F1 | GP Arabia Saudita 2021: analisi qualifiche

Prima fila Mercedes, con Hamilton in pole. Errore ‘fatale’ di Verstappen all’ultima curva. Leclerc 4° con la Ferrari, AlphaTauri e Giovinazzi in top ten. Brivido per Sainz

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 04/12/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Lewis Hamilton in pole position a Gedda in Arabia Saudita (foto: Mercedes AMG F1)

Lewis Hamilton ha ottenuto la miglior prestazione al termine delle qualifiche che si sono svolte nella serata presso il Jeddah Corniche Circuit, sede del Gran Premio dell'Arabia Saudita, ventunesimo appuntamento iridato della stagione. Il campione del mondo in carica ha fermato il cronometro sull'1:27.511 firmato la seconda pole dopo quella ottenuta in Qatar al Losail International Circuit due settimane fa. Il sette volte campione del mondo è riuscito a massimizzare la performance al secondo tentativo, dopo che nel primo era stato costretto ad abortire il giro a causa del sovrasterzo in ingresso della curva 9.
Valtteri Bottas ha completato la prima fila Mercedes, a testimonianza di come nell'arco delle prove libere i tecnici del costruttore tedesco siano stati in grado di riuscire a risolvere il problema relativi alla temperatura degli pneumatici soft. Infatti, per tutto il fine settimana la vettura tedesca è stata più competitiva con le mescole dure e medie rispetto alle soft, ambedue specifiche con le quali la monoposto è apparsa ben bilanciata. Al contrario, invece, col compound C4, la tipologia più morbida delle tre portata dalla Pirelli in occasione della tappa saudita, entrambi i piloti hanno faticato sino alle qualifiche a riuscire a far lavorare questa specifica nel corretto working range sia all'avantreno sia al retrotreno. 

La Mercedes ha adottato una configurazione aerodinamica a medio carico aerodinamico. Data la potenza della Power Unit M12E che consente uno velocità di punta elevata si possono caricare maggiormente ambedue gli alettoni. Un bilanciamento aerodinamico ideale per il layout della pista mediorientale. Infatti, il tracciato saudita è composto prevalentemente da cambi di direzione in successione, curve dall'alta velocità di percorrenza e tratti da affrontare in pieno a oltre 315 km/h.
Per queste ragioni è molto importante l'efficienza aerodinamica della monoposto, dato che allo stesso tempo servono carico aerodinamico e deportanza ed una bassa resistenza aerodinamica all'avanzamento sui lunghi tratti per non perdere qualche chilometro orari di troppo in termini di velocità di punta.  
Dato che si tratta di un tracciato sul quale per la prima volta gareggia la Formula 1, il lavoro di preparazione al simulatore assume un significato ancor maggior rispetto al consueto.
Date la prestazioni della W12 E Performance, si può dedurre come il costruttore di Stoccarda abbia subito trovato la quadratura del cerchio dal punto di vista tecnico con un assetto meccanico ottimale anche per quanto concerne la calibrazione degli elementi sospensivi. Le geometrie delle sospensioni all'avantreno rappresentano un punto cruciale nella messa a punto, dato che serve un anteriore sia preciso in inserimento di curva sia reattivo nei rapidi cambi di direzione.
Ambedue sono parametri tecnici indispensabili nella messa a punto della monoposto al Jeddah Corniche Circuit. Alle spalle delle monoposto di Stoccarda vi sono Max Verstappen e Charles Leclerc, rispettivamente terzo e quarto. L'attuale leader del mondiale è il più grande deluso di giornata. A causa di un errore all'ultima curva nel quale prima ha bloccato il pneumatico anteriore sinistro e successivamente ha rotto il cerchione posteriore destro e l'alettone anteriore impattando le barriere in uscita dalla curva 27, l'olandese della Red Bull ha pregiudicato quello che era un giro superlativo. Infatti al rilevamento cronometrico del secondo settore era transitato con ben 244 millesimi di vantaggio sul tempo del poleman Hamilton. L'errore lo costringerà a una gara di rimonta, ma va comunque detto che era molto al limite e stava sfruttando ogni millimetro di una pista cittadina da oltre 250 km/h di media oraria. Seppur sia sfuggita all'ultimo la gioia della pole position, trasformatasi in delusione in pochi secondi, Verstappen ha mostrato il progresso della monoposto di Milton Keynes rispetto alle prove libere di ieri. Nel corso della terza sessione di prove libere, i tecnici hanno lavorato sull'assetto meccanico della RB16B, alzando l'altezza da terra e modificando la calibrazione degli elementi sospensivi all'avantreno. Modifiche di assetto meccanico che hanno consentito alla vettura di riuscire a innescare prima le temperature negli anteriori. L'olandese ha comunque mostrato il potenziale della Red Bull, nettamente più veloce della Mercedes nelle curve veloci come quelle del primo settore, la 17, la 22 e la 23. In queste curve ad alta velocità di percorrenza, il delta velcocistico è stato di almeno 10 km/h con picchi di 17/19 km/h. Seppur il costruttore anglo-austriaco abbia adottato una configurazione aerodinamica a basso carico aerodimanico, la RB16B riesce a generare un carico aerodinamico dal corpo vettura ineguagliabile per il resto della concorrenza.
Straordinaria qualifica da parte di Leclerc, che è riuscito a portare in seconda fila la Ferrari. Il monegasco ha trovato il giro perfetto nel momento decisivo della qualifica gettando il cuore oltre l'ostacolo dato che un incidente come quello di ieri psicologicamente ti può condizionare. Nelle battute conclusive della seconda sessione di prove libere, il ferrarista aveva impattato contro le barriere esterne della curva 22 a 218 km/h distruggendo la SF21. Charles però si è rifatto e ha ricompensato il lavoro dei meccanici chiedendo le qualifiche davanti a Sergio Perez, quinto.
Il messicano della Red Bull ha preceduto Pierre Gasly e Lando Norris, rispettivamente sesto e settimo. Il britannico della McLaren si è issato davanti a Yuki Tsunoda ed Estaban Ocon. Il debuttante nipponico dell'AlphaTauri, seppur sia sempre stato battuto dal compagno di squadra in qualifica nell'arco della stagione, ha mostrato dei progressi nelle ultime tappe. Antonio Giovinazzi ha completato la classifica dei primi dieci con il decimo tempo al volante dell'Alfa Romeo. 

