F1 | GP Spagna 2021, analisi prove libere: Mercedes la più veloce in ogni frangente

Le monoposto di Stoccarda protagoniste delle libere. Red Bull indietro, Ferrari in palla con Leclerc. Gli aggiornamenti Alpine funzionano. McLaren testa le novità

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 07/05/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Lewis Hamilton, il leader delle prove libere due (foto: Mercedes Twitter)

Il Circuit de Barcelona-Catalunya si conferma il tempio della Mercedes. Le W12 E Performance di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas hanno chiuso in vetta ad ambedue le sessioni di prove libere che si sono disputate oggi sul tracciato catalano, sede del quarto appuntamento iridato della stagione. Il finlandese ha svettato nel turno mattutino, mentre il britannico ha ottenuto la miglior prestazione al pomeriggio col crono di 1:18.170, 139 millesimi più rapido del suo compagno di squadra. Le monoposto di Stoccarda sono state le più veloci anche nella simulazione passo gara. Con pneumatici a mescola soft (C3), i due piloti hanno girato su un ritmo nell’ordine dell’1:23.3. Mentre con le coperture medie (C2), hanno costantemente girato sul piede dell’1:22.6/1:22.7.
In terza posizione, alle spalle delle vetture tedesche, vi è la Ferrari di Charles Leclerc. Il monegasco ha accusato un distacco dal sette volte iridato di circa sedici centesimi di secondo e ha ottenuto la miglior prestazione cronometrica nel terzo settore (26.662). Questo dato fa capire quanto la SF21 fosse ben bilanciata in un tratto della pista che è stato molto ostico per le sue progenitrici, la SF90 e, soprattutto, la SF1000. L’ultima sezione del tracciato iberico richiede, oltre a un perfetto bilanciamento della vettura per evitare il sovrasterzo a centro curva e il sottosterzo in ingresso, anche grip meccanico derivato da come la monoposto riesca a sfruttare gli pneumatici.
Le qualifiche di domani daranno una risposta definitiva sul fatto se la Scuderia di Maranello abbia una vettura in grado di comportarsi bene nelle curve a bassa e media velocità di percorrenza. Se così fosse, si tratterebbe di un’ottima notizia in ottica Monaco. Nella simulazione passo gara, il campione F2 2017 ha ottenuto riscontri cronometrici sulla falsa riga di quelli della Mercedes con gomme morbide, mentre con gomme medie il delta prestazionale si è ampliato in negativo. Riscontri positivi al sabato che spera di ricevere anche l’Alpine, che oggi ha chiuso in quarta e quinta posizione, rispettivamente con Esteban Ocon e Fernando Alonso.
Sia il transalpino sia lo spagnolo, hanno accusato un distacco di circa tre decimi dal leader di giornata. All’Autodromo Internacional do Algarve si sono visti dei buoni progressi da parte della A521, vettura che non ha certamente brillato né nei test né nei primi due appuntamenti in Bahrain ed Emilia Romagna. La prestazione negli short run ha fornito riscontri cronometrici interessanti, sia con le specifiche medie sia con quelle soft. Chiaramente, ma questo discorso vale per tutti, al venerdì i dati sono sempre da prendere dalle pinze, dato che non si è conoscenza del quantitativo di carburante imbarcato e del tipo di mappatura utilizzato. I recenti progressi della casa automobilistica d’oltralpe sono stati spiegati da Marcin Budkowski.
In una recente intervista presso la testata ‘GPFans', il direttore esecutivo ha dichiarato che nel corso dell’inverno ci sono stati dei problemi di correlazioni dati con la galleria del vento che hanno rallentato lo sviluppo della A521. Con gli aggiornamenti introdotti a partire da Imola, più altri pianificati nell’arco della stagione, la monoposto ha iniziato a migliorare, a testimonianza del fatto che il lavoro di ricerca e sviluppo stia portando i suoi frutti.
Le monoposto del costruttore transalpino hanno preceduto le AlphaTauri di Pierre Gasly, sesto, e Yuki Tsunoda, settimo. Dopo il passaggio a vuoto di Portimao, zero punti, la monoposto faentina ha mostrato le prestazioni velocistiche che si sono viste a Sakhir e Imola. La AT01 è una vettura dal potenziale inespresso: molto veloce sul giro secco, come ha dimostrato in qualifica il campione GP2 2016, ma che non hai mai dato seguito in gara alle performance delle qualifiche, causa errori di inesperienza del debuttante nipponico e strategici.
La Scuderia di Faenza ha preceduto la Ferrari di Carlos Sainz, ottavo e staccato poco oltre il mezzo secondo dalla vetta. L’iberico ha preceduto le Red Bull di Max Verstappen e Sergio Perez, solamente nono e decimi. Per il team anglo-austriaco è stata una giornata abbastanza difficile in ottica simulazione qualifica, dato che l’olandese non ha completato lo short-run con gomme morbide, mentre il messicano non è stato autore di un buon giro.
Il pilota classe 1997 è stato costretto ad abolire il suo giro veloce dopo essere andato lungo alla curva 10, caratterizzata da un raggio di percorrenza più ampio, con conseguente perdita del posteriore. Sino a quel momento, il ritardo dalla Mercedes di Hamilton era circa di un decimo, un margine contenuto. Nella simulazione dei long run, l’ex Toro Rosso ha percorso uno stint iniziale con pneumatici soft della durata di una decina di giri, ottenendo il miglior passaggio 1:22.9, per poi passare alle gomme medie nel finale della sessione. L’unico giro che è riuscito a fare l’ha chiuso in 1:22.5, lo stesso crono delle Mercedes.
Undicesimo Sebastian Vettel. Il tetra campione del mondo si sta adattando sempre meglio alla nuova vettura come ha dimostrato anche in Portogallo chiudendo nella top ten le qualifiche. La AMR21, però, non è competitiva come la progenitrice RP20, vettura basata sul modello W10 della Mercedes 2019, per quanto si è visto in questo avvio di mondiale. Il tedesco si è messo alle spalle la McLaren di Lando Norris, dodicesimo, e l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi, tredicesimo.
La scuderia di Woking è rimasta un po’ nell’ombra nella sessione pomeridiana, come dimostra anche la quindicesima posizione di Daniel Ricciardo alle spalle di Lance Stroll, concentrandosi sul verificare la bontà tecnica degli aggiornamenti portati per questo fine settimana (alettone anteriore e fondo). La MCL35M è stata circa due decimi più lenta della rivale SF21 con gomme C2 e C3 a parità di lunghezza dei rispettivi stint della simulazione passo gara. Sedicesimo Kimi Raikkonen, che ha preceduto le Williams di George Russell e Nicholas Latifi e le Haas dei debuttanti Mick Schumacher e Nikita Mazepin, penultimo e ultimo.

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