MotoGP | GP Olanda 2021, analisi gara: cinquina Yamaha

La M1 vola con Quartararo e Vinales. Terzo Mir, Marquez settimo dopo essere partito ventesimo. Amarezza Ducati con Bagnaia sesto e penalizzato e Miller ritirato

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 29/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Doppietta con Quartararo e Vinales (foto: Yamaha Monster Energy Racing Twitter)

Fabio Quartararo ha vinto il gran premio d’Olanda che si è disputato ieri pomeriggio sul tracciato situato ad Assen, sede della nona prova iridata della stagione della classe regina. Per il francese della Yamaha si è trattato del settimo successo in carriera in top class, il quarto dell’annata dopo quelli ottenuti al Losail International Circuit, Autodromo Internacional do Algarve e Mugello Circuit. Il francese ha subito sopravanzato al via il compagno di squadra che scattava dalla pole position prendendo la testa della corsa ma, nel cambio di direzione della curva 9 nel corso del giro d’apertura della corsa, è stato infilato dal rivale Francesco Bagnaia perdendo momentaneamente la vetta.
Da quel momento sino al sesto giro, la battaglia tra i due contendenti al titolo è stata serrata e caratterizzata da sorpasso e contro sorpasso all’ultima chicane fino a quando il pilota d’oltralpe non ha sopravanzato l’italiano della Ducati ufficiale all’esterno della curva 12 nel corso della sesta tornata. Quello è stata l’azione decisiva da parte del pilota classe 1999, dato che ha potuto imporre il proprio ritmo forsennato alla corsa che si era già denotato nel corso delle prove libere del venerdì mattina e nel warm up della mattinata antecedente al gran premio. Nelle quattro tornate seguenti al sorpasso su ‘Pecco’, Quartararo ha inanellato una sequenza di giri da qualifica: 1:32.897 (giro 7), 1:32.869 (giro 8), 1:32.997 (giro 9), 1:33.006 (giro 10).
Un passo gara da qualifica che gli ha consentito di aprire un distacco di sicurezza sui diretti inseguitori, garantendosi la possibilità di gestire l’usura degli pneumatici nella battute finali della corsa. La progressione cronometrica dell’ex pilota della Petronas Yamaha SRT è stata notevole anche dalla decima alla ventesima tornata, undici giri nell’arco dei quali ha mantenuto un ritmo tra l’1:32.9 e l’1:33.4 ad eccezione fatta per il giro numero diciotto nel quale ha fatto segnare un crono sull’1:33.8.
Il transalpino, è riuscito a mantenere un gap confortevole sul suo compagno di squadra Maverick Vinales, secondo al traguardo e autore di un’ottima progressione cronometrica nella fase finale della gara. Lo spagnolo, che scattava dalla prima posizione in griglia di partenza in seguito al giro da record in qualifica, ha perso tre posizioni in avvio ed è rimasto ben quindici tornate alle spalle del campione Moto2 2018 e Nakagami non potendo dare fondo all’ottimo ritmo gara che ha mostrato di avere negli ultimi dieci giri.

