F1 | GP Austria 2021, analisi gara: dominio Verstappen, ottima rimonta di Sainz

Quinta vittoria stagionale e allungo in classifica per Max. Hamilton giù dal podio. Ferrari consistente sul passo gara, specialmente con l’iberico. Perez nervoso

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 05/07/2021 in Sport da Dennis Ciracì
Condividi su:
Dennis Ciracì
Verstappen trionfa coi meccanici, quinta vittoria stagionale (foto: Red Bull Racing)

Max Verstappen ha vinto il gran premio d’Austria che si è disputato ieri al Red Bull Ring, sede della nona prova iridata della stagione. Per l’olandese della Red Bull si è trattato del quindicesimo successo in carriera in F1, il quinto stagionale ed il terzo consecutivo. Per la scuderia di Milton Keynes quello di ieri è stato il quinto trionfo consecutivo, la seconda striscia più lunga della sua storia dopo le nove vittorie di fila conquistate con Sebastian Vettel nel 2013 dal Belgio al Brasile. Il nativo di Hasselt ha dominato il secondo fine settimana consecutivo che si è svolto sulla pista a Spielberg ancor più di quanto ha fatto nel gran premio della Stiria di sette giorni fa.
L’olandese ha ottenuto per la prima volta in carriera il Grand Chelem: vittoria, pole position, giro veloce e sempre in testa alla corsa.Il ventitreenne ha vinto in modo perentorio grazie a un passo inarrivabile per il resto della concorrenza. Scattato dalla prima posizione in griglia di partenza con pneumatici medi, Max ha imposto il proprio ritmo gara a partire dal quarto giro dopo che le prime tre tornate si sono svolte in regime di Safety Car a causa dell’incidente di Esteban Ocon. Nel primo stint di gara con le coperture medium C4, il leader del mondiale non è mai andato oltre l’1:09 alto nella lista dei tempi ed ottenuto il miglior passaggio in 1:08.882 alla venticinquesima tornata.
In particolare, dall 7° al 22° giro, 
Verstappen ha completato sedici passaggi consecutivi con dei crono tra l’1:09.0 e l’1:09.3 grazie ai quali ha costruito un margine di sicurezza in ottica primo pit stop. Al trentaduesimo giro, il leader della gara si è fermato ai box per montare gli pneumatici duri, riprendendo la progressione cronometrica antecedente al passaggio in pit lane. Dal 34° al 51° giro, ad eccezione di due tornate nelle quali ha dovuto eseguire dei doppiaggi, l’ex Toro Rosso ha girato sempre sul piede del dell’1:08 alto incrementando il ritmo sino al 59° giro, dove è arrivato a completare nove passaggi consecutivi tra l’1:07.9 e l’1:08.4.
Dato che ormai il vantaggio su Bottas era di circa ventisette secondi, il muretto anglo-austriaco ha deciso di chiamare ai box il proprio pilota di punta per effettuare la seconda sosta al sessantesimo passaggio, in modo da evitare eventuali problemi con le gomme degradate. Al giro successivo a all’out lap, Verstappen ha ottenuto il giro veloce in 1:06.200 per poi amministrare sino alla bandiera a scacchi con un ritmo sul piede dell’1:07 alto.
La monoposto di Milton Keynes ha ottenuto quattro successi consecutivi su quattro tracciati dalle caratteristiche differenti.
Monaco è un tracciato cittadino che esalta il grip meccanico e la precisione d’inserimento dell’avantreno. Baku è caratterizzato da lunghi rettilinei che richiedono una power unit potente e un tratto della pista in cui l’aderenza la fa da padrona. Il Paul Ricard è un tracciato costituito da chicane veloci e curve in appoggio nelle quali il carico aerodinamico è l’aspetto fondamentale per esaltare le prestazioni della vettura. Infine il Red Bull Ring, nel quale l’efficienza aerodinamica è il fattore determinante per bilanciare la velocità massima sui rettilinei e la deportanza in curva.

