l'impiego di materiali e componentistica più leggera sta trovando step by step centesimi su centesimi per migliorare la velocità della monoposto.

MERCEDES: FINESTRA DI ESERCIZIO RISTRETTA PENALIZZA LA W13

Per la Mercedes si è trattata di una sessione di qualifiche in chiaroscuro. Lewis Hamilton ha concluso in quinta posizione, George Russell in ottava. Un risultato leggermente al di sotto delle aspettative considerando la competitività esibita dai due piloti nell'arco delle qualifiche sino all'ultimo time-attack, dove ambedue erano stati costantemente ai piani alti della graduatoria.

A penalizzare la performance della W13 E Performance è stato il fatto che le coperture non fossero più nella corretta finestra di utilizzo in termini di temperature di esercizio, un calo di temperatura che ha portato fuori dall'ottimale working range la monoposto tedesca con conseguente decrescita della performance. In aggiunta, anche la temperatura dei freni all'avantreno è decresciuta con una minore efficienza frenante, conseguentemente spazi di frenata più lunghi e meno fiducia da parte del pilota.

La ristretta finestra di utilizzo delle temperature degli pneumatici è una delle problematiche attuali della W13 E Performance, mentre l'altro grande grattacapo tecnico, il porpoising, si è mitigato al Silverstone Circuit consentendo ai tecnici di Stoccarda di sbloccare del potenziale dalla vettura. Nonostante la monoposto tedesca sia soggetta ancora al porpoising nelle sezioni ad alta velocità, la monoposto è performante nelle curve veloci nel secondo settore. Performance che sono sinonimo di come la vettura tedesca riesca a generare carico aerodinamico nelle tipologie di curve ad alta velocità di percorrenza e ad ampio raggio, con un porpoising che è sembrato meno presente in inserimento curva come ad esempio avveniva nella chicane 9-10 dell'Albert Park Circuit da oltre 250 km/h orari.

La Mercedes sta proseguendo il lavoro di incremento dell'efficienza aerodinamica iniziato a Miami con l'introduzione delle nuove specifiche di ambedue gli alettoni e della beam wing per ridurre la resistenza aerodinamica all'avanzamento che affligge la monoposto di Stoccarda. Con la configurazione aerodinamica a medio/basso carico aerodimanico, la W13 E Performance ha un miglior bilanciamento aerodinamico ed è meno soggetta al fenomeno del porpoising, dato che il carico verticale è minore rispetto alla configurazione ad alto carico, e conseguentemente vi è un minor abbassamento della monoposto all'incrementare della velocità che porta una decrescita della flessione del fondo verso la superficie stradale.

NORRIS SESTO DAVANTI ALL'ALPINE DI ALONSO

L'andamento altalenante della McLaren si conferma anche a Silverstone, ma questa volta in senso positivo. Dopo il fine settimana disastroso di Montreal, la MCL36 torna ai piani alti della classifica grazie a Lando Norris, che scatterà dalla sesta posizione in griglia di partenza. Il pilota britannico aveva già mostrato nell'arco delle prove libere sull'asciutto come la vettura si adatti meglio alle tipologie di tracciati con la presenza di curve veloci come già si era denotato al Jeddah Corniche Circuit e all'Albert Park Circuit. Alle spalle del ventiduenne inglese scatterà Fernando Alonso, protagonista di un'altra ottima qualifica sul bagnato.

Per lo spagnolo dell'Alpine rimane il rammarico di non aver avuto più energia elettrica nell'Energy Store nell'ultimo time-attack, con la batteria che ormai era scarica. Il no-campione del mondo aveva mostrato un ritmo nuovamente da prima fila con una A522 che si sposa bene con i tracciati che richiedono efficienza aerodinamica e in continua evoluzione. Quinta fila inedita con Guanyu Zhou che porta l'Alfa Romeo al nono posto davanti alla Williams di Nicholas Latifi, decimo e alla prima apparizione in Q3 in carriera in Formula 1.

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