MotoGP | GP Catalunya 2021, analisi gara: direzione gara assente sul caso Quartararo

Nella gara vinta dalla KTM di Oliveira, fa discutere la mancata esposizione della bandiera nera al pilota della Yamaha ufficiale che ha guidato nel finale con la tuta aperta

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 08/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Fabio Quartararo con la tuta aperta, una situazione molto pericolosa (foto: MotoGP Twitter)

Miguel Oliveira ha vinto il gran premio della Catalunya che si è disputato domenica sul tracciato che sorge nelle vicinanze della città di Barcellona, sede del settimo appuntamento iridato della classe regina. Il portoghese ha centrato il terzo successo in carriera in MotoGP, dopo quelli ottenuti in Stiria e in Portogallo la passata stagione, il primo dell’annata in corso. La KTM ha portato in occasione della tappa al Mugello Circuit un nuovo telaio che trasformato completamente la RC16. Dopo l’ottimo 2020, all’inizio di questo mondiale la moto era in piena crisi tecnica con una notevole involuzione rispetto all’anno scorso. Il nuovo telaio ha portato linfa vitale alle ambizioni del costruttore tedesca ed ha rivitalizzato la competitività della moto.
Sono saliti sul podio, assieme al pilota lusitano,
Johann Zarco e Jack Miller. Il transalpino della Ducati Pramac ha colto il quarto podio stagionale, con altrettanti secondi posti, dopo quelli ottenuti nelle due tappe inaugurali al Losail International Circuit in Qatar e al Circuito Bugatti in Francia. Il bi-campione della Moto2, ad eccezione della caduta di Portimao mentre era in seconda posizione, la costanza di rendimento del francese si sta rivelando il fattore chiave per continuare ad ambire al titolo iridato.
L’australiano della Ducati ufficiale ha portato altro fieno in cascina concludendo in terza posizione. ‘Jackass’, dopo un complicato avvio nel trittico delle gare in Medio Oriente e in Portogallo, ha trovato la quadratura del cerchio. Complice anche l’intervento all’avambraccio destro per risolvere la sindrome compartimentale della quale ha sofferto, le sue prestazioni sono nettamente migliorate da Jerez in poi. Ai piedi del podio,
Joan Mir e Maverick Vinales, rispettivamente quarto e quinto. Il campione del mondo della Suzuki è riuscito nuovamente a rimontare dopo essere scattato dalla decima posizione in griglia.
Questa volta, però, dopo essere stato a lungo in zona podio, nella seconda metà di gara ha cominciato a perdere ritmo venendo passato dalle Ducati. Solitamente, è proprio nella seconda metà del gran premio che il pilota spagnolo fa la differenza riuscendo a essere costantemente il più veloce in pista. La Suzuki questo fine settimana ha potuto contare solo su Mir, dato
Alex Rins si è infortunato al braccio destro nei giorni successivi alla tappa toscana in seguito a una caduta mentre si stava allenando in bici ed è stato costretto a saltare l’appuntamento catalano. Sottoposto con successo all’intervento chirurgico per ricomporre la frattura al radio, escluse dalla TAC altre complicanze dovute al trauma cranico accusato dopo la caduta, tornerà per il gran premio della Germania in programma il prossimo 20 giugno.
Il campione Moto3 2017 ha preceduto il suo connazionale della Yamaha, protagonista di una buona gara ma nuovamente giù dal podio. Al ventiseienne di
Figueres manca sempre quel qualcosa per riuscire a fare la differenza e agguantare risultati migliori. Domenica controversa per il suo compagno di squadra e leader del mondiale Fabio Quartararo. Il pilota dall’oltralpe aveva chiuso terzo, ma ha subito due penalità da 3 secondi lo hanno retrocesso in sesta posizione.
La prima gli è stata inflitta per non aver rispettato i limiti della pista in seguito a un’uscita nella via di fuga alla curva 1, la seconda per aver guidato con la tuta
