F1 | GP Turchia 2021, analisi gara: dominio di Bottas e Mercedes

Trionfo del finnico davanti alle Red Bull, Hamilton chiude 5° alle spalle della Ferrari di Leclerc. Sainz rimonta da ultimo a ottavo. Verstappen leader nel mondiale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 12/10/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Valtteri Bottas esulta per la vittoria a Istanbul (foto: Mercedes AMG F1 Twitter)

Valtteri Bottas ha vinto il gran premio della Turchia che si è disputato domenica scorsa presso l'Intercity Istanbul Park, sede del sedicesimo appuntamento iridato dell'annata in corso. Il finnico della Mercedes ha ottenuto il decimo trionfo in carriera in Formula Uno, il primo stagionale. Il trentaduenne di Nastola ha colto il successo di tappa al termine di una gara magistrale, una delle sue migliori di sempre senza ombra di dubbio, nella quale ha gestito tutte le diverse situazioni senza compiere la minima sbavatura.
Partito dalla pole position, è scattato senza pattinare con gli pneumatici posteriori, come spesso gli è accaduto in passato in condizioni di pista simili, ed ha subito imposto il proprio ritmo alla corsa. Nel primo stint con le gomme intermedie, il finlandese ha gestito oculatamente l'usura delle coperture e allo stesso tempo ha incrementato passaggio dopo passaggio il distacco con i diretti rivali sino a crearsi un margine di sicurezza in ottica pit stop. Nella prima parte il suo ritmo gara è stato mediamente sull’1:33.7/1:33.8, con alcuni passaggi con crono sull’1:33.4, semplicemente irraggiungibile per il resto della concorrenza.
In occasione della sosta ai box al trentasettesimo giro, il campione GP3 2011 ha provvisoriamente perso la testa della corsa, ma nell'arco di otto giri ha recuperato i sette secondi di svantaggio dal leader Charles Leclerc con le intermedie nuove, sino a sorpassare il ferrarista alla curva uno nel corso del quarantassettesimo giro. Nelle ultime undici tornate, Bottas ha incrementato il proprio passo gara sino a far registrare il giro più veloce della corsa all'ultimo passaggio in 1:30.432.
La splendida gara di Valtteri ha confermato la competitività ai massimi livelli della W12 E Performance sulla pista turca. Sin dalla prima sessione di prove libere, i tecnici di Stoccarda hanno adottato una configurazione aerodinamica ad alto carico aerodinamico sulla vettura. Questa scelta è stata fatta in virtù del fatto che la PU è molto performante con alte velocità di punta, questo consente di poter caricare maggiormente ambedue gli alettoni senza perdere molto sui rettilinei. Set-up ancor più utile in condizioni di pista bagnata, dato che consente sia agli pneumatici all'asse anteriore di entrare prima nella corretta finestra del working range con le temperature sia al retrotreno di scivolare di meno in accelerazione.
Questo è Alla luce del dominio del binomio Bottas-Mercedes, la Red Bull ha dovuto correre più in difesa massimizzando il risultato in ottica classifiche iridate. Obbiettivo raggiunto da parte del costruttore di Milton Keynes, dato Max Verstappen e Sergio Perez hanno completato il podio rispettivamente secondo e terzo. Con questo risultato, l'olandese si è ripreso la vetta della classifica iridata con sei lunghezze di vantaggio sul rivale al titolo. Il ventiquattrenne di Hasselt ha disputato una gara accorta, gestendo le coperture e portando a casa punti preziosissimi nella battaglia iridata. Primo podio dal GP della Francia per il messicano, che ha svolto egregiamente il lavoro di copertura sul rimontante campione del mondo in carica, resistendone agli attacchi nel corpo a corpo che gli ha visti protagonisti. I tecnici della scuderia anglo-austriaca dovranno comunque lavorare sulla RB16B in ottica del prossimo appuntamento al Circuit Of The Americas, dato che la monoposto ha presentato alcune problematiche sin dalle prove libere del venerdì.
