F1 | GP Azerbaigian 2022: analisi pista Baku City Circuit

Un tracciato che richiede efficienza aerodinamica, grip meccanico nelle curve lente e velocità di punta sui lunghi rettilinei. Analizziamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/06/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Mappa Baku City Circuit (foto: F1)

La Formula Uno farà tappa questo weekend al Baku City Circuit per l’ottavo appuntamento iridato stagionale. Il circuito che si snoda tra le strade della capitale azera è lungo 6003 metri ed è costituito da 20 curve, delle quali otto a destra e dodici a sinistra. La pista è stata inaugurata nel 2016 con la denominazione di Gran Premio d’Europa, mentre dal 2017 è sede del Gran Premio d’Azerbaijan.

Nelle cinque edizioni sino adesso disputate, la Mercedes ha trionfato tre volte rispettivamente con Nico Rosberg (2016), Lewis Hamilton (2018) e Valtteri Bottas (2019). Nel 2017 vinse la Red Bull di Daniel Ricciardo in rimonta al termine di una delle gare più pazze degli ultimi anni. L’anno scorso trionfo di Sergio Perez con la Red Bull. Il record sul tracciato appartiene al finnico della Mercedes, che due anni fa aveva ottenuto la pole position col crono di 1:40.495. Il record in gara, invece, è della Ferrari di Charles Leclerc che aveva fatto registrare il giro veloce della corsa due anni fa in 1:43.009.

Secondo i dati forniti dalla Brembo, nell’arco della percorrenza del giro al Baku City Circuit, la durata della fase di frenata è di 20 secondi, pari al 20%, mentre la lunghezza della fase di frenata è di 931 metri, pari al 16%. La Pirelli ha fornito le seguenti pressioni minime: 24.5 psi all’avantreno e 22.5 psi al retrotreno, quest’ultimo fattore è stato incrementato di 1 psi successivamente alla seconda sessione di prove libere. I limiti di camber sui due assi sono rispettivamente di -3.25° all’anteriore e -1.75° al posteriore. La scelta degli pneumatici è la seguente: hard C3, medium C4 e soft C5.

I giri previsti per la gara sono 51 per un chilometraggio totale sulla distanza di 306,049 chilometri. Facendo riferimento al giro onboard di Max Verstappen nel corso delle qualifiche del 2019, analizziamo curva per curva la pista azera. In fondo al lungo rettilineo del traguardo, le monoposto frenano per impostare verso sinistra la prima curva, da affrontare in terza marcia a 124 km/h. La staccata della curva 1 è la più impegnativa della pista. Secondo i dati forniti dalla Brembo, le vetture decelerano da 344 km/g a 109 km/h in nello spazio di 137 metri e nell’arco temporale di 2.5 secondi. La pressione esercitata sul pedale del freno è di 136 chilogrammi, la decelerazione è di 4.4 G. 

In seguito al breve allungo vi è nella medesima direzione la curva 2, da percorrere sempre in terza ma a 103 km/h, con una lunghezza della fase di frenata di 85 metri. La trazione in uscita immette sul lungo rettilineo, dove è possibile utilizzare la prima zona DRS, in fondo al quale vi è l’impegnativa frenata della curva 3, dalla lunghezza di 125 metri. Sempre verso sinistra, si affronta in terza marcia a una velocità di percorrenza di 105 km/h. Dopo la tre vi è il cambio di direzione verso destra per la curva 4, la velocità al punto di corda è di 96 km/h in terza marcia. In seguito, vi è la chicane sinistra-destra delle curve 5 e 6 da affrontare rispettivamente in quarta marcia a 105 km/h e in terza velocità a 97 km/h. 

In uscita da quest’ultima vi è l’allungo che porta alla curva 7 verso destra da percorrere in seconda marcia a 79 km/h. Successivamente, la breve accelerazione porta verso l’ingresso della zona del castello medievale costituito da tre curva in successione sinistra-destra-sinistra da fare tutte in terza marcia alle rispettive velocità di percorrenza di 109 km/h (curva 8), 126 km/h (curva 9) e 145 km/h (curva 10). Una volta superato il punto di corda della dieci, vi è la salita che porta alla chicane destra-sinistra delle curve 11 e 12, da affrontare a 92 km/h in ingresso e a 115 km/h in uscita parzializzando l’acceleratore.

La trazione successiva immette verso la doppia sinistra delle curve veloci 13 e 14: la prima è da affrontare a 277 km/h in settima marcia, la seconda a 294 km/h in ottava velocità. Dopo la quattordici, vi è la frenata verso il muretto a destra in discesa per poi impostare verso sinistra la traiettoria della curva 15, da fare a 100 km/h in terza velocità, con una lunghezza della fase di staccata di 122 metri nel quale è molto facile incappare in un bloccaggio di uno dei due pneumatici all’asse anteriore.

L’allungo in discesa porta alla curva 16, anch’essa verso sinistra da affrontare con la medesima marcia a 131 km/h. Superato il punto di corda, le monoposto percorrono tutto il tratto successivo in pieno sino alla brusca frenata della prima curva. Curva 17 verso destra a 248 km/h in sesta marcia, alla quale segue il velocissimo cambio di direzione sinistra destra delle curve 18 e 19, da percorrere in ottava velocità rispettivamente a 287 km/h e 294 km/h. Infine la curva 20, verso destra da fare a 307 km/h con la medesima marcia, in uscita dalla quale si può sfruttare la seconda zona DRS della pista azera.

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