Infatti, una volta liberatosi del nipponico e dell’italiano, il centauro della Yamaha ufficiale ha cominciato ad accorciare, seppur di poco, le distanza dal suo compagno di squadra. Dal sedicesimo al venticinquesimo giro, l’iberico è stato il pilota più veloce in pista grazie a una progressione cronometrica nella quale ha fatto registrare tempi tra l’1:33.0 e l’1:33.4. La gara di Assen ha mostrato quanto il campione Moto3 2013 riesca ad essere veloce ma allo stesso tempo non riesca a concretizzare il suo talento a pieno il suo talento.
Alle spalle delle moto ufficiali del costruttore nipponico si è classificato Joan Mir, terzo. Per il campione del mondo in carica si è trattato del terzo podio stagionale dopo quelli ottenuti a Portimao e al Mugello. Il pilota della Suzuki è stato nuovamente protagonista di una rimonta che lo ha portato dalla decima posizione in griglia di partenza al podio. Dal terzo all’ultimo giro, il campione Moto3 2017 ha completato ogni passaggio con tempi tra l’1:33.4 e l’1:33.8. Una consistenza sul passo gara che gli ha consentito di vincere il duello per la terza posizione con Johann Zarco.
Il francese della Ducati Pramac ha chiuso in quarta posizione, riscattando la delusione del Sachsenring Circuit, gara nella quale aveva tagliato il traguardo ottavo dopo aver preso il via dalla pole position. Il transalpino è riuscito a mettersi alle spalle Miguel Oliveira, quinto. Il portoghese della KTM non è riuscito a centrare il quarto podio consecutivo dopo il 3° posto del Mugello, la vittoria di Barcellona e il 2° posto in Germania. Seppur il suo ritmo sia stato molto buono, con tornate sull’1:33.3/1:33.4 in linea coi tempi della Yamaha, il lusitano non è riuscito a trovare il guizzo vincente per sopravanzare la Desmosedici del bi-campione della Moto2.
Sesto Francesco Bagnaia, il più deluso dall’esito della corsa. Scattato dalla terza posizione, unico in qualifica a contenere il distacco dalle imprendibili M1 di Vinales e Quartararo, il pilota della Ducati ufficiale era riuscito a sopravanzare ambedue le moto nipponiche prendendosi la leadership provvisoria della corsa al primo giro. Prima posizione che ha mantenuto sino al giro numero sei, prima che subisse il sorpasso del leader del mondiale. Per il campione Moto2 2018 la gara è stata compromessa dal penalità ‘long lap penalty’ che gli è stata inflitta dai commissari per avere superato più volte i limiti della pista. Dato che il gruppo era molto compatto, quando il nativo di Chivasso ha scontato la penalità ha perso tre secondi rientrando in ottava posizione.
Una posizione l’ha subito recuperata grazie alla caduta del suo compagno di squadra Jack Miller. L’australiano è scivolato alla curva 5, sprofondando il fondo al gruppo. A causa di problemi tecnici sulla sua moto, causati dal suo errore, è stato costretto a tornare ai box, ritirandosi. Dopo aver chiuso sesto in Germania, questo passaggio a vuoto ha fatto perdere ulteriore terreno a ‘Jackass’ in ottica iridata. Per la scuderia ufficiale della Casa di Borgo Panigale il bottino finale di undici punti è molto magro e la vittoria manca dal gran premio della Francia di sei settimane fa.
Bagnaia è comunque riuscito a resistere nel finale agli attacchi di Marc Marquez e Aleix Espargaro che hanno chiuso alle spalle rispettivamente in settima e ottava posizione. Il pluri iridato della Honda è stato autore di una partenza fulminante che lo ha portato dalla ventesima posizione in griglia all’undicesima alla fine del primo giro. L’otto volte iridato è riuscito a vincere il duello finale col connazionale dell’Aprilia che lo aveva sopravanzato all’ultima chicane al penultimo giro.
Per il trentunenne di Granollers si è trattato del settimo piazzamento tra i primi dieci della stagione. La sua costanza di rendimento, unita alla costante evoluzione tecnica della RS-GP, stanno consentendo al costruttore di Noale di disputare sino adesso la miglior stagione nella classe regina dal rientro nella categoria datato 2015. Dopo nove tappe, la scuderia italiana ha già conquistato più punti della passata stagione, 65 contro i 54 della passata stagione.
Taakaki Nakagami, nono, e Pol Espargaro, decimo, hanno completato la top ten. Per il nipponico della LCR Honda si è trattata di una corsa a due facce. Nella prima parte, il giapponese è stato costantemente terzo in bagarre con Bagnaia per il secondo posto. Nella seconda parte, precisamente dalla quattordicesima tornata, la gara ha preso tutt’altra piega. Vinales e Zarco lo hanno sopravanzato, successivamente anche Mir e Oliveira si sono presi la posizione a suo discapito ed infine un lungo alla curva 1 al sedicesimo giro lo ha fatto sprofondare sino alla nona posizione finale.
Undicesimo Alex Rins, la cui gara è stata fortemente condizionata dal contatto con Zarco in ingresso della curva 10 nel quale il pilota della Suzuki è stato accompagnato verso l’esterno finendo nella ghiaia della via di fuga e rientrando ultimo. L’iberico ha preceduto Brad Binder, anonimo 12° con la KTM, e Danilo Petrucci in tredicesima posizione. Alex Marquez ha concluso la gara 14°, precedendo sul traguardo gli italiani Enea Bastianini e Lorenzo Savadori, rispettivamente della Ducati Esponsorama e dell’Aprilia.
Garrett Gerloff ha chiuso in diciassettesima posizione il suo primo gran premio in carriera in MotoGP. Lo statunitense della Petronas Yamaha SRT, che gareggia nella Superbike con la Yamaha, ha sostituito per questo fine settimana l’infortunato Franco Morbidelli. Il vice campione del mondo è stato sottoposto a un intervento chirurgico al menisco del ginocchio destro. Luca Marini ha completato la classifica col 18° posto finale. Ritirati, oltre a Miller, anche Jorge Martin, a causa di problemi di tenuta fisica, Iker Lecuona e Valentino Rossi, ambedue protagonisti di una caduta.

In Moto2, Raul Fernandez ha ottenuto il terzo successo stagionale precedendo il compagno di squadra Gardner, che ha completato la doppietta della Red Bull KTM Ajo. Alle loro spalle, le Elf Marc VDS Racing Team di Augusto Fernandez e Lowes, rispettivamente terzo e quarto. Quinto Bezzecchi, che si è messo alle spalle Ogura e Navarro. Vierge, ottavo, ha preceduto Schrotter e Vietti, rispettivamente in nona e decima posizione.
Nella Moto3, Foggia ha trionfato in seguito a una gara molto combattuta, come spesso succede nella entry class del Motomondiale.
L’italiano della Leopard Racing ha preceduto Garcia e il connazionale Fenati a completare il podio. Gran rimonta di Acosta, quarto al traguardo e in condizioni fisiche non ottimali in seguito alla rovinosa caduta di sabato mattina. Suzuki, quinto, si è messo alle spalle McPhee e Binder. Ottava posizione per Rodrigo, che preceduto Artigas e Alcoba a chiudere la classifica dei primi dieci. La quarta tappa del mondiale della MotoE ha visto trionfare Granado. Il brasiliano della One Energy Racing ha colto il secondo successo stagionale dopo quello ottenuto al Circuit Bugatti di Le Mans. Seconda posizione per il campione del mondo in carica Torres, che ha preceduto gli italiani Zaccone, terzo, e Ferrari, quarto. Tulovic ha chiuso in quinta posizione mettendosi alle spalle Casadei e Aldeguer. Ottavo Okubo, Hernandez e Pons hanno completato la top ten.

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