aperta. Il secondo caso è quello più eclatante e messo a nudo la totale assenza della direzione gara in situazioni delicate e estremamente pericolose come in quel frangente della corsa. Negli ultimi giri della corsa, al pilota della Yamaha ufficiale gli è si completamente aperta la tuta e una protezione (parapetto o paracostole) è anche volata via alla curva 3.
Date le alte velocità, sopratutto sul rettilineo finale nel quale le moto della classe regina raggiungono i 350 km/h, e quanto successo al Mugello con il decesso del giovane Jason Dupasquier in Moto3,
la direzione gara avrebbe dovuto esporre immediatamente la bandiera nera a Quartararo. Invece, Fabio è andato avanti per circa 5 giri in quelle condizioni. Se un detrito lo avesse colpito sul petto, o peggio ancora in caso di caduta, oggi staremo qui a piangere un’altra scomparsa.
Averlo lasciato gareggiare non solo ha esposto lui stesso a una serie di eventuali situazioni molto pericolose, ma in automatico vuol che i piloti non vengono tutelati dalla direzione gara stessa. La penalità di tre secondi finale è semplicemente senza senso, ci voleva bandiera nera non appena si è verificato l’inconveniente.
Sul caso è intervenuta anche l’Alpinestars, azienda fornitrice di tute e materiale tecnico da corsa per motociclisti, che tramite dei comunicati diramati su Twitter ha fatto luce sull’accaduto dopo le prime analisi.
Successivamente alla gara della MotoGP di domenica a Barcellona, il team Alpinestars Racing Development ha avviato un’indagine sull’integrità della tuta da corsa di Fabio Quartararo. Dopo una prima analisi post-gara effettuata nel camion Alpinestars Racing Development situato nel paddock della MotoGP, il team ha rilevato che la tuta era in condizioni di normale funzionamento, con tutte le cerniere e le chiusure perfettamente funzionanti. Inoltre, tutti i componenti della tuta, compreso il sistema airbag Tech-Air, erano integri e perfettamente funzionanti. Questa è solo una prima valutazione, che sarà ulteriormente approfondita una volta che la tuta sarà nel laboratorio Alpinestars presso la sede di dell’azienda, per condurre tutti i test e le analisi per capire meglio la causa di ciò che è successo. Il Tech-Air Airbag System non si è aperto nel corso della gara, ha funzionato come previsto, non essendoci una situazione di incidente”.
Il risultato finale di Quartararo, consente a Francesco Bagnaia di perdere molti meno punti rispetto al rivale al titolo. Il pilota della Ducati ufficiale ha chiuso solamente settimo dopo essere partito nono in seguito a una qualifica complicata. L’italiano campione del Moto2 2018 ha vissuto due difficili gare in Catalunya e in Toscana ed è chiamata al riscatto nella prossima tappa al Sachsering per rilanciare le sue ambizioni iridate dopo aver perso terreno negli ultimi due appuntamenti.
Il ducatista si è messo alle spalle la KTM di Brad Binder, ottavo, i connazionali Franco Morbidelli e Enea Bastianini, rispettivamente 9° e 10°. Il vice campione del mondo della Petronas Yamaha SRT è tornato tra i primi i dieci dopo i due sfortunati sedicesimi posti del Mugello e di Le Mans. Per il debuttante della Ducati Esponsorama, campione del mondo in carica Moto2, si è trattato del secondo arrivo in top-10 stagionale dopo quello ottenuto nella gara d’apertura in Qatar.

Alex Marquez ha chiuso in undicesima posizione con la LCR Honda, precedendo il rookie Luca Marini e il compagno di squadra Taakaki Nakagami. Jorge Martin, quattordicesimo e al rientro dopo oltre un mese di assenza a causa dell’infortunio dovuto alla caduta a Portimao, ha preceduto l’Aprilia di Lorenzo Savadori, ultimo. La gara catalana ha fatto registrare alcune cadute eccellenti tra le quali le Honda ufficiali di Marc Marquez e Pol Espargaro, l’Aprilia di Aleix Espargaro e la Petronas Yamaha SRT di Valentino Rossi.

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