Per quanto riguarda le velocità di punta, la nuova specifica 2 del propulsore turbo-ibrido RA621H introdotta una settimana fa, ha dato qualche cavallo di potenza extra soprattutto grazie all’affidabilità ormai consolidata del motore nipponico. Chiaramente è impossibile quantificare il numero preciso di cavalli in più, e conseguentemente il guadagno cronometrico, ma aver migliorato l’affidabilità, il tallone d’Achille della power unit di Tokyo, consente di poter utilizzare delle mappature più spinte senza incappare in rotture.
In virtù dell’attuale superiorità tecnica della RB16B e dello straordinario momento di forma di Max Verstappen, la Mercedes deve cercare di portare a casa il maggior numero di punti possibile e farlo classificandosi davanti a Sergio Perez. Missione riuscita, con Valtteri Bottas che ha chiuso secondo e Lewis Hamilton quarto, tra i due Lando Norris. Il finnico è stato protagonista di una gara consistente, nella quale prima è riuscito a prendersi la posizione ai danni della McLaren dell’inglese e in seguito ha sopravanzato il compagno di squadra grazie all’ordine di squadra a suo favore in quanto era più veloce.
Per il trentunenne di Nastola si è trattato del suo miglior risultato stagionale dopo i quattro terzi posti ottenuti in Bahrain, Portogallo, Spagna e Stiria. Oltretutto, in ambedue i fine settimana che si sono disputati al Red Bull Ring, il finlandese è stato più veloce del compagno di box, impresa non da poco. Per il campione del mondo in carica la corsa si è improvvisamente complicata poco dopo la metà della distanza di gara. A causa di un passaggio troppo brusco sui cordoli esterni della curva 10, il sette volte iridato ha danneggiato una zona del fondo della vettura dal lato sinistro perdendo trenta punti di carico aerodinamico.
Con un ritmo gara che si è inevitabilmente alzato di qualche decimo a ogni giro, il sette volte iridato ha ceduto prima la posizione al compagno di squadra e poco dopo è stato passato da Norris in ingresso della curva 6. Per la terza volta nelle ultime cinque gare, il trentaseienne di Stevenage non è salito sul podio e il divario in classifica dal rivale e leader del campionato è salito a trentadue lunghezze di distacco. Tra le W12 E Performance si è inserita la MCL35M del ventunenne inglese. La notizia più importante per la scuderia di Woking è stata quella di aver disputato tutta la gara con un passo gara molto simile alla Mercedes.
Infatti, Norris ha chiuso a meno di due secondi di distanza dalla seconda posizione di Bottas. Senza la penalità di cinque secondi, ingiusta a mio parere, per aver portato Perez fuori traiettoria in uscita dalla curva 4 al quarto giro, l’inglese sarebbe potuto arrivare secondo. Poco male comunque, dato che si è trattato del terzo podio stagionale dopo quelli di Imola e Monaco. Quinta posizione finale per Carlos Sainz, autore di un’altra bella rimonta dopo quella di sette giorni prima sul medesimo tracciato situato in Stiria.
Lo spagnolo della Ferrari ha preso il via della corsa con gli pneumatici duri, l’unico assieme a Raikkonen a provare questa strategia. Dal 7° al 20° giro, l’iberico ha mantenuto un ritmo tra l’1:10.6 e l’1:11.3 per poi successivamente abbassare drasticamente i proprio crono sul giro. Infatti, dal 22° al 47° giro, l’iberico ha completato ventisei passaggi con tempi tra l’1:09.7 e 1:10.2 per poi effettuare la sosta alla quarantottesima tornata e rientrando in pista ottavo. Con pneumatici medi nuovi, il madrileno ha ripreso la sua progressione cronometrica. Nello specifico, tra il 53esimo e il 59esimo giro, l’ex Toro Rosso ha completato sette passaggi consecutivi sullo 1:08.1/1:08.2, grazie ai quali ha prima sopravanzato il compagno di squadra Charles Leclerc e poi Daniel Ricciardo.
Una volta eseguito il sorpasso ai danni della McLaren dell’australiano, il ferrarista si è trovato in sesta posizione distante meno di dieci secondi da Perez. Dato che il messicano avrebbe dovuto scontare una penalità proprio di dieci secondi, Sainz è stato molto bravo a girare su tempi da qualifica (1:07.762 al penultimo giro) per rimanere in quel range di distacco, chiudendo così quinto. Per il messicano della Red Bull, la gara è stata semplicemente da dimenticare e ha precluso al costruttore anglo-austriaco la possibilità di fare la prima doppietta stagionale. Sergio si è innervosito dopo l’episodio che si è verificato tra lui e Norris nel corso del quarto giro del gran premio. Alla ripartenza in seguito al regime di Safety Car, l’ex Racing Point ha provato ad attaccare la McLaren all’esterno della curva quattro.
A quel punto, Lando ha allargato la traiettoria per difendersi senza toccare la vettura del rivale e così Perez è finito nella ghiaia scalando in decima posizione. La frustrazione del messicano si è riversata sulla Ferrari di Leclerc. I due si sono trovati a duellare al 43° e al 47° ed in entrambi i casi il monegasco è stato spinto sulla ghiaia esterna rispettivamente alle curve quattro e nove. La gara in rimonta di Charles è stata compromessa da queste due manovre ai suoi danni e che sono costate a Sergio due penalità di cinque secondi addizionali sul tempo finale. La reazione del trentenne di Guadalajara è stata completamente fuori luogo, dato che ha corso in maniera troppo aggressiva sfogando la propria rabbia contro nei successivi corpo a corpo.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password