La seconda fase delle qualifiche ha visto esclusioni eccellente. Daniel Ricciardo ha chiuso undicesimo, mancando l'accesso all'ultima manche per alcuni millesimi di secondo. Con l'australiano, la McLaren ha differenziato la strategia rispetto al suo compagno di squadra, ottenendo il crono con gomme medie invece che con le specifiche morbide utilizzate sulla vettura gemella. Dodicesimo tempo per Kimi Raikkonen, che ha preceduto Fernando Alonso, solamente tredicesimo.
Per lo spagnolo dell'Alpine è stata una qualifica deludente, dato che nell'arco delle prove libere aveva mostrato un buon passo e soprattutto la A521 dovrebbe ben adattarsi alle caratteristiche tecniche della pista mediorientale. Probabilmente, l'iberico non è riuscito a portarle nella giusta finestra di utilizzo delle temperature gli pneumatici. Nello specifico, all'asse anteriore un errato working range o un raffreddamento delle coperture all'avantreno su questa pista è molto penalizzante ai fini della performance data la presenza di curve veloci in successione con conseguenti rapidi cambi direzione. Quattordicesimo George Russell, che ha preceduto Carlos Sainz.
Lo spagnolo della Ferrari è stato protagonista di un testacoda in uscita dalla curva 10 dopo un sovrasterzo al alta velocità che lo ha portato a impattare col posteriore la monoposto e danneggiando la paratia laterale destra dell’alettone posteriore. Nel secondo tentativo, nel medesimo punto della pista ha nuovamente avuto un sovrasterzo che lo ha portato nella via di fuga esterna con conseguente abbandono del giro lanciato che alla fine lo ha costretto a chiudere in quindicesima posizione.

La prima sessione delle qualifiche è stata molto combattuta sino al calare della bandiera a scacchi che ne ha sancito la conclusione. Con la costante gommatura della pista, nelle fasi conclusive quasi tutti i piloti si sono migliorati. Il primo degli esclusi è stato Nicholas Latifi, che ha preceduto le Aston Martin di Sebastian Vettel e Lance Stroll, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo.
Per il costruttore britannico si è trattata di un'altra qualifica, con il tetra campione del mondo che seppur sia rimasto escluso di pochi centesimi, ha mostrato il reale potenziale della AMR21, una vettura in netto regresso negli ultimi appuntamenti stagionali. Il canadese, invece, è stato penalizzato dal traffico che ha trovato all'ultima curva mentre stava preparando il proprio giro lanciato. Ultima fila appannaggio delle Haas, con Mick Schumacher penultimo a precedere il compagno di box Nikita Mazepin.

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