F1, GP Ungheria 2021: anteprima Pirelli

La trazione in uscita dalla curve lente, le forze laterali nelle curve veloci e l’eventuale surriscaldamento dovuto alle alte temperature i fattori da tenere in considerazione

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/07/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Infografica delle caratteristiche tecniche dell'Hungaroring (foto: Pirelli Motorsport Twitter)

La tappa ungherese sancisce la fine della prima metà della stagione 2021 di Formula 1 prima della consueta pausa estiva. Per questo appuntamento sono state nominate le mescole centrali della gamma: C2 come hard, C3 come medium e C4 come soft. Dopo che Silverstone ha ospitato per la prima volta nella storia un weekend con una Sprint Qualifying, in Ungheria torna il format di gara classico con le solite regole per l’utilizzo dei pneumatici. Ci saranno nuovamente 13 set di pneumatici a disposizione per ciascun piloti. La nomination in Ungheria è esattamente la stessa dell’anno scorso.
La pista non impone carichi particolarmente elevati sui pneumatici, perciò le mescole centrali della gamma risultano ideali per il tracciato stretto e ricco di curve dell’Hungaroring, soprattutto se le temperature dovessero essere calde. Al contrario delle curve veloci e in appoggio del Silverstone Circuit, la pista situata nei pressi della capitale Budapest ricorda quasi un kartodromo. Il circuito ha una sede stradale stretta, in stile vecchia scuola, con una successione di curve nel settore centrale che comportano un lavoro senza sosta per gli pneumatici. Sorpassare è difficile e questo è un fattore importante da valutare quando si pianifica la strategia di gara, dal momento che la posizione in pista diventa cruciale.
Le temperature estive elevate, in aggiunta alla posizione del circuito che si trova in un anfiteatro naturale, offrono un flusso d’aria scarso: per questo motivo, sia per la componentistica interna delle monoposto sia per la tenuta fisica dei piloti, la gara ungherese è una prova molto stressante.
In passato all’Hungaroring sono state adottate diverse strategie: l’anno scorso, a causa della pioggia nelle fasi iniziali della gara, sono stati montati pneumatici full-wet e intermedi, mentre nel 2019 (con la stessa nomination di mescole, C2, C3 e C4) abbiamo assistito a strategie sia a una che a due soste, quest’ultima adottata da Lewis Hamilton che ha vinto la gara dopo un finale mozzafiato. I team possono contare su una lunga esperienza e su una grande quantità di dati per questa pista, che fa parte del calendario dal 1986.

In Formula 3 si utilizza solo una mescola per gara e in Ungheria sarà la volta della media, la stessa mescola dei pneumatici da trasporto per il trasferimento dall’Austria che verranno utilizzati nelle prove libere. Quest’anno, con tre gare per weekend, i piloti di Formula 3 hanno cinque set di pneumatici slick e due set di pneumatici wet. La mescola medium è stata selezionata per le stesse ragioni per cui nel Gran Premio di Formula 1 ci saranno le mescole centrali della gamma: questa offre un’eccellente adattabilità al tracciato tutto curve dell’Hungaroning, anche ad alte temperature. Mario Isola, Responsabile F1 e Car Racing, ha analizzato le caratteristiche della pista magiara: Per quanto riguarda i pneumatici, non ci aspettiamo particolari sorprese dall’Hungaroring, che è sempre stato una tappa fissa in calendario e che sancisce la fine della prima metà di stagione. Le caratteristiche peculiari della pista sono le curve strette in rapida successione e l’assenza di lunghi rettilinei per raffreddare le gomme, oltre alle temperature solitamente elevate. Questo rende il circuito effettivamente più impegnativo per i pneumatici di quanto potrebbe inizialmente apparire perciò, soprattutto con la soft, è possibile che sia richiesto un certo grado di gestione. Di conseguenza, la strategia migliore non è così ovvia e soluzioni differenti possono portare a ottenere tempi di gara simili nel complesso, a seconda delle circostanze individuali di gara. Ecco perché su questa pista abbiamo spesso assistito a corse avvincenti dal punto di vista tattico, con il risultato finale in forse fino all’ultimo e ingegneri chiamati a una grande sfida”.
Le pressioni minime al via per gli pneumatici slick sono 19,0 psi e 18,0 psi rispettivamente all'anteriore e al posteriore. Il limite massimo del camber è di -3,75° all'avantreno e -2,00° al retrotreno. Il programma di test per i pneumatici slick da 18 pollici per il 2022 è proseguito dopo la gara di Silverstone con Aston Martin, Haas e Red Bull. Dopo la tappa in Ungheria i test proseguiranno con Ferrari, McLaren e Mercedes, il martedì e il mercoledì successivi alla gara.

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