F1 | GP Ungheria 2021, analisi prove libere: Mercedes al top, Ferrari fuori dai primi dieci

Bottas leader poi Hamilton, W12 imprendibili sul passo gara. Verstappen terzo e scontento del bilanciamento della vettura. Alpine e Aston Martin in top ten. Leclerc 11°

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 30/07/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Valtteri Bottas il più veloce nelle PL2, poi Hamilton e Verstappen (foto: F1 sito web)

Valtteri Bottas ha ottenuto la miglior prestazione al termine della seconda sessione di prove libere che si è disputata oggi pomeriggio all’Hungaroring, sede dell’undicesimo appuntamento iridato della stagione. Il finnico della Mercedes ha fermato il cronometro sull’1:17.012 precedendo di appena 27 millesimi il compagno di squadra Lewis Hamilton. Le due W12 E Performance non solo hanno ottenuto i migliori riscontri cronometrici sul giro secco, ma anche nella simulazione del passo gara con le coperture medie, dove hanno tenuto un ritmo sul piede dell’1:22 basso.
Nel proprio long run di quattordici giri, il trentunenne di Nastola ha ottenuto il miglior passaggio in 1:22.054, il trentaseienne di Stevenage in 1:22.196 nell’arco dei nove passaggi percorsi nel suo stint. Sia il finlandese sia il campione del mondo in carica hanno creato un distacco importante tra se e il resto della concorrenza con questa specifica di pneumatico e con un buon quantitativo di carburante a bordo. Gli aggiornamenti aerodinamici introdotti a Silverstone sulla monoposto tedesca e la nuova costruzione degli pneumatici Pirelli che presentano una spalla più dura, anch’essi hanno debuttato in occasione della tappa britannica, sembrerebbero aver dato nuova linfa vitale alla monoposto di Stoccarda.
In terza posizione, alle spalle delle due Mercedes, vi è Max Verstappen, terzo. Il leader del mondiale si è fermato a 298 millesimi dal miglior crono di giornata, mostrando una RB16B molto performante nel terzo settore, quasi al livello dei migliori nel tratto centrale e oltre tre decimi e mezzo più lenta della diretta rivale nella prima sezione. L’olandese della Red Bull, autore della miglior prestazione nel turno mattutino, si è spesso lamentato via radio nell’arco della seconda sessione per quanto riguarda il comportamento della propria vettura.
Nello specifico, l’attuale leader del mondiale non si è trovato a suo agio col retrotreno, a detta sua instabile. Nella simulazione dei long run, il bilancio complessivo è stato al di sotto delle aspettative per quanto riguarda le prestazione della monoposto di Milton Keynes. Il bilanciamento della RB16B è da rivedere, dato che con mescole medie la vettura andava in sovrasterzo, mentre con le morbide si verificava del sottosterzo. Dal punto di vista cronometrico, la macchina anglo-austriaca ha accusato un secondo al giro dalle Mercedes a parità di tipologia di pneumatico utilizzato.
Analizzando nel dettaglio il ritmo della simulazione gara del ventitreenne di Hasselt di dieci tornate con mescole medie, si denota come il suo miglior passaggio sia stato in 1:23.005, 949 millesimi più lento di Bottas. Quarta e quinta posizione rispettivamente per Esteban Ocon e Sergio Perez. I due ex compagni di squadra alla Racing Point nel biennio 2017-2018 sono separati da soli sessantacinque millesimi. La prestazione del francese dell’Alpine è stata strabiliante, anche se va presa con le pinze in quanto si tratta di prove libere e non si è a conoscenza né dei carichi di carburante né delle mappature motore utilizzate.
Nonostante ciò, sembrerebbe che la A521 abbia compiuto progressi tecnici non indifferenti su un tracciato dalle caratteristiche tecniche simile a quello di Monaco. Così come il cittadino monegasco, anche la pista magiara richiede grip meccanico, alto carico aerodinamico, precisione in inserimento all’avantreno e stabilità del retrotreno in trazione in uscita dalle curve lente. Sottotono, invece, il messicano della Red Bull, staccato otto decimi dal leader di giornata e di oltre mezzo secondo dal compagno di box.
