F1 | GP Azerbaijan 2022: analisi qualifiche di Baku

Leclerc in pole con una F1-75 perfetta in trazione e in inserimento nel lento. Red Bull paga nel tratto centrale con un anteriore poco reattivo, McLaren out in Q2

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/06/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Charles Leclerc in pole position a Baku (foto: Scuderia Ferrari Twitter)

FERRARI: LECLERC GRANDE INTERPRETE DELLA F1-75

Charles Leclerc ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte oggi pomeriggio presso il Baku City Circuit, sede del GP Azerbaijan, ottavo appuntamento stagionale della F1 2022. Il monegasco della Ferrari ha colto la sesta pole position dopo quelle di Sakhir, Melbourne, Miami, Barcellona e Monaco. Il ferrarista ha tirato fuori il coniglio dal cilindro nell'ultimo time-attack nello short-run finale con soft C5, facendo la differenza nel settore centrale, quello più tecnico e guidato del tracciato azero. Il monegasco è stato l'interprete perfetto della F1-75, apparsa perfettamente bilanciata sia dal punto meccanico sia aerodinamico.

I tecnici del Cavallino Rampante hanno adottato una configurazione aerodinamica a basso carico aerodimanico. Nell'arco della seconda sessione di prove libere, sulla F1-75 è stato montato il nuovo alettone posteriore a basso carico aerodimanico. La nuova specifica presenta una sezione ridotta studiata per incrementare la velocità massima sui rettilinei e migliorare l'efficienza aerodinamica complessiva della monoposto decrescendo la resistenza aerodinamica all'avanzamento sui rettifili, aspetto tecnico fondamentale data la presenza di un rettilinei dai 2200 metri di lunghezza più un altro rettifilo opposto a quello dei box.

L'efficienza aerodinamica è il punto sul quale la Ferrari può estrarre ulteriore potenziale dalla F1-75 adottando nuove specifiche degli alettoni studiati in funzione della velocità massima. Aggiornamenti tecnici che hanno migliorato la performance della monoposto del Cavallino Rampante sugli allunghi, mantenendo i propri punti di forza al Baku City Circuit. Il tracciato azero è costituito anche da curve a bassa velocità di percorrenza, a novanta gradi, curve veloci e sezioni lente. Un mix di tipologie di differenti curve che richiedono carico aerodinamico, precisione di inserimento all'avantreno, stabilità in frenata e grip meccanico in trazione sfruttando la corretta finestra di utilizzo degli pneumatici evitando pattinamento al retrotreno.

Nella sezione centrale Leclerc ha colto la miglior prestazione grazie anche a una monoposto ben assettata dal punto di vista meccanico. A centro curva, l'avantreno è preciso e nei cambi di direzione il retrotreno lo segue quando vi è la variazione del carico. Sinonimo di come il set-up degli elementi sospensivi sia ottimizzato e di come la monoposto italiana riesca a far lavorare nel corretto working range le coperture, soprattutto con temperature dell'asfalto in decrescita. 

RED BULL: VERSTAPPEN FATICA CON L'AVANTRENO DELLA RB18

Tra le due Ferrari di Leclerc e Sainz si sono issate le Red Bull di Sergio Perez e Max Verstappen, rispettivamente secondo e terzo. Più che la posizione in griglia di partenza dei due piloti, è il distacco accusato dal monegasco della Ferrari a finire sotto la lente di ingrandimento dei tecnici di Milton Keynes. Infatti ambedue hanno rimediato un distacco di circa tre decimi e nonostante, un parziale nell'ultimo settore, la differenza cronometrica con la Ferrari è stata evidente nella sezione centrale del Baku City Circuit, che presenta prevalentemente curve lente in successione.

