F1 | GP Francia 2021, analisi gara: Red Bull impeccabile, tracollo Ferrari

L’olandese della Red Bull è stato protagonista di una gara perfetta, così come il muretto. Perez, terzo, si è interposto tra le Mercedes. Fuori dai punti Sainz e Leclerc

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen al terzo trionfo stagionale (foto: F1 Twitter)

Max Verstappen ha vinto il gran premio della Francia che si è disputato ieri pomeriggio presso il tracciato di Le Castellet. Per l’olandese della Red Bull si è trattato del tredicesimo trionfo in carriera in Formula Uno, il terzo dell’annata dopo quelli all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola e al Circuit du Montecarlo a Monaco. Il ventitreenne di Hasselt è scattato dalla pole position, ma ha subito perso la leadership provvisoria della corsa a favore del rivale Lewis Hamilton a causa di un errore alla chicane ‘S de Verriere’ tra curva uno e due. Da quel momento sino al primo pit stop, la gara ha visto il campione del mondo in carica fare l’andatura con un margine di circa 2/3 secondi su Max e di 5 sul compagno di squadra Valtteri Bottas.
Al diciottesimo giro c’è stato il momento decisivo della corsa. La Mercedes ha fermato il finlandese per provare l’undercut sulla Red Bull numero 33 con pneumatici duri nuovi. Il muretto anglo-austriaco ha risposto chiamando Max ai box il giro successivo. La scuderia di Milton Keynes è riuscita a far rientrare il proprio pilota di punta nuovamente davanti al finlandese, annullando l’undercut degli strateghi di Stoccarda. A quel punto, 20° giro, il muretto tedesco ha chiamato il sette volte campione del mondo ai box per passare dalle gomme a mescola media a quelle a mescola dura. Nel frattempo però, la RB16B di Verstappen stava facendo segnare dei micro-settori da record nell’ultimo tratto della pista transalpina e quando Lewis è uscito dalla pit lane si è visto sorpassare all’interno dalla monoposto anglo-austriaca del rivale all’interno della curva 1.
Prima dei pit stop, il distacco tra il pluri iridato è Max era di 2,8 secondi. Questo fa capire quanto la monoposto di Milton Keynes sia in grado di portare subito nella giusta finestra di utilizzo le coperture. Questo fattore, unito al giro out da record del pilota classe 1997, hanno consentito all’ex Toro Rosso di prendersi la testa della gara davanti alle due W12 E Performance di Hamilton e Bottas. I successivi dieci giri sono stati da qualifica per i primi tre: le due Mercedes hanno seguito come un’ombra Verstappen e questo ha causato un grande stress ai pneumatici hard. Con la temperatura del tracciato sotto il 30 gradi, il graining ha cominciato ad accentuarsi sul battistrada, soprattutto sull’anteriore sinistra. Inoltre, dato l’elevato ritmo della corsa, anche l’usura si stava incrementando, conseguentemente sarebbe stato molto complicato arrivare alla fine della gara con quel set di hard C2.
A scanso di equivoci, al giro numero 33 l’olandese è rientrato ai box per effettuare la seconda sosta montando pneumatici medi. Così facendo, la Red Bull ha voluto replicare quanto la Mercedes ha fatto ai loro danni in Ungheria due anni fa e in Spagna quest’anno. Con un compound più performante e fresco, l’obbiettivo della strategia era quello di mettere la prima guida nelle condizioni di avere una progressione cronometrica che lo portasse prima a raggiungere e poi a sorpassare Valtteri e Lewis.
Nelle prime tornate, Verstappen ha guadagnato costantemente tra il secondo e due secondi e giro su ambedue le vetture tedesche. Col passare dei giri, complice il graining sulle gomme medie, il vantaggio cronometrico sul giro è diminuito ma anche il distacco da Bottas ed Hamilton. Al 44° giro, Max ha raggiunto e sorpassato all’interno della curva Signes la Mercedes numero 77, gettandosi all’inseguimento del leader. All’inizio del penultimo giro, i due contendenti si trovano separati da pochi decimi di secondo con l’olandese in zona DRS. Sul rettilineo del Mistral, Max ha attaccato all’interno Lewis prendendosi nuovamente la testa della corsa e involandosi verso la vittoria. Il pluri iridato ha chiuso alle sue spalle, precedendo Sergio Perez che nel frattempo aveva sopravanzato Bottas che oramai aveva le gomme finite.
