F1 | GP Brasile 2021: guida e analisi pista

Un tracciato composto da curve lente, medio-veloci e in appoggio con lunghi tratti da oltre 330 km/h. Analizziamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/11/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La mappa dell'Autodromo Carlos Pace di Interlagos (foto: Formula Uno)

A due anni di distanza dall'ultima volta, questo fine settimana il Brasile tornerà ad ospitare il gran premio di Formula Uno presso l'Autodromo José Carlos Pace a Interlagos nella periferia di San Paolo, per il diciannovesimo appuntamento iridato della stagione in corso. L'edizione 2020 non si è disputata a causa delle emergenza sanitaria dettata dalla pandemia Coronavirus che ha costretto gli organizzatori a cancellare l'evento. L'ultima volta che si corse sulla pista brasiliana nel 2019, a vincere fu Verstappen davanti alla Toro Rosso di Gasly e alla McLaren di Sainz.
La pista venne costruita nel 1938, il disegno fu ispirato dai circuiti Brooklands in Gran Bretagna, Roosevelt Raceway negli Stati Uniti e Montlhery in Francia. Il tracciato, che sorge a un’altitudine di circa 800 metri sopra il livello del mare, venne inaugurato il 12 maggio 1940 con il nome di circuito di Interlagos. Nel 1977 la pista rinominata ‘Autodromo Carlos Pace’, in onore del pilota brasiliano scomparso quell’anno. Nel corso delle decadi, il tracciato ha subito svariati modifiche al layout che ne hanno modificato la lunghezza: 7.960 metri dal 1940 al 1978, 7.873 metri dal 1979 al 1989, 4.325 metri dal 1990 al 1996, 4.292 metri dal 1997 al 1999 e dal 2000 in poi 4.309 metri. Nella configurazione attuale vi sono presenti quindici curve, delle quali dieci a sinistra e cinque a destra.
Il record assoluto appartiene a Hamilton, che nel 2018 aveva ottenuto la pole position fermando il cronometro sull’1:07.281. Nella medesima edizione, Bottas aveva firmato il giro veloce della corsa in 1:10.560, facendo segnare il nuovo record in gara. La distanza di gara prevista per la Sprint Qualifying di sabato è di 24 giri, mentre per il gran premio di domenica saranno 71 le tornate da completare. I cambi di marcia per ogni passaggio sono 36, per un totale di 2556 nell’arco della distanza di gara. Il 66 per cento della percorrenza del giro si percorre in pieno. I motogeneratori MGU-H e MGU-K recupereranno rispettivamente 2.478 kj e 605 kj di energia, per un totale di 3083 kj per ogni giro.
L’Autodromo Carlos Pace ha caratteristiche tecniche differenti in ciascuno dei tre settori. Il primo tratto presenta l’allungo della Reta Oposta nel quale è richiesta un’alta velocità in fondo al rettilineo, ma soprattutto l’impianto frenante sarà messo a dura prova alla frenata della curva 1. La sezione centrale è quella più tecnica e guidata data la presenza di curve lente, medio-veloci e in appoggio. Qui sono richiesti carico aerodinamico, grip meccanico, retrotreno stabile e precisione di inserimento all’avantreno. L’ultimo settore, invece, è puramente di potenza dato che si percorrere con la farfalla dell’acceleratore completamente aperta. In questo tratto bisognerà massimizzare l’efficienza ibrida della mappatura dell’ERS per avere un’elevata velocità di punta lungo tutto l’allungo.
Dalla linea del traguardo alla prima chicane ci sono 274 metri di distanza. Secondo i tecnici della Brembo, curva 1 è il punto di frenata più impegnativo dell’Autodromo Josè Carlos Pace: le monoposto decelerano da 359 km/h a 132 km/h nello spazio di 145 metri e nell’arco temporale di 2,44 secondi. Il carico esercitato sul pedale del freno è di 174 chilogrammi, la decelerazione è di 5,8 G. La ‘S do Senna’ è una sinistra-destra, curva 1 si affronta in terza marcia a 135 km/h mentre per il cambio di direzione i piloti percorrono la curva 2 in quinta marcia a 178 km/h. Successivamente v'è verso sinistra la Curva do Sol (curva 3), da affrontare in pieno sesta marcia a 247 km/h, e che immette sul rettilieno della Reta Oposta, nel quale e possibile sfruttare la prima zona DRS della pista sudamericana. Infondo al rettifilo, vi sono verso sinistra le Descida do Lago: curva 4 si percorre a 174 km/h in quinta marcia, mentre curva 5 si affronta in sesta marcia a 238 km/h. In seguito, vi è la doppio destra delle curve Ferradura (curva 6) e Laranjinha (curva 7), ambedue si affrontano in sesta marcia alle rispettive velocità di 234 km/h e 242 km/h. Dopo via la frenata per il tornantino della curva 8 sempre verso destra, 91 km/h in terza marcia, al quale segue in direzione il Pinherinho (curva 9), da percorrere in terza a 106 km/h, la cui accelerazione in uscita e importante per impostare il Bico de Pato (curva 10). La dieci è una curva molto tecnica in quanto in ingresso e facile arrivare al bloccaggio dei pneumatici anteriore destro non riuscendo a rimanere cuciti al. di corda interno del codolo mentre in uscita si rischia di avere un sovrasterzo a causa di una possibile instabilità al retrotreno. Successivamente vi è verso sinistra la Mergulho (curva 11), da affrontare in pieno in sesta marcia a 248 km/h, alla quale segue nella medesima direzione la Juncao (curva 12) da fare in quarta marcia a 141 km/h. L'uscita da quest'ultima e di fondamentale importanza perché immette sul lungo tratto che porta verso traguardo e che comprende tre curve verso sinistra: curva 13, Subida dos Boxes e Arquibancadas. Successivamente all’ultima curva è possibile usufruire della seconda zona DRS della pista brasiliana.

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