F1 | GP Canada 2022: analisi qualifiche Montreal

Verstappen impeccabile sul bagnato con una RB18 migliore nella gestione termica delle coperture rispetto alla F1-75. Alonso clamoroso secondo, Sainz 3° poi Hamilton

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 19/06/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Fernando Alonso in prima fila in Canada (foto: Alpine F1 Team)

VERSTAPPEN MAGISTRALE CON LA RB18, FERRARI ATTARDATA

Max Verstappen ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte ieri sera presso il Circuit Gilles Villenueve, sede del GP Canada, nono appuntamento iridato della stagione 2022. Il campione del mondo in carica ha centrato la seconda pole position stagionale dopo quella centrata ad Imola, quando le condizioni dell'asfalto e meteorologiche erano simili a quelle che vi sono state oggi nelle qualifiche canadesi.

La sessione odierna si è svolta in condizioni di pista mista: pioggia battente all'inizio con pneumatici full-wet, umida con gomme intermedie e quasi completamente asciutta in traiettoria sempre con pneumatici intermedi. Differenti circostanze che hanno avuto come común denominatore la differenza che è sempre riuscito a fare Verstappen nella guida, mai protagonista di una sbavatura e in grado di essere costantemente il più veloce anche con la progressiva asciugatura dell'asfalto.

L'olandese campione del mondo in carica ci ha messo del suo sfruttando una RB18 molto competitiva in condizioni di pista fredda umida come oggi con appena 13 gradi di temperatura dell'asfalto. La vettura anglo-austriaca riesce a portare subito nella corretta finestra di utilizzo in termini di temperature con le gomme intermedie e full-wet sin dall'outlap. La vettura di Milton Keynes porta nel corretto working range le coperture su ambedue gli assi senza dover necessitare di un doppio giro di riscaldamento prima del time-attack.

Condizioni nelle quali la Ferrari arranca come testimoniato da Carlos Sainz che scatterà terzo alle spalle di Fernando Alonso, autore di una prestazione monstre con l'Alpine. L'altro ferrarista, Charles Leclerc, prenderà il via dall'ultima posizione per via della sostituzione della Power Unit. Lo spagnolo ha accusato un distacco di oltre 7 decimi dalla pole position di Verstappen, un distacco che denota come la vettura della Scuderia di Maranello soffra le basse temperature della pista fredda. 

 

Tuttavia, sia la RB18 che la F1-75 sembrerebbero riscontrare criticità nella gestione termica degli pneumatici in condizioni di temperatura dell'asfalto differenti. Con temperature dell'asfalto basse la vettura italiana non è efficiente tanto quanto la rivale anglo-austriaca nel portare nella corretta finestra di utilizzo gli pneumatici. La monoposto modenese ci impiega più di un giro a innescare le corrette temperature di esercizio, il cosiddetto working range.

Questo aspetto si è denotato con tutte le tipologie di gomme Pirelli impiegate in gara: intermedie, soft e medium. La Red Bull riesce a trovare subito il grip meccanico su ambedue gli assi già nel giro di uscita, mentre la Ferrari, con temperature dell'asfalto basse, impiega circa tre giri. Questo porta la vettura a essere sottosterzante in ingresso curva e sovrasterzante in uscita curva, complice il fatto che l'aderenza sia carente su ambedue gli assi per via del fatto che le mescole non siano nella corretta finestra di utilizzo.

Quest'anno la temperatura dell'asfalto rappresenta una variabile tecnica di fondamentale importanza nella gestione termica delle mescole. La stessa RB18 in Australia aveva riscontrato molteplici criticità con temperature della superficie stradale più alte e con un il compound soft più morbido della gamma Pirelli. In qualifica la monoposto del team di Milton Keynes aveva sofferto molto nel terzo settore lo sbilancio complessivo per via degli pneumatici che non erano nell'ottimale working range. In gara invece è subentrato un accentuato graining sulle coperture soft e medium che aveva tarpato le ali alla Red Bull, complice anche una configurazione aerodinamica troppo scarica.

Malissimo invece Sergio Perez, solamente tredicesimo ed escluso nel Q2 dopo aver impattato le barriere in ingresso della curva 3 dopo aver bloccato i pneumatici anteriori. Il messicano della Red Bull ha mostrato notevoli problematiche già nelle PL3 con pista bagnata e umida, non trovandosi mai a proprio agio con la RB18 in condizioni di pista bagnata. Per Perez si chiude così un sabato decisamente negativo e sarà chiamato alla rimonta domani, possibile dato il passo esibito in condizioni di pista asciutta con una monoposto molto rapida sui rettifili. 

ALONSO FENOMENALE SECONDO CON L'ALPINE

La sorpresa di giornata si chiama Fernando Alonso. Il bi-campione del mondo dell'Alpine ha chiuso in seconda posizione a poco più di 6 decimi dalla pole position di Verstappen. Lo spagnolo è stato autore di una qualifica mostruosa sul bagnato in condizioni mutevoli, dando continuità al miglior crono ottenuto in condizioni molto simili nelle PL3. L'iberico ha dato fondo a tutte le sue capacità tecniche facendo la differenza con un mezzo che non è il primo della classe sicuramente e neanche il secondo.

Il pluri iridato ha avuto diversi episodi sfortunati nell'arco dell'annata in corso, ma si sta rivelando molto veloce ogni fine settimana e già a Melbourne stava per agguantare la seconda posizione prima che un problema tecnico alla trasmissione lo portasse a concludere contro le barriere della curva 11. Nonostante le quasi 41 primavere, l'iberico sta guidando sugli stessi livelli di dieci anni fa, il che fa capire il manico di questo fenomenale pilota ancora in grado di competere al massimo livello della competizione.

Da sottolineare la prestazione dell'Alpine che, nonostante la pista bagnata, non ha perso performance rispetto a quanto mostrato sull'asciutto nell'arco delle prove libere di ieri e ha mantenuto le attese, anzi superandole. Infatti i tecnici del costruttore francese mantenuto la medesima configurazione aerodinamica a basso carica utilizzata ieri per enfatizzare l'efficienza aerodinamica complessiva della monoposto e avere una spiccata velocità di punta in gara sui rettilinei anche col DRS chiuso.

Un assetto a basso carico aerodimanico che avrebbe dovuto penalizzare la vettura transalpina in condizioni di pista bagnata, con un posteriore meno stabile e più sovrasterzante in uscita curva, il che comporta conseguentemente un maggior scivolamento degli pneumatici al retrotreno. Invece lo spagnolo ha gestito molto bene le fasi di accelerazione in uscita dalle curve, parzializzando il gas con un’erogazione omogenea al fine di evitare il pattinamento degli pneumatici posteriori.

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