MotoGP | GP Francia 2022: analisi pista di Le Mans

Il Circuito Bugatti non presenta lunghi rettilinei, è esigente per l'impianto frenante ed è composto da differenti tipologie di curve. Analizziamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/05/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Mappa Circuito Bugatti Le Mans (foto: MotoGP)

Il Circuito Bugatti, situato a Le Mans, è stato costruito nel 1965 col sostegno dell’Automobile Club de l’Ouest e dall’anno seguente ha iniziato ospitare i gran premi del panorama Motorsport sia automobilistico sia motociclistico. La prima gara del Motomondiale si disputò nel 1969 e dalla stagione 2000, il tracciato francese ospita ininterrottamente la classi della categoria. La pista è lunga 4185 metri ed è composta da 14 curve, delle quali nove a destra e cinque a sinistra; la larghezza della sede stradale è di 13 metri.

Il record assoluto della pista appartiene a Johann Zarco, che tra anni fa aveva fatto segnare la pole position col crono di 1:31.185 alla media oraria di 165,2 km/h. Il record in gara, invece, è di Maverick Vinales che aveva fatto registrare il giro migliore della gara in 1:32.309 nel 2017 alla media oraria di 163,2 km/h. Di seguito, la distanza di gara prevista per ciascuna categoria: MotoGP 27 giri (113 km), Moto2 25 giri (104.6 km), Moto3 22 giri (92.1 km) e MotoE 20 giri (83.7 km).

Per quanto concerne l’utilizzo dei freni, il Circuito Bugatti di Le Mans mette a dura prova l’impianto frenante nell’arco della percorrenza del giro. Secondo i dati forniti dalla Brembo, la durata della fase di frenata è di 32 secondi, pari al 35% della percorrenza del giro, mentre la lunghezza della fase di frenata è 1351 metri, 32% della percorrenza del giro. Successivamente alla linea di partenza vi sono le prime due curve del tracciato, ambedue rapide e verso destra, da affrontare rispettivamente in sesta marcia a 302 km/h e in quarta velocità a 187 km/h. In seguito vi è la frenata della chicane sinistra-destra delle curve 3 e 4 da fare in seconda marcia e la cui velocità di percorrenza è di 83 km/h in ingresso e 104 km/h in uscita.

L’accelerazione in uscita da quest’ultima porta le moto a mantenere una traiettoria verso sinistra per percorrere la curva 5, quarta marcia 193 km/h, e allo stesso tempo impostare l’ingresso della curva 6 verso destra, caratterizzata da lungo raggio di percorrenza da affrontare in seconda marcia a 103 km/h. Il cambio direzione tra le due curve è in prossimità di un punto disconnesso della pista che causa molte cadute per la chiusura dell’avantreno.

Dopo le sei, vi è un ulteriore cambio di direzione verso sinistra della curva 7, la cui velocità di percorrenza è 81 km/h. Accelerando in trazione vi è un breve allungo che porta verso la curva 8, una destra caratterizzata dal doppio punto di corda, da affrontare in prima marcia a 82 km/h in ingresso e in seconda marcia a 91 km/h in uscita parzializzando l’acceleratore. Il seguente rettilineo, che rappresenta un’opportunità di sorpasso seppur sia ancora più corto di quello del traguardo (674 metri) e al termine del quale le moto della classe regina sfiorano i 290 km/h, vi è la frenata per impostare la chicane sinistra-destra delle curve 9 (2a, 97 km/h) e 10 (2a, 126 km/h).

La staccata della curva nove è la più impegnativa del Circuito Bugatti: le MotoGP decelerano da 301 km/h a 105 km/h nell’arco di 231 metri e nello spazio temporale di 4,5 secondi. La pressione del liquido freni raggiunge picchi pari a 12.2 bar, la decelerazione è di 1,5 G e il carico esercitato sulla leva del freno è di 5.7 chilogrammi. Il breve allungo successivo alla dieci, porta alla chicane destra-sinistra delle curve 11 e 12, la prima si percorrere in seconda marcia a 93 km/h orari, la seconda con la medesima marcia ma a 100 km/h. Le ultime due curve del tracciato sono ambedue verso destra e si affrontano anch’esse in seconda marcia alle rispettive velocità di 80 km/h (curva 13) e 93 km/h (curva 14).

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