F1 | GP Azerbaijan 2022: analisi gara di Baku

Red Bull fa doppietta, Ferrari chiude con un duplice ritiro. RB18 migliore nella gestione degli pneumatici rispetto alla F1-75. Leclerc ancora sfortunato, Russell a podio

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 16/06/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen e Sergio Perez festeggiano la doppietta Red Bulla a Baku (foto: Red Bull Racing Twitter)

RED BULL: ALTRA DOPPIETTA, RB18 PERFETTA NELLA GESTIONE PNEUMATICI

L'ultimo appuntamento della stagione 2022 della F1 che si è svolto lo scorso giugno presso il Baku City Circuit, sede del GP Azerbaijan, ha visto la Red Bull ottenere la terza doppietta stagionale dopo quelle colte a Imola e Barcellona. Max Verstappen ha centrato il quinto successo stagionale, precedendo Sergio Perez e la Mercedes di George Russell, nuovamente a podio dopo Melbourne e Catalunya. Il pilota britannico ha sino adesso completato tutte le gare stagionali tra i primi cinque, una costanza di rendimento notevole seppur guidi una W13 E Performance problematica. 

Il campione del mondo ha centrato il successo numero 25 in carriera e per la terza gara consecutiva la Red Bull ha portato ambedue le vetture sul podio. Il messicano sta mostrando di essere molto consistente e in forma, come dimostrato anche nella tappa azera con una partenza fulminea che lo ho portato a balzare al comando del gran premio, facendo l'andatura nel primo stint di gara. Tuttavia, il pilota latino non è riuscito a mantenere il primato della corsa, dato che l'usura accentuata dei suoi pneumatici medium C4 lo ha portato a essere sopravanzato in pista dal compagno di e dalla Ferrari di Leclerc che si era già fermato ai box in regime di Virtual Safety Car.

La gara è completamente cambiata quando al ventesimo giro il ferrarista è stato costretto al ritiro mentre era in testa a causa di una problema tecnico alla Power Unit 066/7. L'inconveniente tecnico ha estromesso il monegasco dalla corsa e ha spianato la strada alla Red Bull, che comunque aveva pneumatici con meno usura su entrambe le monoposto e forse avrebbe agguantato lo stesso il ledere Leclerc seppur il distacco fosse oltre i 10 secondi.

Nel primo long run della gara, si è denotato come la RB18 fosse in grado di gestire meglio l'usura delle coperture rispetto alla F1-75, accusando un minor degrado. Come già si era visto a Miami, la monoposto anglo-austriaca riesce a massimizzare meglio la performance e la gestione degli pneumatici quando la temperatura dell'asfalto è molto elevata. Il Team di Milton Keynes è stato sicuramente avvantaggiato dal ritiro di Leclerc, ma il passo gara era migliore sia con le medium C4 sia con le hard C3 rispetto alla vettura della Scuderia di Maranello.

FERRARI: DOMENICA HORROR, LECLERC UNICA LUCE

Per la Ferrari si è trattata invece della peggior domenica stagionale con ambedue i piloti ritirati. Carlos Sainz è stato costretto ad alzare bandiera bianca battute iniziali della corsa per un problema idraulico, mentre Charles Leclerc ha visto andare in fumo ogni sogno di gloria per un problema tecnico alla Power Unit mentre era al comando della corsa con oltre dieci secondi di vantaggio sulle Red Bull di Verstappen e Perez seppur con pneumatici più usurati per via del pit stop anticipato in regime di Virtual Safety Car. 

Al momento, l'unica vera certezza del Cavallino Rampante si chiama Charles Leclerc. Il pilota monegasco sta disputando la sua miglior annata in F1 sotto il profilo della guida esaltando le caratteristiche della F1-75, della concentrazione nel non commettere errori e della consistenza nel massimizzare il risultato di tappa in tappa. Il ferrarista, dopo aver vissuto un complicato biennio nell'arco delle ultime due annate per via della non spiccata competitività della SF1000 e della SF21, nonostante qualche lampo di classe, sta dimostrando di essere in grado di stare ai piani alti della classifica.

Sopratutto come velocità sul giro secco in qualifica, il ferrarista sembrerebbe essere il migliore adesso nella capacità di andare al limite sfruttando ogni millimetro della pista. Frutto di confidenza al volante e di perfetta sinergia del proprio stile di guida con quello della monoposto. Il tempo record nel secondo settore nel Q3 delle qualifiche di sabato è la perfetta rappresentazione di questo. La capacità mentale di estrarre il coniglio dal cilindro nel momento decisivo, dove la posta in palio è altissima in ottica gara.

