F1 | GP Azerbaijan 2021, analisi prove libere: Red Bull in vetta poi le Ferrari

Perez primo precede Verstappen. Mercedes fuori dai primi dieci, in difficoltà nel sfruttare la corretta finestra di utilizzo degli pneumatici. Alpine e AlphaTauri in top ten

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 04/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Il retrotreno della RB16B (foto: Red Bull Twitter)

Sergio Perez ha ottenuto la miglior prestazione al termine della seconda sessione di prove libere che si è disputata oggi pomeriggio al Baku City Circuit, sede del sesto appuntamento iridato della stagione. Il messicano della Red Bull ha fermato il cronometro sull’1:42.115, facendo registrare la miglior prestazione complessiva pur non avendo ottenuto il miglior parziale in nessuno dei tre settori della pista. Questo testimonia quanto sia bilanciata la RB16B, vettura con una configurazione aerodinamica molta scarica molto simile a quella di Spa-Francorchamps. Il team di Milton Keynes ha adottato questa specifica di assetto per massimizzare la velocità di punta nei settori uno e tre, tratti del tracciato che esaltano la potenza della power unit.
Nel settore centrale la monoposto anglo-austriaca si sposa perfettamente con le caratteristiche tecnica del circuito cittadino azero: grip meccanico nella curve lente, trazione in uscita dalle curve, precisione all’avantreno nei cambi di direzione nella zona del castello. Max Verstappen, secondo, ha completato l’uno-due della Red Bull. Il leader del mondiale si è fermato a solo un decimo dal tempo del compagno di box. Anche nella simulazione del passo gara con pneumatici a mescola soft, il delta cronometrico tra i due è stato di circa un decimo . L’olandese è stato costantemente sul passo dell’1:46.4/1:46.5, il messicano sull’1:46.5/1:46.6.
Turno pomeridiano positivo anche per la Ferrari: Carlos Sainz, terzo, ha preceduto Charles Leclerc, quarto. Lo spagnolo, così come a Montecarlo, si è trovato perfettamente a proprio su un circuito cittadino sin dalle prime fasi del turno mattutino. L’iberico ha accusato un distacco poco oltre il decimo di secondo dal leader di giornata, mostrando anche un passo gara migliore nella gestione degli pneumatici a mescola media rispetto al suo compagno di squadra. Il monegasco è stato protagonista di un incidente in frenata alla curva 15 dopo aver bloccato il pneumatico anteriore destra in discesa, con conseguente impatto contro le barriere nel quale ha rotto l’alettone anteriore.
Un incidente di percorso che non ha avuto risvolti negativi né sulla vettura né sul programma di lavoro odierno della Scuderia di Maranello. Il campione F2 2017 non è stato sui livelli del compagno di squadra né nella simulazione qualifica né nella simulazione gara. In particolar modo nel long-run con le coperture medie C4, il ferrarista ha accusato un degrado accentuato con questa tipologia di pneumatici. Nulla di preoccupante, ma sicuramente un aspetto sul quale dovrà lavorare con i tecnici per trovare la quadratura del cerchio in ottica gara.
Alle spalle delle SF21, ci sono Pierre Gasly, quinto, e Fernando Alonso, sesto. Il francese dell’AlphaTauri, reduce dall’ottima prestazione di Monaco col sesto posto finale, sta mostrando le buone qualità tecniche della AT01. La monoposto faentina, dopo il passaggio a vuoto di Portimao e le difficoltà in Catalogna, sta confermando quanto di positivo si era visto sin dai test pre-stagionali in Bahrain. Buona sessione anche per il due volte iridato dell’Alpine, reduce da due gare negative a Barcellona e Monaco. Lo spagnolo si è fermato a mezzo secondo dal miglior crono della Red Bull numero 11, un distacco contenuto e sulla falsa riga di quanto si era visto nel venerdì all’Autodromo Internacional do Algarve.