I grattacapi maggiori per la vettura Red Bull insorgono quando la temperatura dell'asfalto è fredda. In questa circostanza, la monoposto non riesce a far lavorare le coperture all'asse anteriore con le corrette temperature di esercizio, conseguentemente l'avantreno diventa molto sottosterzante. Di pari passo al sottosterzo in inserimento curva, segue il sovrasterzo del retrotreno, una volta superato il punto di corda, che porta la macchina a essere instabile nella fase di trazione.
Alle spalle di Max e Sergio si sono classificati Leclerc e Lewis Hamilton, quarto e quinto sul traguardo. Ambedue hanno provato a proseguire il proprio lung run con le intermedie usate, ma nel finale sono stati costretti a rientrare ai box e montare un set nuovo, seppur per motivi differenti. Il pilota della Scuderia di Maranello ha tentato di proseguire il proprio long run quando Verstappen e Bottas hanno effettuato la propria sosta diventando il nuovo leader della corsa.
La strategia ha funzionato per pochi giri, dopodiché il delta prestazionale della stessa mescola tra usata e nuova ha cominciato ad ampliarsi col passare dei giri, avvantaggiando chi si era fermato ai box. Infatti il monegasco dal 41° al 47° ha alzato drasticamente i propri tempi sul giro, passando dall’1:34.7 all’1:35.5 fino all’1:38.124 antecedente al rientro in pit lane. Il ventitreenne del Cavallino Rampante è stato scalzato dalla vetta dal pilota della Mercedes, bravo a sopravanzarlo senza indugi alla prima occasione nella discesa che porta alla curva 1. In virtù del calo della performance, Charles ha dovuto sostituire gli pneumatici rinunciando ai sogni di gloria.
Va comunque detto che oltre al pilota, protagonista di una gara consistente, anche la SF21 si è ben comportata, tenendo quasi il ritmo delle rivali W12 E Performance e RB16B, cosa che ben poche volte si è denotata nell'ultimo biennio. Dal punto di vista tecnico, la performance della vetture modenese assume ancor più significato dato che la configurazione aerodinamica a medio carico aerodinamico ha dato i suoi frutti in qualifica e anche sul bagnato in gara dove teoricamente sarebbe meglio avere la massima deportanza. Chiaramente il fatto che non si possa modificare l'assetto in regime di Parco Chiuso, regola da cambiare il prima possibile, condiziona sempre questo tipo di scelte tecniche.
Per il campione della Mercedes la gara è stata sempre all’attacco, ma la sua rimonta si è fermata prima nel ruota a ruota con Perez che lo tenuto dietro e dopo a causa di una strategia non ottimale secondo le sue sensazioni in macchina. Infatti Hamilton voleva arrivare fino in fondo con le intermedie senza effettuare la sosta. Gli strateghi di Stoccarda hanno però deciso diversamente e con gli pneumatici nuovi, il trentaseienne di Stevenage ha accusato subito del graining criticando ulteriormente la strategia.
Torna a brillare Pierre Gasly, sesto al traguardo. Il transalpino dell'AlphaTauri ha invertito il trend negativo delle ultime due gare a Monza e Sochi, cogliendo un altro piazzamento tra i primi sei. Il francese, penalizzato di cinque secondi per il contatto iniziale nel quale ha mandato in testacoda Fernando Alonso, si è messo alle spalle i due ex compagni di squadra nell'ultimo biennio in McLaren Lando Norris e Carlos Sainz, rispettivamente settimo e ottavo. Lo spagnolo della Ferrari ha rimontato dall'ultima posizione in griglia di partenza, successiva alla penalità per la sostituzione della quarta Power Unit stagionale con aggiornamento nella componentistica elettrica.
Il ferrarista si è contraddistinto per i sorpassi compiuti a centro gruppo, dimostrandosi competitivo nel corpo a corpo per giunta senza l'ausilio del DRS, mai abilitato dalla Direzione Gara. Il madrileno avrebbe potuto chiudere più vicino alla McLaren dell'ex compagno di box se il pit stop non fosse durato 8.9 secondi. La classifica dei primi dieci è stata completata da Lance Stroll, nono, e Esteban Ocon, decimo. Il pilota dell'Alpine non ha mai sostituito gli pneumatici, completando ben 58 giri con lo stesso treno di intermedie. Per questa ragione Lewis sosteneva di poter adottare la medesima strategia nelle comunicazioni via radio con il box.

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