Una performance dallo spiccato tasso tecnico che Leclerc aveva già fatto in Spagna al Circuit de Barcelona-Catalunya. Nel corso del primo time-attack nell'ultima sessione delle qualifiche, il monegasco ha concluso in testacoda il primo tentativo nella chicane delle curve 14-15. Nonostante avesse solo più una possibilità e fosse appena decimo in classifica, il ferrarista non si è scomposto nè ha perso lucidità e nell'ultimo giro disponibile ha firmato la pole position con un vantaggio di oltre tre decimi sulla Red Bull di Max Verstappen.

Ma se le notevoli doti velocistiche di Charles si erano già denotate in GP3 nel 2016 e in F2 nel 2017, il grande step nelle prestazioni del ferrarista è stato quello di migliorare la gestione dell'usura degli pneumatici. Questo è stato sin da subito il suo punto carente, evidenziato anche nel confronto diretto con il compagno di squadra Sebastian Vettel nel 2019, che sotto questo aspetto è sempre stato uno dei migliori. Tuttavia, dopo tre anni di coaching e simulatore, Leclerc ha migliorato quello che era il suo punto carente aggiungendo un quid in più al suo bagaglio tecnico.

Per comprendere il suo miglioramento nell'arco della stagione della F1 2022 basta tracciare un parallelo col suo compagno di box Carlos Sainz, che l'anno scorso era molto più vicino alle sue performance mentre quest'anno il delta prestazionale si è ampliato a favore del monegasco, indice di come Charles sia riuscito ad alzare il proprio livello e conseguentemente quello della competizione.

Al momento l'unico freno per il ferrarista è rappresentato dall'inaffidabilità della F1-75 che in Spagna lo ha privato di una vittoria dato l'ampio vantaggio sui rivali e in Azerbaijan era in testa davanti alle Red Bull di Max Verstappen e Sergio Perez, seppur con pneumatici più usurati. Comunque sia era in piena lotta per cogliere il successo nella tappa azera. A Monaco, l'errata strategia del muretto della Ferrari lo ha portato da saldamente al comando a concludere appena quarto.

Una serie di episodi sfortunati che hanno provato Leclerc di potenziali due vittorie e quanto meno di un podio nonostante lui sia stato impeccabile sia al sabato sia alla domenica, ad eccezione dell'errore di Imola. Molteplici punti persi difronte ad un avversario dalla costanza impressionante, dato che Max Verstappen e Sergio Perez stanno disputando un'annata strepitosa per consistenza e la RB18 non è inferiore alla F1-75. Questi sono anche i motivi per i quali il ferrarista adesso si ritrova chiamato a una rimonta non semplice seppur manchino ben 14 appuntamenti iridati. Nonostante l'ultimo periodo negativo, Charles Leclerc non ha subito il contraccolpo psicologico ed è pronto a far splendere in Canada la stella del Cavallino Rampante.

MERCEDES MASSIMIZZA IL RISULTATO

Con il duplice ritiro delle vetture del Cavallino Rampante, le Mercedes hanno chiuso alle spalle delle Red Bull. Russell ha completato il podio, seguito dal suo compagno di squadra Lewis Hamilton, autore di una gara positiva nonostante i problemi fisiologici alla schiena causati dal porpoising sulla vettura tedesca. La W13 E Performance si sta rivelando una monoposto complessa da mettere a punto, nonostante gli aggiornamenti aerodinamici sul fondo introdutti in Spagna che sembrava avessero dato nuova linfa vitale alla vettura di Stoccarda.

Chi ha battaglia con il pluri campione del mondo in carica è stato Pierre Gasly, che ha chiuso quinto. Il transalpino dell'AlphaTauri è stato protagonista di un eccellente fine settimana al Baku City Circuit, con una AT03 apparsa in brillante forma. Momento positivo che prosegue anche per Sebastian Vettel, sesto con l'Aston Martin. Il tetra campione del mondo ha preceduto l'Alpine di Fernando e le McLaren di Daniel Ricciardo e Lando Norris, rispettivamente ottavo e nono. Ha chiuso la top-ten Esteban Ocon con l'altra A522.

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