Sesto Pierre Gasly, a precedere i pluri iridati Fernando Alonso e Sebastian Vettel, rispettivamente settimo e ottavo. Il transalpino della AlphaTauri confida nel potenziale della AT02 sulle piste ad alto carico aerodinamico per tornare a brillare sia in qualifica sia in gara dopo il passaggio a vuoto di Silverstone. Vedendo le performance espresse dalla vettura faentina sulle Stradine del Principato di Monaco, questo potrebbe essere una delle piste migliori nel calendario per la Scuderia di Faenza.
Non vorranno essere da meno i due pluri campioni del mondo dell’Alpine e dell’Aston Martin, dato che le rispettive scuderie sono in bagarre per la quinta posizione nel mondiale costruttori proprio con l’AlphaTauri. Il costruttore d’oltralpe ha diversificato il programma di lavoro tra i due piloti nella simulazione del passo gara: Ocon si è concentrato sul completare dodici tornate con le mescole C4 (soft), mentre l’iberico ha completato dieci passaggi con le gomme medie (C3). Per quanto riguarda la scuderia inglese, sia il tetra campione del mondo sia Lance Stroll, decimo, hanno svolto il medesimo programma per quanto concerne i long run: undici giri con pneumatici morbidi per poi passare a quelli medium.
Tra le due AMR21 si è issato Lando Norris, nono con la McLaren. Appena fuori dalla classifica dei primi dieci le Ferrari di Charles Leclerc, undicesimo, e Carlos Sainz, dodicesimo. Ambedue i ferraristi non sono riusciti a migliorare i tempi ottenuti in mattinata, in particolar modo lo spagnolo è stato più lento di quasi quattro decimi. Sarà da analizzare questo dato, perché è un’anomalia essere più lenti al pomeriggio rispetto che alla mattina quando la pista è meno gommata e conseguentemente la pista è più lenta. Un’ipotesi potrebbe essere che le mescole morbide non siano entrate nella corretta finestra di utilizzo per quanto riguarda il range di temperature.
Le Formula Uno attuali sono molto ‘sensibili’ da questo punto di vista e se i pneumatici non funzionano correttamente, la performance complessiva ne risente. Un’altra ipotese potrebbe essere quella del surriscaldamento. Con la temperature dell’asfalto superiori ai 50 gradi, il fenomeno dell’overheating (surriscaldamento) si manifesta anticipatamente, causando degrado termico e maggior usura del battistrada delle coperture, in particolar modo quelle posteriori in trazione. Comunque sia, Carlos e Charles hanno completato un long run con le gomme morbide rispettivamente di nove e undici giri, girando mediamente sull’1:24.1/1:24.2.
Per tracciare un parallelo, le Aston Martin sono state circa tre decimi più veloci in questa simulazione. Tredicesima posizione per Daniel Ricciardo, che ha accusato un distacco di oltre quattro decimi dal compagno di box nella simulazione qualifica, ha preceduto l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e la Williams di George Russell, rispettivamente col quattordicesimo e quindicesimo crono di giornata. Il campione F2 2018 è stato protagonista di prestazione monstre in qualifica nelle ultime due edizioni: nel 2019 stava per portare la FW42 nel Q2, nel 2020 l’impresa gli è riuscita al volante della FW43, vettura migliore della sua progenitrice, ma non sicuramente competitiva.
Alle sue spalle il compagno di squadra Nicholas Latifi, 16°, e Yuki Tsunoda, 17°. Il debuttante nipponico dell’AlphaTauri è stato protagonista di un indicente nella prima sessione di prove libere, nel quale ha perso il controllo della monoposto in ingresso della curva 4 andando in effetto pendolo contro le barriere. Il risultato è stato la rottura dell’alettone posteriore e di altre componenti al retrotreno della vettura che gli hanno consentito di scendere in pista a soli tre minuti dalla fine delle PL2. Hanno completato la classifica Mick Schumacher (Haas) 18°, Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) 19° e in ultima posizione Nikita Mazepin (Haas).

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