MotoGP | GP Spagna 2022: analisi gara di Jerez

Bagnaia vince davanti a Quartararo al culmine di un duello cronometrico sul filo dei millesimi. A podio Espargaro con l'Aprilia, Bezzecchi in top-ten

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/05/2022 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Bagnaia alla guida della Desmosedici GP-22 a Jerez (foto: Ducati Corse Twitter)

Francesco Bagnaia ha vinto il GP Spagna 2022 che si è disputato domenica scorsa presso il Circuito de Jerez-Angel Nieto, sesta tappa stagionale della MotoGP. Il pilota della Ducati ufficiale ufficiale ha vissuto un fine settimana da mattatore assoluto ottenendo pole position, vittoria, giro più veloce e sempre al comando della corsa dalla partenza sino alla bandiera a scacchi. L'italiano ha preceduto Fabio Quartararo e Aleix Espargaro, rispettivamente secondo e terzo.

La gara andaluso verrà molto probabilmente ricordata come una delle più tirate e avvincenti delle ultime annate data la battaglia al vertice tra Bagnaia e Quartararo per tutto l'arco della distanza di gara. Il ducatista ha mantenuto la prima posizione in griglia allo spegnimento dei semafori e ha avuto costantemente a ridosso di se l'ombra della Yamaha ufficiale del transalpino. I due hanno dato vita a una vera gara di Motorsport: distacco mediamente sullo 0.5 secondi, batti e ribatti a suon di giri veloci e progressione cronometrica di tornata in tornata che gli ha portati a un duello sul filo del millesimo senza poter commettere la minima sbavatura.

Il campione Moto2 2018 ha avuto grande freddezza e nervi saldi a non scomporsi mai data la grande pressione del campione del mondo in carica della MotoGP alle sue spalle. È stata una gara di qualifica con un ritmo costantemente sull'1:37.6 da parte di ambedue i protagonisti della corsa spagnola. Bagnaia ha sempre portato la fase di frenata al limite nelle curve 1, Dry-Sac e 13, i punti di sorpasso più accreditati del Circuito de Jerez-Angel Nieto, non offendo mai il fianco a un tentativo di sorpasso di Quartararo, che a sua volta si sarebbe dovuto prendere un rischio eccessivo. Considerando il grande equilibrio che sta contraddistinguendo questo mondiale, massimizzare il risultato di tappa in tappa rappresenta la chiave per vincere il titolo iridato. 

Il ducatista è stato protagonista di un giro d'antologia, nel quale ha fatto vuoto rispetto al resto della concorrenza dal punto di vista dei distacchi inflitti. Per la prima volta nell'arco di questo avvio stagionale, il pilota piemontese ha estratto il massimo potenziale dalla Desmosedici GP-22, ritrovando il medesimo feeling alla guida come con il mezzo tecnico dell'annata antecedente.

Il pilota della Ducati ufficiale ha fatto la differenza nei settori tre e quattro, dove ha ottenuto i migliori riscontri cronometrici massimizzando le caratteristiche tecniche della moto della Casa di Borgo Panigale. I due tratti della pista andalusa hanno caratteristiche simili: sono composti da curve veloci in successione, verso sinistra e verso destra, e da punti di frenata molto esigenti. La moto emiliana si è dimostrata veloce nelle curve ad alta velocità di percorrenza, con un avantreno molto preciso in inserimento, e stabile in frenata, dove il retrotreno segue l'avantreno in ingresso curva senza scomporsi nell'arco della fase di frenata. 

Segnali decisamente positivi per la Ducati su una pista corta, il cui rettilineo più lungo misura 607 e dove la potenza erogata dall'unità motrice in termini di velocità di punta non rappresenta un requisito tecnico primario per estrarre performance nell'arco della percorrenza del giro. La Casa di Borgo Panigale rappresenta il riferimento motoristico della classe regina del Motomondiale e aver ottenuto una vittoria così con Bagnaia su una tipologia di tracciato come quello andaluso denota come anche l'aerodinamica e la telaistica rappresentino un pregio della mezzo tecnico bolognese.

L'eccellente prestazioni della Ducati e di Bagnaia non sminuiscono il positivo fine settimana di Fabio Quartararo, che ha chiuso in seconda posizione massimizzando il potenziale della Yamaha. La moto nipponica ha riscontrato molteplici avversità in questa fase iniziale dell'annata, nello specifico per quanto concerne la stabilità al retrotreno. La moto giapponese non riesce a far rendere al meglio il pneumatico posteriore e questo comporta una carenza del grip meccanico, criticità che emerge soprattutto nella fase di accelerazione e in trazione in uscita dalle curve, soprattutto quelle a bassa velocità di percorrenza.

La YZR-M1 non è ancora molto performante nelle curve ad angolo a 45 gradi, dove i piloti arrancano nel portare velocità in inserimento, riscontrando un avantreno non molto reattivo nelle curve con questa angolatura. Il più grande handicap tecnico è rappresentato dall'unità motrice, la cui potenza generata non è al livello di quella degli altri costruttori. Questo si riflette sulle velocità di punta, che sono decisamente più basse della Ducati, il riferimento motoristico sotto questo punto di vista.

Tuttavia al Circuito de Jerez-Angel Nieto il rettifilo più lungo, quello che porta dalla curva 5 alla Dry-Sac, misura appena 607 metri, il che significa che il tracciato andaluso non pone l'accento sulla potenza del propulsore, un vantaggio per la Yamaha attuale. Alle spalle di Bagnaia e Quartararo, che hanno fatto gara a se, sul podio è salito Aleix Espargaro. Il pilota dell'Aprilia ha colto il secondo podio consecutivo dopo quello ottenuto nel fine settimana antecedente di Portimao. Lo spagnolo ha gettato le basi per il terzo posto finale grazie al doppio sorpasso alla curva 13 al 22° giro ai danni di Jack Miller e Marc Marquez.

Il pluri iridato della Honda, quarto al traguardo, ha preceduto l'australiano della Ducati ufficiale grazie a un sorpasso straordinario all'interno della curva 8, sorprendendo il ducatista in inserimento curva e riuscendo a gestire il sovrasterzo del retrotreno della moto in uscita, lasciando un evidente striscia nera sull'asfalto. Alle loro spalle si sono classificati Joan Mir e Taakaki Nagakami, rispettivamente sesto e settimo. Per il bi-campione del mondo della Suzuki si tratta del quinto piazzamento in top-6 nell'arco dei primi sei appuntamenti e non fosse stato per lo strike di Miller ai suoi danni a Portimao avrebbe colto anche lì un risultato simile.

Altro exploit in terra andalusa per il nipponico della LCR Honda, autore di un fine settimana molto solido. Ottava posizione finale per Enea Bastianini, che si è issato davanti a Marco Bezzecchi e alla KTM Factory Team di Brad Binder. L'italiano della Ducati Mooney VR46 Racing Team ha colto il suo primo piazzamento in top-ten nella classe regina del Motomondiale.

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