Tuttavia questo divario cronometrico si è creato fondamentalmente nell'ultima sessione delle qualifiche, quando le temperature della superficie stradale si sono abbassate ulteriormente anche per via del fatto che il sole sia calato. Questo ha portato una diversa gestione termica delle coperture e così come si era denotato in Australia la Red Bull ha perso performance con pista più fredda ampliando il disavanzo prestazionale e cronometrico con la Ferrari rispetto a quando le temperature sono più alte. A soffrire questa variabile climatica, è conseguentemente tecnica, è più Verstappen rispetto a Perez.

L'olandese trova criticità in inserimento curva, con un avantreno poco reattivo e un retrotreno che non lo segue nell'arco della percorrenza della curva, tanto da richiedere un'incidenza dell'alettone anteriore maggiore. Problematiche dovute anche al fatto che gli pneumatici non lavorino nella corretta finestra di utilizzo delle temperature e questo comporta sottosterzo in entrata e sovrasterzo in uscita quando il pilota parzializza l'acceleratore.

Sulla prestazione della RB18 ha influito, in questo senso, anche il fatto che la Pirelli abbia portato le pressioni degli pneumatici all'asse anteriore da 21.5 psi a 22.5 psi successivamente alle prove libere di ieri. Un leggero aumento della pressione delle coperture comporta un decrescita del grip meccanico, caratteristica che ha rappresentato un ulteriore grattacapo per la vettura anglo-austriaca in condizioni di pista più fredda. Tuttavia, la RB18 ha mostrato quanto sia performante nell'ultimo settore, potendo contare su una bassa resistenza aerodinamica all'avanzamento e una configurazione aerodinamica scarica.

Questo aspetto potrebbe risultare decisivo in gara, dato che le Ferrari hanno velocità di punta più basse, soprattutto col delta velocistico dato dal DRS. L'altro punto a favore della Red Bull sarà il fatto che la gara si disputerà alle 16 locali, conseguentemente saranno condizioni di caldo molto simili a quelle registrate nelle PL3. Nell'arco della PL2 di ieri, soprattutto Verstappen ha mostrato grande consistenza sul passo gara, gestendo l'usura delle coperture senza incappare in alcun drop e inanellando giri veloci in successione.

MERCEDES: RUSSELL MASSIMIZZA IL POTENZIALE DELLA W13 E PERFORMANCE

Dopo le difficoltà riscontrate nell'arco delle prove libere a causa della spiccata presenza del porpoising, la Mercedes ha mostrato dei progressi nelle qualifiche chiudendo in quinta posizione con George Russell e in settima posizione con Lewis Hamilton. Tra le due vetture tedesche si è issato Pierre Gasly con l'AlphaTauri, autore di un sabato brillante. Il britannico classe '98 ha massimizzato il potenziale della W13 E Performance, nonostante anche oggi fosse, quella di Stoccarda, la monoposto più soggetta al porpoising.

I tecnici tedeschi stanno massimizzando ogni dettaglio tecnico per estrarre quanto più potenziale possibile dalla vettura. In occasione dell'appuntamento presso il Baku City Circuit, la Mercedes ha portato un pacchetto aerodinamico molto simile a quello che ha debuttato al Miami International Autodrome. Sono stati portati alettone anteriore, alettone posteriore e beam-wing con specifiche indirizzate all'incrementare l'efficienza aerodinamica della monoposto focalizzandosi sul decrescere la resistenza aerodinamica all'avanzamento generata dalla monoposto sui rettilinei.

Dal GP Miami la specifica dell'ala anteriore presenta un profilo centrale differente, con un profilo superiore più dal design ad arco con i profili esterni maggiormente svergolati per accentuare l'effetto outwash. In questo modo i flussi che investono i pneumatici anteriori dovrebbero creare meno turbolenze migliorando l'andamento dei flussi verso i corpo vettura e soprattutto verso il retrotreno. La nuova ala anteriore è una specifica scarica dal punto di vista aerodinamico, con ambedue i profili rettilinei e a sezione più ridotta per incrementare le velocità di punta.

