F1 | GP Brasile 2021: analisi gara

Hamilton straordinario, che potenza il motore nuovo. Verstappen secondo davanti a Bottas. Le Ferrari alle spalle di Perez, quarto, allungano sulla McLaren nel mondiale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 16/11/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Lewis Hamilton festeggia la vittoria in Brasile (foto: Mercedes AMG F1 Twitter)

Lewis Hamilton ha vinto il GP del Brasile che si è disputato domenica presso l’Autodromo Carlos Pace di Interlagos nella periferia di San Paolo, sede del diciannovesimo appuntamento iridato stagionale. Per il campione del mondo in carica si è trattato della vittoria numero 101 in carriera, la sesta stagionale e la terza sulla pista brasiliana.
Nell’arco del fine settimana carioca, il sette volte campione del mondo ha mostrato tutta la sua qualità alla guida e anche la potenza del nuovo motore endotermico della Power Unit M12E montato sulla sua vettura. Venerdì, prima dell’inizio della prima sessione di prove libere, la Mercedes ha deciso di equipaggiare la monoposto dell’inglese con un nuovo motore endotermico (ICE), il quinto stagionale, con conseguente penalità di cinque posizione in griglia di partenza per la gara di domenica.
Dopo aver dominato le qualifiche con un giro monstre nel quale ha rifilato mezzo secondo ai diretti inseguitori, il pluri iridato è stato squalificato dalla classifica delle qualifiche a causa di un’irregolarità riguardante il sistema DRS sull’alettone posteriore della sua monoposto. Conseguentemente, Lewis ha dovuto prendere il via della Sprint Qualifying di sabato sera dall’ultima posizione in griglia di partenza.
Nonostante partisse ultimo, il campione in carica ha rimontato dalla ventesima alla quinta posizione finale nell’arco di ventiquattro giri, mettendo in mostra un passo da qualifica più che da gara che gli ha consentito di sopravanzare gli avversari con non molta fatica. Data la penalità di cinque posizioni in griglia di partenza, il trentaseienne di Stevenage ha preso il via dalla decima posizione nel gran premio di domenica.
La partenza di Hamilton è stata fulminante, dato che al termine del primo giro si trovava già in sesta posizione. Nelle successive cinque tornate, il sette volte iridato ha sopravanzato le Ferrari di Sainz e Leclerc e il compagno di squadra Bottas, mettendosi a caccia delle Red Bull di Verstappen e Perez, con l’olandese leader della gara davanti alla vettura gemella.
E’ proprio con il messicano che il pilota britannico ingaggia un duello straordinario. All’inizio dell’undicesimo passaggio, Lewis attacca Checo all’esterno della curva 1 frenando venti metri dopo l’avversario sulla traiettoria pulita prendendo quasi il punto di corda. Il rivale ha un’uscita migliore in trazione dalla S do Senna e, sfruttando anche l’ausilio del DRS sulla Reta Oposta, sopravanza l’avversario all’esterno della frenata della curva 4.
Un duello ruota a ruota senza esclusione di colpi che, però, dura poco dato al giro seguente il pilota della Mercedes riesce a sorpassare la Red Bull numero 11 sul rettilineo del traguardo mettendosi all’inseguimento della numero 33.
I due contendenti al titolo hanno un passo gara simile, conseguentemente la Mercedes prova ad effettuare undercut sulla Red Bull richiamando ai box il proprio pilota di punta, passando dalle gomme a mescola media a quelle a mescola dura. Di pari passo con la scelta strategica del costruttore tedesco, la Red Bull ferma al giro successivo la propria prima guida per effettuare la stessa scelta degli pneumatici del rivale. Al rientro in pista, il vantaggio cronometro di Verstappen su Hamilton si è ridotto da 3.6 secondi a 1.6 secondi. In questa fase, il britannico è leggermente più veloce rispetto all'avversario con le specifiche hard, tanto da portarsi in pochi giri in zona DRS, ma col passare delle tornate comincia a surriscaldare gli pneumatici posteriore in trazione e il delta cronometrico tra i due si ampia nuovamente seppur di pochi decimi. Per scongiurare un possibile undercut della scuderia di Stoccarda, il muretto anglo-austriaco decide di richiamare ai box il leader della gara per la seconda sosta, nella quale vengono montati sempre pneumatici duri sulla sua monoposto. La Mercedes richiama ai box il finlandese, mentre Lewis effettua la seconda sosta due giri dopo rispetto a Max, montando la medesima tipologia di pneumatico. A questo punto la gara si decide in pista data la parità di strategia tra i due rivali alla corona iridata. Il campione del mondo in carica ha un passo gara migliore con le mescole dure e nell'arco di pochi giri azzera lo svantaggio dal battistrada della corsa. Al quarantottotesimo giro, Hamilton esce meglio in trazione dalla S do Senna rispetto a Verstappen e sfruttando il DRS affianca il rivale sul rettilineo della Reta Oposta concludendo quasi quasi il sorpasso, ma l'olandese non demorde all'interno e frena molto tardi con i due che finiscono nella via di fuga esterna della curva 4 senza alcun contatto. La difesa del leader della corsa è stoica, ma la manovra è molto al limite dato che di fatto ha portato l'avversario verso l'esterno quando quest'ultimo aveva quasi tutta la macchina davanti all'ala anteriore della Red Bull. L'episodio è stato notato dai Commissari senza che fosse necessario prendere alcun provvedimento da parte del Direttore di Gara, di conseguenza la battaglia va avanti in pista. Dopo dieci passaggi con un distacco sempre di un secondo circa, il sette volte campione del mondo riesce a sopravanzare il rivale al titolo al 59° giro, con un sorpasso all'esterno sul rettifilo della Reta Oposta, piegando la resistenza del ventiquattrenne di Hasselt. Lewis a questo punto amplia passaggio dopo passaggio il gap cronometrico col direttore inseguitore, involandosi verso la vittoria. Il podio è stato completato da Bottas, terzo davanti a Perez. Il finnico della Mercedes ha sfruttato la Virtual Safety Car per effettuare la prima sosta ai box e sopravanzare così il messicano della Red Bull, che aveva già cambiato gli pneumatici. Alle spalle del trentunenne di Guadalajara si sono classificate le Ferrari di Leclerc e Sainz, rispettivamente quinto e sesto. In concomitanza con il risultato della McLaren, un solo punto conquistato col decimo posto di Norris mentre Ricciardo è stato costretto al ritiro, la Scuderia di Maranello ha portato a 31 i punti di vantaggio sul team di Woking nella battaglia al terzo posto nella classifica del mondiale costruttori. Il monegasco si è detto soddisfatto del ritmo esibito dalla SF21 nell'arco della distanza di gara, mostrandosi fiducioso per il futuro ai microfoni di Sky Sport F1. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il suo compagno di squadra, che, però, ha da recriminare sulla sua partenza. La battaglia alla quinta posizione nel mondiale costruttori ha visto l'AlphaTauri e l'Alpine chiudere a pari punti la trasferta di San Paolo, dato che Gasly ha chiuso sesto davanti a Ocon e Alonso, rispettivamente ottavo e nono. Il pilota transalpino ha effettuato due soste, a differenza delle due A521 che hanno seguito la strategia del singolo pit stop, e nel finale, dopo essere finito alle spalle delle Alpine in seguito al secondo pit stop, ha sopravanzato sia il connazionale sia l'iberico riprendendosi la settima posizione.

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