F1 | GP Monaco 2021, analisi prove libere: Ferrari in grande spolvero

Leclerc leader precede Sainz e i contendenti al titolo Hamilton e Verstappen, scontento della RB16B. McLaren a due facce, bene Alfa Romeo soprattutto con Giovinazzi

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 20/05/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Charles Leclerc leader di giornata (foto: Scuderia Ferrari Twitter)

Le vetture della Scuderia di Maranello hanno chiuso al comando la seconda sessione di prove libere che si è disputata oggi pomeriggio al Circuit de Monaco, sede del quinto appuntamento iridato della stagione. Charles Leclerc, idolo di casa, ha ottenuto la miglior prestazione davanti al compagno di squadra Carlos Sainz. Per il monegasco, la giornata non è iniziata nel migliore dei modi. In mattinata, dopo circa cinque minuti dall’inizio della prima sessione di prove libere, il campione F2 2017 è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Mentre era nel suo giro veloce, la vettura ha avuto un problema tecnico alla trasmissione mentre stava accelerando nell’ingresso del tunnel che dalla Portier porta alla Nouvelle Chicane.
Nello specifico, quando ha cambiato marcia, dalla terza è passato direttamente alla quinta. L’inconveniente tecnico alla quarta velocità del cambio è stato comunque abbastanza grave, dato che il nativo del Principato è stato costretto a saltare quasi sessanta minuti di prove. Nonostante questo disguido tecnico, nel turno pomeridiano il ferrarista ha fatto registrare la miglior prestazione. Da sottolineare come, e questa potrebbe essere la chiave di lettura in ottica qualifica, il pilota del Cavallino Rampante abbia ottenuto il miglior crono nel secondo giro veloce.
Su questo tracciato, data la bassa usura degli pneumatici, si può effettuare un giro di riscaldamento prima di provare il time attack e successivamente un cool down lap o double cool down lap per poi ritentare il giro. Sainz, secondo, completa la prima fila virtuale della Ferrari. L’iberico ha mostrato un gran passo con gli pneumatici a mescola sia media sia dura in ambedue i turni, a testimonianza del feeling che ha con le stradine del Principato e soprattutto con la SF21. Il periodo di adattamento iniziale con la nuova monoposto sembrerebbe ormai concluso a giudicare il ritmo odierno dello spagnolo.
Sulla prestazione sul giro secco, l’ex McLaren potrebbe trovare ancora quei centesimi extra per avvicinare ulteriormente il compagno di box, seppur il distacco tra i due sia solo di 112 millesimi. Dal punto di vista dei long run, il ventisettenne madrileno ha coperto una distanza complessiva tra PL1 e PL2 di oltre sessanta giri, candidandosi a essere uno dei protagonisti del fine settimana monegasco. L’unica sbavatura, che comunque non ha condizionato il programma di lavoro odierno, è stata la toccata con le barriere all’uscita dalla curva 16.
La Ferrari numero 55 ha preceduto i due contendenti all’iride, Lewis Hamilton e Max Verstappen. Il britannico della Mercedes ha chiuso in terza posizione staccato di quasi quattro decimi dal leader di giornata. Anche il pluri iridato, così come Leclerc, si è migliorato nel secondo tentativo e, dato che non si è a conoscenza delle mappature motore utilizzate e del carico di carburante imbarcato, difficilmente è possibile capire se la W12 E Performance sia più veloce della rivale RB16B. La monoposto di Milton Keynes, per ora, non è stata né al livello della vettura di Stoccarda né tanto meno a quella di Maranello.
A sottolineare questo aspetto ci ha pensato l’olandese, oggi quarto, ai microfono di Sky Sport Italia al termine delle PL2: “non siamo veloci, anzi siamo lenti e non poco – ha esordito amaro Verstappen – in tutti e tre i settori dobbiamo trovare velocità, cosa che gli altri sono già riusciti a fare a differenza nostra. Siamo distanti e per giunta non ho nemmeno avuto ottime sensazioni alla guida della vettura. Solitamente trovo subito feeling con la monoposto ed è semplice trovare un buon passo, mentre oggi ci ho impiegato molto. Fino ad ora, questo è stato sicuramente il fine settimana più complicato della stagione” ha concluso il nativo di Hasselt.
Quinto Valtteri Bottas, che ha preceduto la McLaren di Lando Norris e l’AlphaTauri di Pierre Gasly, rispettivamente sesto e settimo. Il britannico, che pochi giorni fa ha prolungato il contratto con la scuderia di Woking, ha accusato un distacco di quasi sette decimi dalla Rossa del leader. Un distacco da prendere con le pinze, dato che è solo giovedì, ma che comunque denota le differenze tra la SF21 e la MCL35 sul circuito cittadino di Montecarlo. Le due storiche scuderie si contendono la terza posizione nel mondiale costruttori, con la Ferrari che potrebbe scavalcare il costruttore inglese se dovesse confermare in qualifiche e in gara le prestazione che si sono viste oggi.
Per quanto riguarda il francese, aver conquistato un posto tra i primi dieci da morale alla Scuderia di Faenza dopo le ultime prestazioni opache di Portimao e Barcellona. Solamente ottavo Sergio Perez. Per il messicano della Red Bull le difficoltà proseguono e su un tracciato così corto nel quale il traffico, in particolar modo nel Q1, rappresenta un fattore chiave, essere staccato di quasi 7 decimi dal compagno di squadra può voler dire perdere svariate posizioni. Vero, la monoposto non ha brillato almeno per oggi, ma l’ex Racing Point è apparso ancor più in difficoltà nel confronto diretto con Max. Il traffico nell’ultimo settore può aver influito negativamente sul crono finale del trentenne di Guadalajara? Può essere di sì, ma è una variabile con la quale tutti i piloti hanno dovuto aver a che fare nell’arco dei sessanta minuti di prove e che fa parte del tracciato monegasco.
Chiudono la top ten l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi e l’Aston Martin di Sebastian Vettel, rispettivamente nono e decimo. Il tedesco si è interposto tra le due C41 della Casa del Biscione, dato che Kimi Raikkonen ha concluso undicesimo. 
Dodicesimo Fernando Alonso, protagonista in mattinata di un banale errore in ingresso dell’ultima curva. Lo spagnolo ha mancato il punto di corda e avendo sottosterzo ha impattato la barriera esterna dell’Anthony Noghes rompendo l’ala anteriore. Il pilota dell’Alpine si è messo alle spalle Lance Stroll, tredicesimo e il compagno di squadra Esteban Ocon, quattordicesimo.
L’A521 non è apparsa in grande smalto come all’Autodromo Internacional do Algarve e al Circuit de Barcelona-Catalunya, nonostante l’introduzione di nuovo pacchetto di aggiornamenti di micro-aerodinamica. Solo quindicesimo il ‘Master’ di Monaco Daniel Ricciardo. L’australiano della McLaren, che qui ha ottenuto due pole position e una vittoria nel 2018, non è riuscito a effettuare un giro pulito rimanendo staccato dal vertice. L’ex Red Bull ha preceduto le Williams di George Russell (16°) e Nicholas Latifi (17°) e le Haas di Nikita Mazepin (18°) e Mick Schumacher (19°).
Per la prima volta nel corso di questa stagione, il russo è riuscito a precedere il compagno di squadra al termine di un sessione. Per il campione del mondo F2 2020 da registrare lo toccata contro le barriere della curva Massenet nei minuti finali delle prove libere due che lo ha costretto a parcheggiare la sua VF21 nella via di fuga della Nouvelle Chicane. Chiude la classifica dei tempi Yuki Tsunoda, ultimo con l’AlphaTauri.

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