La beam-wing è stata ridimensionata in ambedue i profili, in modo da massimizzare l'estrazione dei flussi dal diffusore, per incrementare il carico aerodinamico generato dal retrotreno della monoposto e allo stesso tempo diminuire il drag in modo da migliorare l'efficienza aerodinamica complessiva. Dal punto di vista dell'assetto meccanico, la Mercedes sembrerebbe aver trovato la quadratura. In virtù dell'accentuato porpoising che affligge la W13 E Performance, il costruttore di Stoccarda adotta sempre altezze da terra più elevate intervenendo sulla calibrazione degli elementi sospensivi.

Altro sabato positivo per Sebastian Vettel, ottavo. Il tetra campione del mondo dell’Aston Martin sta cercando di cavare un ragno dal buco per quanto concerne le prestazioni della AMR22, che col pluri iridato al volante ha colto la seconda top-ten al sabato consecutiva dopo Monaco. Hanno completato la classifica dei primi dieci Yuki Tsunoda e Fernando Alonso, rispettivamente nono e decimo con AlphaTauri e Alpine.

Q2: ESCLUSE LE McLAREN

La seconda fase delle qualifiche odierne che si sono disputate al Baku City Circuit ha visto l'esclusione di entrambe le McLaren. Lando Norris ha chiuso undicesimo, Daniel Ricciardo tredicesimo. Tra i due si è issato Esteban Ocon con l'Alpine, che forse rappresenta la nota negativa di giornata dopo la competitività espressa ieri dalla A522 nell'arco delle prove libere. Per quanto concerne il Team di Woking le difficoltà proseguono con una MCL36 distante dai piani alti delle graduatoria e che va a fasi alterne.

La vettura inglese ha mostrato di non avere una spiccata velocità di punta, forse dovuto al fatto che sui rettifili generi una non indifferente resistenza aerodinamica all'avanzamento che ne limita il potenziale velocistico sugli allunghi. Oltre alle McLaren anche le Alfa Romeo sono state escluse. Guanyu Zhou, per la prima volta nell'arco della stagione in corso ha battuto il compagno di squadra Valtteri Bottas, che ha chiuso quindicesimo con un distacco di ben sette decimi. Il finnico è stato sino adesso protagonista di un fine settimana sottotono, non riuscendo in questa circostanza a massimizzare il potenziale della C42 come avvenuto nelle tappe antecedenti. 

Q1: STROLL DUE VOLTE A MURO

La prima manche delle qualifiche è stata contraddistinta dall'esposizione di alcune bandiere gialle a causa di alcuni lunghi in frenata dei piloti, ma soprattutto dal momentaneo stop per l'incidente di Lance Stroll che ha causato l'esposizione della bandiera rossa. Il canadese dell'Aston Martin è entrato con una velocità più elevata in inserimento della curva 2 impattando contro il muro in uscita e rompendo l'alettone anteriore e la sospensione anteriore destra.

Il nordamericano aveva già colpito il muro nel giro antecedente alla frenata della curva 7. Alla ripresa dalla momentanea interruzione, molti piloti sono rientrati in pista con soli 2:40 minuti disponibili ma soprattutto con pneumatici al di fuori dell'ottimale finestra di utilizzo, considerando anche la temperatura dell'asfalto in continua decrescita che crea ulteriori criticità nella gestione termica degli pneumatici. Il primo degli esclusi è stato Kevin Magnussen con la Haas che ha preceduto le Williams di Alexander Albon e Nicolas Latifi, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo.

La VF-22, dopo un brillante avvio stagionale, sta calando nelle performance, complice anche il fatto che con l'inizio degli aggiornamenti i team più blasonati stanno riuscendo ad alzare l'asticella delle prestazioni mentre il team statunitense sta arrancando. La FW44, invece, si conferma come la fanalina di coda nonostante l'anglo-tailandese abbia mancato l'accesso alla fase successiva per appena due decimi. Chiudono la classifica Stroll e Mick Schumacher, ultimo e di fatto mai in grado di completare un giro pulito.

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