F1 | GP Monaco 2021, analisi gara: Verstappen trionfa, Ferrari a due facce

L’olandese della Red Bull nuovo leader del mondiale, mentre per Hamilton è stato un weekend da dimenticare. Leclerc non ha preso parte alla gara, Sainz a podio

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/05/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen primo nel mondiale (foto: Jean Todt Twitter)

Max Verstappen ha vinto la settantottesima edizione del gran premio di Monaco che si è disputato ieri al Circuit de Monaco, sede del quinto appuntamento iridato stagionale. Per l’olandese della Red Bull si tratta del dodicesimo trionfo in carriera, il secondo dell’annata e il primo lungo le stradine del Principato. Grazie a questa vittoria, il ventitreenne di Hasselt è diventato il nuovo leader del mondiale piloti per la prima volta da quando ha debuttato in Formula Uno. L’ex Toro Rosso è stato autore di una gara consistente, senza la men che minima sbavatura e di un’accurata gestione degli pneumatici sia a mescola soft sia a mescola hard.
Per la RB16B numero 33, la gara si è incanalata nella giusta direzione ancor prima del via grazie alla non partecipazione al gran premio di Charles Leclerc. Il monegasco della Ferrari, che aveva ottenuto la pole position, ha avvertito problemi al cambio, rimasto bloccato, mentre stava entrando nel tunnel nel corso del giro che lo stava portando in griglia di partenza. Il grave inconveniente tecnico potrebbe essere una diretta conseguenza dell’incidente di sabato in qualifica da parte del ferrarista. Nel corso del suo secondo giro nel Q3, nel tentativo di migliorare il proprio crono mentre era in prima posizione, l’idolo di casa è andato a sbattere in uscita dalla curva 16 dopo aver rotto il braccetto dello sterzo al punto di corda della curva 15. Non avendo più direzionalità all’avantreno, il pilota del Cavallino Rampante ha impattato diagonalmente alle barriere dal lato destro, distruggendo l’anteriore vettura. Sin da subito c’è stata preoccupazione nel box Ferrari per eventuali danni alla componentistica interna alla monoposto che, in caso di sostituzione di alcuni elementi, avrebbe comportato una penalità in griglia di partenza. Per scongiurare questa ipotesi, i meccanici hanno fatto tutti i controlli nel post qualifiche, e oltre, e domenica mattina è arrivata la conferma da parte della Scuderia di Maranello che la scatola del cambio non sarebbe stata sostituita sulla vettura numero 16.
Ma, circa mezz’ora prima della partenza della gara, la doccia fredda per tutto il mondo ferrarista e non solo: la SF21 di Leclerc accusa un problema al semiasse posteriore sinistro e così sfuma, non solo il sogno di vincere una gara prestigiosa come Monaco, ma anche la possibilità di partecipare alla gara stessa. Per il costruttore italiano si è trattata di una domenica a due facce. La delusione per quanto successo alla vettura del campione F2 2017 è stata parzialmente ‘oscurata’ dal secondo posto finale di Carlos Sainz. Per l’iberico questo è il primo podio al volante della Rossa, il terzo in carriera dopo quelli conquistati a Monza 2020 e San Paolo 2019 con la McLaren.
Con la piazza d’onore finale, lo spagnolo ha suggellato un fine settimana pressoché perfetto e che lo ha visto sempre protagonista ai vertici della classifica in ogni sessione. Resta, forse, il rammarico di non essere riuscito a partire più avanti in griglia di partenza a causa dell’esposizione del bandiera rossa a 31 secondi dalla fine che ha sancito la fine delle qualifiche anzitempo. Il pilota madrileno ha approfittato del ritiro di Valtteri Bottas per passare dalla terza alla seconda posizione nel valzer dei pit stop. Il finnico della Mercedes è stato costretto ad alzare bandiera bianco mentre era fermo al cambio gomme a causa della rottura del dado del pneumatico anteriore destro che non ha consentito ai meccanici di poter cambiare il pneumatico.
Per il finlandese è il secondo zero stagionale dopo quello di Imola per colpe non sue, la sfortuna non lo abbandona mai. Ha completato il podio Lando Norris, terzo con la McLaren. Il britannico sta disputando sino a qui una stagione superlativa sia in termini di performance sia dal punto di vista della maturità. Per avere appena ventun anni, l’inglese si sta dimostrando costante e poco incline all’errore, ed è riuscito a riportare la scuderia di Woking sul podio del Principato dieci anni dopo l’ultima volta. Il talento classe 1999 è riuscito a guidare oltre il potenziale della MCL35 salvando il bilancio della scuderia in ottica terzo posto mondiale costruttori, data la superiorità della monoposto di Maranello a Montecarlo.
