MotoGP | GP Comunità Valenciana 2021: guida e analisi pista

Un tracciato che alterna curve lente e curve veloci con la presenza di un solo rettilineo. Scopriamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/11/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La mappa del Circuito Ricardo Tormo di Valencia (foto: MotoGP)

A una settimana di distanza dal gran premio dell'Algarve che si è svolto presso l'Autodromo Internacional do Algarve e vinto dalla Ducati ufficiale di Bagnaia, questo fine settimana il motomondiale farà tappa al Circuito Ricardo Tormo Valencia per l'ultima prova iridata stagionale. I titoli iridati delle classi MotoGP e Moto3 sono stati già assegnati, rispettivamente a Quartararo e Acosta, mentre in Moto2 è battaglia aperta tra le Red Bull KTM Ajo di Gardner e Raul Fernandez, con l'australiano leader davanti al compagno di squadra.
Questa sarà l'ultima gara in carriera per il nove volte campione del mondo Valentino Rossi, mentre Marc Marquez sarà ancora assente a causa dei problemi fisici riscontrati successivamente alla caduta di due settimane fa mentre si stava allenando a Cervera in Spagna. L'anno scorso al Circuito Ricardo Tormo a vincere fu Morbidelli, protagonista di un gran duello nel finale con Miller, mentre Pol Espargarò completò il podio col terzo posto finale alle spalle dell'australiano della Ducati Pramac.
Il Circuito Ricardo Tormo, intitolato al deceduto pilota spagnolo, fu inaugurato nel 1999 e nel medesimo anno ha ospitato il suo primo gran premio e delle competizioni motoristiche nazionali del motociclismo. La pista misura 4.005 metri ed è composta da quattordici curve, delle quali nove a sinistra e cinque a destra. Il record assoluto del tracciato appartiene a Lorenzo, che nel 2016 firmò la pole position fermando il cronometro sull’1:29.401 alla media oraria di 161,2 km/h. Il record in gara è stato stabilito da Marc Marquez, che due anni fa fece registrare il giro più veloce in 1:31.116 alla media oraria di 158,2 km/h. La distanze di gara previste per ogni categoria sono le seguenti: 27 giri (108,1 km) per la MotoGP, 25 giri (100,1 km) per la Moto2 e e 23 giri (92,1 km) per la Moto3.

Dalla linea del traguardo alla prima curva ci sono circa quattrocento metri di distanza. Le prime tre curve sono tutte verso sinistra. In fondo al rettilineo iniziale della lunghezza di 876 metri vi è la curva 1, da affrontare in terza marcia 144 km/h, il punto di frenata più impegnativo del Circuito Ricardo Tormo: secondo i tecnici della Brembo, le moto della classe regina decelerano da 320 km/h a 128 km/h nello spazio di 282 metri e nell’arco temporale di 4,8 secondi. Il carico esercitato sulla leva del freno è di 4,8 chilogrammi, la decelerazione di 1,5 G. La pressione del liquido freno raggiunge i 10,4 bar. Alle curva uno,segue un breve allungo che porta alla frenata della curva 2, da percorrere in seconda marcia a 72 km/h.
In uscita, vi è la curva 3 da percorrere con la medesima marcia ma alla velocità di 148 km/h, successivamente quale segue il cambio direzione della doppia destra delle curve 4 e 5. Ambedue si affrontano in seconda marcia alle rispettive velocità di percorrenza di 98 km/h e 100 km/h. In seguito vi è un altro cambio di direzione verso sinistra per la curva 6, 87 km/h in seconda, la cui trazione in uscita immette su un breve allungo che porta prima alla curva 7 nella medesima direzione della curva antecedente, 244 km/h la velocità al punto di corda in quinta marcia, e successivamente alla frenata della curva 8. Dal punto di staccata al punto di corda, le MotoGP decelerano da 247 km/h a 86 km/h passano dalla quinta alla seconda marcia.
Si tratta di una curva che i piloti affrontano come se avesse un doppio punto di corda, quindi attaccando il cordoli interno in ingresso per poi allargarsi a centro curva, per poi nuovamente chiudere la traiettoria verso l'interno per massimizzare l'uscita. La trazione in uscita porta alla chicane sinistra-destra dalle curve 9 e 10, da percorrere in terza marcia alle rispettive velocità di 160km/h e 176 km/h.
In seguito, vi è verso destra la curva 11, 76 km/h in seconda marcia, alla quale segue l'accelerazione che porta alla curva 12 (3a, 126 km/h) nella medesima direzione. Dopo vi è il cambio di direzione verso sinistra per la curva 13, da percorrere in quarta marcia a 174 km/h. Si tratta di un curvone ad ampio raggio nel quale i piloti parzializzano l'acceleratore lungo tutta la percorrenza fino ad arrivare al punto di staccata per l'ultima curva verso sinistra, la curva 14. Impostare una traiettoria ottimale per massimizzare l'uscita è di fondamentale importanza per sfruttare il lungo rettilineo del traguardo.

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