MotoGP, GP Olanda 2021: guida al TT Assen Circuit

La pista olandese presenta curve lente nel primo settore e curve veloci con rapidi cambi di direzioni nei successivi tratti guidati. Scopriamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La mappa del circuito di Assen (foto: MotoGP)

Il circuito, definito anche ‘l’Università del motociclismo’, è stato inaugurato nel 1926. Nel corso degli anni, la pista ha subito svariate modifiche al layout. Nella configurazione odierna, è lunga 4542 metri ed è composta da 19 curve, delle quali dodici a destra e sei a sinistra. Il rettilineo più lungo misura 950 metri, mentre quello del traguardo è di 487 metri. La larghezza della sede stradale è di 14 metri. Il record assoluto della pista appartiene a Fabio Quartararo, che nell’ultima edizione disputatasi fece registrare la pole position col crono di 1:32.017 alla media oraria di 177,6 km/h.
Il record in gara, invece, lo fece segnare Marc Marquez nell’edizione 2015 col tempo di 1:33.617 alla media oraria di 174,6 km/h. Le distanze di gara previste per ciascuna delle classi saranno le seguenti: MotoGP (26 giri, 118.1 km), Moto2 (24 giri, 109 km) e Moto3 (22 giri, 99.9 km). 
Prendendo come riferimento il video onboard camera di Andrea Dovizioso nel corso del suo giro nelle qualifiche del 2017, si possono analizzare le caratteristiche del tracciato situato in Olanda. Dalla linea del traguardo alla curva 1 vi sono circa duecento metri di distanza, prima che i piloti frenino per il punto di staccata più esigente del tracciato situato nei Paesi Bassi.
Secondo i dati forniti dalla Brembo, le MotoGP decelerano da 285 km/h a 112 km/h nello spazio di 221 metri e nell’arco temporale di 4,3 secondi. Il carico esercitato sulla leva del freno è di 5,3 kg; la decelerazione è pari a 1,5 G. Le prime quattro curve della pista olandese sono tutte verso destra. La ‘Haarbocht’ (curva 1), 112 km/h di velocità di percorrenza in terza marcia, la ‘Madijk’ (curva 2), 175 km/h in terza, la ‘Osserbroken’ (curva 3), 96 km/h in seconda e infine la curva 4, 101 km/h con la medesima marcia. Successivamente, vi è il tornate verso sinistra per la ‘De Strubben’ (curva 5).
Si tratta di una piega con un angolo di inclinazione di circa sessanta gradi da affrontare in prima marcia a soli 55 km/h. La trazione in uscita è di vitale importanza per affrontare il successivo rettilineo, nel quale le moto della classe regina sfiorano velocità di punta nell’ordine dei 300 km/h, che porta verso la veloce chicane destra-sinistra delle curve 6 (‘Ruskenhoek’) e 7. La velocità in ingresso è di 232 km/h in quinta marcia, per l’uscita i piloti scalano due marce decelerando sino a 177 km/h. Il successivo cambio di direzione porta verso la ‘Stekkenwal’ (curva 8), una destra da fare in terza velocità di a 132 km/h.
Dopodiché vi è la ‘De Bult’ (curva 9), una sinistra da affrontare in seconda a 106 km/h. In seguito, vi sono ben quattro curve verso destra in progressione dal punto di vista della velocità. Alla ‘Mandeveen’ (curva 10), da percorrere a 91 km/h in seconda marcia, seguono la ‘Duikersloot’ (curva 11), 144 km/h in terza marcia, la ‘Meeuwenmeer’ (curva 12), 207 km/h in quinta velocità e la ‘Hoge Heide’ (curva 13), 271 km/h in sesta. Successivamente alla tredici, vi è doppia sinistra delle curve 14 e 15 (‘Ramshoek’), ambedue si percorrono in quarta marcia alle rispettive velocità di 216 km/h e 165 km/h. Infine, vi è la chicane conclusiva destra-sinistra-destra delle curve 16 (‘Geert Timmer Bocht’), 17 e 18. L’ingresso è caratterizzato da una velocità al punto di corda di 93 km/h in seconda marcia, l’uscita è in accelerazione a 181 km/h in terza.

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