Oltretutto sta ampiamente vincendo il confronto interno col nuovo compagno di squadra Ricciardo. In particolar modo, nell’arco del fine settimana monegasco la differenza tra i due è stata notevole sia sul giro secco sia sul passo gara, dato che l’australiano è stato addirittura doppiato al giro numero 53. Buona rimonta da parte di Sergio Perez, quarto al traguardo dopo essere scattato dalla nona posizione. Il messicano della Red Bull è riuscito a rimontare sino a sfiorare il podio dopo un sabato da dimenticare, nel quale ha accusato un distacco di ben un secondo sul giro da parte del compagno di squadra.
La strategia del muretto anglo-austriaco unita all’impeccabile gestione degli pneumatici morbidi da parte dell’ex Racing Point nel primo lungo stint di gara con le mescole morbide, hanno consentito alla RB16B numero 11 di recuperare posizioni nell’arco della distanza di gara. Grazie anche al recupero di Sergio, la scuderia di Milton Keynes ha portato a casa un bottino di ben trentasette punti che le consente di balzare in vetta alla classifica del mondiale costruttori per la prima volta nell’era turbo-ibrida. Da elogiare, oltre alle prestazioni dei sopracitati, anche Sebastian Vettel. Il tedesco dell’Aston Martin ha portato la AMR21 tra i primi dieci in qualifica e al quinto posto finale in gara al termine di una corsa magistrale sia da parte sua sia del box.
Effettuare l’overcut era chiave di lettura in ottica strategia per tentare di guadagnare posizioni nelle concitate fasi dei pit stop. Mossa strategica che il tetra campione del mondo e il costruttore britannico hanno eseguito alla perfezione ai danni di Pierre Gasly e Lewis Hamilton. Il campione del mondo in carica della Mercedes è stato il primo a fermarsi dei tre, seguito dal francese mentre Vettel è rimasto in pista aumentando il proprio passo gara non avendo nessuno davanti. Una volta effettuata la sosta i box, impeccabile il lavoro dei meccanici Aston Martin, Sebastian è rientrato davanti ad ambedue i rivali e volando verso i primi dieci punti stagionali.
Per quanto riguarda il transalpino dell’AlphaTauri il fine settimana monegasco è stato da incorniciare grazie al sesto posto finale, mentre per il sette volte iridato è stato diametralmente opposto. Questo è stato sicuramente uno dei weekend più difficili dal 2014 per il campione inglese, che ha sempre faticato a trovare ritmo sin dalle prime prove libere del giovedì. Il settimo posto finale, al termine di una gara che lo ha visto spesso lamentarsi via radio, è un passo falso che costa al pilota della Mercedes la leadership del mondiale, dato che è stato scavalcato da Verstappen.
Chiudono la top ten Lance Stroll, ottavo e che così ha completato il primo doppio piazzamento a punti dell’Aston Martin in stagione, Esteban Ocon, nono, e Antonio Giovinazzi, decimo. Il francese dell’Alpine ha subito un crollo verticale delle prestazione dei propri pneumatici hard dal 48° giro e ha tenuto dietro non solo l’italiano dell’Alfa Romeo, ma anche Kimi Raikkonen (11°), Daniel Ricciardo (12°) e Fernando Alonso (13°). Per far capire quanto sia stato lento il ritmo del pilota d’oltralpe, basta fare un confronto diretto col suo compagno di squadra: al 46° giro Ocon aveva un margine di oltre mezzo minuto su Alonso, che nel mentre si era fermato ai box per montare le coperture morbide, mentre al traguardo era di appena tre secondi.

Alle spalle dello spagnolo dell’Alpine si sono classificate le Williams di George Russell, quattordicesimo, e Nicholas Latifi, e l’AlphaTauri di Yuki Tsunoda, sedicesimo. Per il debuttante nipponico prosegue il momento di difficoltà dopo l’ottimo debutto della gara inaugurale che si è disputata al Sakhir International Circuit in Bahrain. Chiudono la classifica le Haas di Nikita Mazepin e Mick Schumacher, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo.

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