Anche nella simulazione del long-run, il ritmo stato molto costante con pneumatici morbidi C5, con riscontri cronometrici tra l’1:47.6 e l’1:47.9 nell’arco dei tredici giri percorsi con queste specifiche. Settimo Antonio Giovinazzi, davanti a Lando Norris, ottavo. L’italiano dell’Alfa Romeo ha preso subito confidenza col tracciato cittadino di Baku, iniziando il fine settimana col piede giusto in egual misura di quanto si era visto tra le stradine del Pricipato. Il tracciato azero esalta il pilota salentino, che nel 2016 vinse ambedue le gare in GP2, ma anche la Casa del Biscione. Nel 2019, ambedue le C39 si qualificarono tra i primi dieci. Esteban Ocon, nono, e Yuki Tsunoda, decimo, hanno completato la top ten.
Solamente undicesimo Lewis Hamilton. Il britannico della Mercedes non è andato oltre l’1:43.156, crono oltre un secondo più lento rispetto al leader Perez. La scuderia tedesca ha probabilmente svolto un programma di lavoro differente rispetto alla concorrenza e diverso anche dal ‘classico’ venerdì. A giudicare dai crono sia del pluri iridato sia di Valtteri Bottas, oggi 16°, la casa di Stoccarda si è concentrata maggiormente sulla comprensione degli pneumatici in ottica girando forse con un carico di carburante maggiore anche nella simulazione qualifica. Anche perché è difficile pensare che la W12 E Performance sia in difficoltà a tal punto da essere fuori dai primi dieci accusando distacchi superiori al secondo.
Probabilmente la mappatura della power unit è stata conservativa, un fattore che incide molto su un layout che presenta lunghi tratti che richiedono velocità di punta, in particolar modo nel terzo settore. L’altro fattore, che già si era evidenziato a Monaco, è che la monoposto di Stoccarda non riesca a trovare il giusto working range per sfruttare la finestra di utilizzo delle mescole più morbide della gamma Pirelli porate in occasione dell’evento azero. Infatti, sia Hamilton sia Bottas hanno effettuato due giri di riscaldamento prima di iniziare il giro veloce. Nella simulazione del passo gara con le coperture medie, il britannico è stato molto consistente, coprendo una distanza di circa dieci giri sul piede dell’1:47.0.
Dodicesimo Kimi Raikkonen, davanti a Daniel Ricciardo. L’australiano della McLaren ha concluso in tredicesima posizione la seconda sessione di libere, distante nuovamente sette decimi dal compagno di box. Trattandosi di libere, e di conseguenza dati e risultati sono da prendere con le pinze dato che non si è a conoscenza di mappature motore utilizzate e carichi di benzina, bisognerà attendere le qualifiche di domani per vedere se Monte Carlo sia stato un incidente di percorso o un campanello d’allarme.
Alle spalle dell’ex Renault, vi sono le Aston Martin di Lance Stroll e Sebastian Vettel, rispettivamente 14° e 15°. Le AMR21, ambedue reduci dal piazzamento a punti nella tappa monegasca conclusa dal canadese in ottava posizione e dal tetra campione del mondo in quinta, proveranno a replicare quelle performance sul tracciato cittadino di Baku. Chiaramente si tratta di due tracciati di natura differenti seppur entrambi siano siti in città, ma anche nelle prove libere del giovedì il costruttore britannico non sembrava in palla salvo poi ottenere il primo doppio piazzamento a punti della stagione.
Alle spalle del finnico della Mercedes, c’è George Russell in diciassettesima posizione. Il britannico della Williams, la cui impresa di portare domani nel Q2 la FW43 sembra più ardua che mai, ha preceduto le Haas dei debuttanti Nikita Mazepin e Mick Schumacher, rispettivamente 18° e 19°. Da menzionare il crono del russo, mezzo secondo più veloce del compagno di squadra e campione F2 in carica. Dopo un difficile periodo di adattamento iniziale, caratterizzato da svariati fuori pista e testacoda, il ventiduenne di Mosca sembrerebbe aver cambiato passo da Montecarlo. Ha chiuso la classifica dei tempi Nicholas Latifi, ultimo. Il canadese della Williams è stato costretto anzitempo ad alzare bandiera bianca a causa di un’avaria alla power unit Mercedes della sua monoposto alla curva 15 che ne ha causato l’esposizione della bandiera rossa.

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