F1, GP Portogallo 2021: guida pista di Portimao

Il tracciato lusitano è caratterizzato dai continui saliscendi e dalla curve veloci. Le zone DRS saranno due quest'anno. Analizziamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 27/04/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Autodromo Internacional do Algarve (foto: F1 Twitter)

Inaugurato nell’ottobre del 2008, dopo soli sette mesi di lavoro per un costo totale del progetto di 195 milioni di euro, l’Autodromo Internacional do Algarve ha ospitato la prima gara ufficiale del motorsport il 2 novembre del medesimo anno. L’ultimo appuntamento del mondiale Superbike di quella stagione fu proprio a Portimao. La nuova pista fu teatro del congedo dalla corse del campione motociclistico australiano Troy Bayliss, che vince vinse ambedue le gare.
In seguito, la pista lusitana ha ospitato svariate competizioni, tra le quali ELMS, A1 GP, GP2, Superbike e Motomondiale, entrando nel calendario della categoria la passata stagione. Era dal 22 settembre 1996 che il Portogallo non ospitava un gran premio di Formula 1, in quell’occasione si corse al Circuit Estoril con vittoria della Williams di Jacques Villeneuve. Il tracciato portoghese è lungo 4653 metri nella configurazione adottata per la Formula Uno, è composto da 15 curve, delle quali nove a destra e sei a sinistra.
Il record ufficiale della pista è di Valtteri Bottas, che nel corso della seconda sessione di qualifiche dell’edizione scorsa aveva fermato il cronometro sull’1:16.464. Il record in gara appartiene a Lewis Hamilton col tempo di 1:18.750, si era trattato del giro più veloce della corsa 2020. La distanza di gara prevista è di 306,826 km per un totale di 66 giri.
Per quanto riguarda l’impianto frenante delle moto della classe regina, la pista di Portimao è unica nel suo genere. I continui saliscendi che caratterizzano la conformazione del tracciato, rendono difficile per i piloti calcolare il punto esatto di frenata, con il rischio di o arrivare lunghi o di anticipare la staccata in salita. In discesa si tocca una pendenza massima del 12 per cento, in salita del 6 per centro, l’inclinazione trasversale è dell’otto per cento in alcuni tratti.
Dopo il lungo rettilineo del traguardo, 959 metri, lungo il quale si può usufruire della seconda zona DRS, con detection point sito in ingresso dell’ultima curva, vi è in seguito alla discesa la veloce curva 1. E’ una destra da percorrere in sesta marcia a 230 km/h, alla quale seguono, ambedue nella stessa direzione, le curve 2 e 3. La prima ha una velocità di percorrenza di 252 km/h, la seconda di appena 86 km/h dato che si tratta di un tornante da affrontare in seconda marcia.
In uscita dalla curva 3, vi è il cambio di direzione verso sinistra della curva 4, da percorrere in pieno a 203 km/h, che immette sul successivo breve allungo, nel quale si potrà usufruire della prima zona DRS (detection point dopo curva 3), che porta alla staccata della curva 5, il punto di frenata più impegnativo del tracciato. Le monoposto decelerano da 318 km/h a 84 km/h nello spazio di 122 metri e nell’arco temporale di 2,72 secondi, esercitando una pressione sul pedale del freno pari a 135 kg e una decelerazione di 5,1 G.
Si tratta di una piega verso sinistra da affrontare in seconda marcia a 81 km/h, che richiede un avantreno preciso in ingresso e un retrotreno stabile in uscita per sfruttare la trazione. In seguito vi è la curva 6 verso sinistra da percorrere in sesta marcia a 242 km/h e successivamente la doppia destra delle curve 7 e 8, da affrontare rispettivamente in settima velocità a 265 km/h e in quarta marcia a 110 km/h.
L’allungo seguente in uscita dalla otto porta verso la curva 9, una rapida curva verso sinistra la cui velocità di percorrenza di è 271 km/h in quinta marcia. In seguito, si scalano due marce per impostare le curve 10 e 11, entrambe verso destra da affrontare a 248 km/h in ingresso e a 138 km/h in uscita. La difficoltà di queste due curve è quella di sterzare nello stesso momento nel quale si decelera, cercando di mantenere una linea a chiudere verso l’interno. Viceversa, si rischia di andare in testacoda come è successo a Daniel Ricciardo nel corso delle qualifiche la passata stagione.
Dopo la undici, vi è la discesa che porta al cambio di direzione verso sinistra della curva 12, la cui velocità di percorrenza è di 240 km/h in sesta marcia, e della curva 13, nella quale si scalano tre marce affrontandola a 96 km/h. Le ultime due curve dell’Autodromo Internacional do Algarve sono ad ampio raggio di percorrenza ed ambedue nella medesima direzione (destra). Curva 14 si percorre in quarta marcia a 146 km/h ed è di fondamentale importanza per impostare la traiettoria dell’ultima curva che immette sul rettilineo del traguardo. Curva 15 si affronta in settima a 272 km/h con l’acceleratore pigiato al massimo lungo tutto il raggio di percorrenza.

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