F1 | GP Abu Dhabi 2021: analisi qualifiche

Verstappen batte Hamilton con una Red Bull più scarica aerodinamicamente, Mercedes partirà con le gomme medie, i rivali con le soft. Norris terzo, buona Ferrari

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/12/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen in pole position al Yas Marina Circuit di Abu Dhabi (foto: Red Bull Racing Twitter)

Max Verstappen ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte oggi pomeriggio presso il Yas Marina Circuit di Abu Dhabi, sede dell'ultimo appuntamento iridato della stagione. L'attuale leader del mondiale ha fermato il cronometro sull'1:22.108 firmando la decima pole stagionale. L'olandese della Red è stato protagonista di un giro fenomenale, grazie anche all'aiuto del compagno di squadra Sergio Perez. Nel corso del primo giro lanciato dell'ultima sessione di qualifiche, il messicano ha dato la scia al compagno di box sul secondo rettilineo che dalla curva 7 porta alla curva 9. Sfruttando l'ausilio del Drag Reduction System in quel punto del tracciato e la scia della vettura gemella ha guadagnato del tempo anche se la differenza rispetto al giro del rivale Lewis Hamilton è stata nel terzo settore, quello più tecnico e guidato nel quale ha fatto registrare il mio crono in 29.613 secondi. L'ultima sezione della pista mediorientale è quella che ha subito le maggiori modifiche al layout ma rimanendo fede alle caratteristiche tecniche di sempre, ovvero un settore composto da curve mediamente e veloci che richiedono precisione di inserimento all'avantreno, stabilità al retrotreno, grip meccanico e carico aerodinamico. Date le caratteristiche tecniche del terzo tratto del Yas Marina Circuit e la configurazione aerodinamica adottata sulla RB16B, stupisce come la vettura anglo-austriaca sia stata più performante rispetto alla W12 E Performance nonostante un set-up a medio basso carico aerodimanico. Con le temperature della pista più basse rispetto a quelle della terza sessione di prove libere, la Red Bull è riuscita ad avere meno surriscaldamento all'asse posteriore, riuscendo a sfruttare gli pneumatici nella corretta finestra di utilizzo. Il più grande punto interrogativi in ottica gara dal punto di vista tecnico riguarda la scelta che vedrà Verstappen e Perez scattere con le gomme soft mentre Hamilton e Bottas con le specifiche medie. Man mano che l'usura della tipologia di pneumatico morbida si accentua col passare delle tornate, un minor carico aerodinamico della monoposto tende a indurre la vettura al sottosterzo in ingresso curva e un sovrasterzo in accelerazione. Questo si traduce in un innalzamento delle coperture al posteriore che si surriscaldamento e allo scivolano maggiormente incrementando l'usura. Va comunque detto che nelle simulazioni passo gara di ieri, la RB16B si è mostrata competitiva con queste mescole anche se la durata sarà con ogni probabilità di massimo 15 giri, mentre le medie con le quali prenderanno il via le Mercedes 20 passaggi dovrebbero coprirli senza problemi e con il singolo la pit stop. La strategia della Red Bull sarà quella di avvantaggiarsi nelle fasi iniziali della corsa sfruttando l'abbassamento della temperatura dell'aria per creare un margine di sicurezza da possibili undercut e cercare di allungare di qualche giro la vita delle coperture morbide. Se Verstappen manterrà la testa della corsa, con entrambi gli alettoni più scarichi rispetto alla configurazione della vettura di Hamilton potrà difendersi meglio sui due rettilinei. A vantaggio del campione del mondo in carica della Mercedes ci sono due fattori. Il primo è la flessibilità strategica del partire con gomme medie che consente maggiori opzioni nell'arco della distanza di gara. Il secondo è dato dal fatto che la Power Unit Mercedes M12E è vecchia di quattro gran premio e ha un chilometraggio che è decisamente minore rispetto alla Power Unit Honda RA620H. Questo significa che il sette volte campione del mondo può utilizzare la mappatura dell'ERS Strat12 per più tempo in modo da attaccare l'avversario o nel caso difendersi maggiormente. Alle spalle dei contendienti al titolo iridato appaiati in prima fila, vi è Lando Norris. Il britannico della McLaren è riuscito a cogliere la terza posizione finale al calare della bandiera a scacchi al termine di un giro davvero al limite. La prestazione della monoposto inglese, però, non è così sorprendente come potrebbe sembrare. Infatti, nell'arco della seconda sessione di prove libere di ieri pomeriggio, il costruttore britannico si è concentrato con ambedue i piloti sulla simulazione del passo gara, rinunciando alle simulazioni qualifica. Il team di Woking ha seguito sulla falsa ciò che ha sempre fatto nell'arco della stagione, differenziando sempre il programma di lavoro rispetto alla concorrenza. L'inglese scatterà davanti a Perez, quarto e con la medesima strategia iniziale della McLaren, ovvero le gomme soft in partenza. Il messicano della Red Bull non è riuscito a migliorarsi nel secondo tentativo dopo che nel primo aveva dato la scia alla vettura gemella sacrificando il suo di giro e facendolo al secondo passaggio con gomme conseguentemente non fresche. Il trentunenne di Guadalajara scatterà comunque davanti alla vettura rivale, la Mercedes di Valtteri Bottas, sesto. Il finnico si è issato tra le due Ferrari, con Sainz quinto e Leclerc sesto. La posizione di partenza del finlandese costringerà gli strateghi di Stoccarda a trovare soluzioni strategiche alternative, dato che non potrà aiutare il compagno di squadra nelle battute iniziali della gara. Il muretto potrebbe comunque usare il finnico come esca per i rivali, ovvero farlo fermare prima e senza traffico davanti per accelerareil ritmo costringendo la Red Bull a effettuare un pit stop anticipato per evitare l'undercut e conseguentemente rischiare di passare a una strategia a due soste. Buona la qualifica della Scuderia di Maranello, con entrambi i piloti che hanno massimizzato il potenziale della monoposto, gestendo bene l'utilizzo del pneumatico più morbido nell'arco della percorrenza del giro. Ottima qualifica per Yuki Tsunoda, classificatosi in ottava posizione e che per la prima volta nell'arco dell'annata è riuscito a battere al sabato il compagno di squadra Pierre Gasly, dodicesimo. Il transalpino dell'AlphaTauri è stato vittima di un inconveniente tecnico all'impianto frenante nell'ultimo giro disponibile nella seconda sessione delle qualifiche. Esteban Ocon e Daniel Ricciardo hanno completato la classifica dei primi dieci rispettivamente nono e decimo.  Come sempre, la qualifica 2 è stata molto combattuta sino al calare della bandiera a scacchi che ne ha sancito la conclusione. Il primo degli esclusi è stato Fernando Alonso, che non è riuscito ad accedere alla fase finale per 12. Il no-campione del mondo dell'Alpine si è trovato la McLaren dell'australiano nelle ultime due curve, mentre si stava lanciando a suo volta per il giro, venendo parzialmente ostacolato. Gasly ha preceduto Lance Stroll, tredicesimo, e Antonio Giovinazzi, quattordicesimo. Sebastian Vettel si è classificato quindicesimo ed è stato il pilota che ha maggiormente subito il traffico nel giro di riscaldamento nell'ultimo tentativo, tanto da fermarsi in pista per far passare gli altri piloti e avere lo spazio necessario. Primo degli eliminati nella prima manche Nicholas Latifi, sedicesimo a precedere la Williams del compagno di squadra George Russell e l'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen. Ultima fila per le Haas di Mick Schumacher e Nikita Mazepin, che scatteranno dal 19esimo e 20esimo posto in griglia di partenza. 

 

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