Il messicano, reduce dalla vittoria di tappa in Azerbaijan, ha conquistato il secondo podio consecutivo al termine di una corsa consistente caratterizzata da un’impeccabile gestione delle mescole, sia medie sia dure. L’ex Racing Point ha seguito una strategia improntata sul singolo pit stop, allungando lo stint iniziale con le C3 per poi passare alle C2. Mossa che si è rivelata azzeccata, dato il trentenne di Guadalaja è riuscito ad interporsi tra le due W12 sorpassando l’ex Williams all’esterno della curva Signes a sei giri dal termine. Il trentunenne di Nastola ha preceduto sul traguardo le McLaren di Lando Norris e Daniel Ricciardo, rispettivamente quinto e sesto. Le monoposto di Woking, che a inizio gara occupavano la decima e l’undicesima posizione, sono venute fuori nell’arco della distanza di gara. Sia il britannico sia l’australiano hanno cominciato a rimontare posizioni sino a concludere alle spalle delle irraggiungibili Red Bull Mercedes.
Per il costruttore inglese si è trattato di un gran risultato dato che, grazie al bottino complessivo di 18 punti, è riuscito a riprendersi la terza posizione provvisoria nel mondiale costruttori ai danni della Ferrari, che ha visto ambedue le vetture classificarsi fuori dalla zona punti. Non vi è solamente la battaglia per il terzo tra le due scuderie leggendarie ad animare la classifica del mondiale costruttori, ma anche la lotta al quinto posto. In questo senso, è stata l’AlphaTauri a uscire vincitrice dalla tappa transalpina. La Scuderia di Faenza ha chiuso in settima posizione con Pierre Gasly, precedendo l’Alpine di Fernando Alonso, ottavo, e le Aston Martin di Sebastian Vettel e Lance Stroll, rispettivamente 9° e 10°.
Per lo spagnolo è stata una gara a due facce. Nella prima parte, l’eccessivo degrado delle gomme medie nel finale dello stint ha cominciato a far perdere ritmo e posizioni allo spagnolo, tanto da scivolare fuori dalla zona punti. Nella seconda parte, invece, le mescole dure si sono rivelate molto più efficienti e l’iberico è stato protagonista di una buona progressione sui tempi sul giro che lo ha portato a chiudere a meno di due secondi di distacco dalla sesta posizione alla bandiera a scacchi. La A521 sfrutta meglio le coperture più dure, fattore che si era già denotato nella rimonta del bi-campione del mondo all’Autodromo Internacional do Algarve a Portimao.
Solamente undicesima la prima delle Ferrari, quella di Carlos Sainz. Per la Scuderia di Maranello il fine settimana d’oltralpe è da dimenticare, dato che l’iberico è stato quasi doppiato mentre il suo compagno di squadra Charles Leclerc ha chiuso sedicesimo a un giro di distacco. Ambedue le SF21 hanno subito un precoce alto degrado delle mescole dure, perdendo un paio di decimi a ogni giro e regredendo di posizioni in classifica.
Al monegasco è andata anche peggio, dato che si è dovuto fermare ai box una seconda volta in quanto le coperture dure era già finite dopo poco più di quindici tornate. Quella di ieri è stata una delle peggiori gare del Cavallino Rampante negli ultimi anni, tanto che è sembrato di vedere in azione la vettura della passata stagione. Dodicesimo George Russell che, grazie a questo risultato, è riuscito a portare la Williams davanti alla Haas nella classifica del mondiale costruttori.
Il britannico ha preceduto l’AlphaTauri di Yuki Tsunoda e l’Alpine di Esteban Ocon, ambedue autori di un weekend sottotono. In particolar modo, il debuttante nipponico ha pregiudicato il tutto con l’errore nel Q1 che gli è costato la partenza dai box. 
Quindicesimo Antonio Giovinazzi, che ha preceduto sul traguardo il campione F2 2017 e il compagno di squadra dell’Alfa Romeo Kimi Raikkonen. Hanno completato la classifica la Williams di Nicholas Latifi, 18°, e le Haas di Mick Schumacher e Nikita Mazepin, in penultima e ultima posizione.

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