F1 | GP Emilia Romagna 2021, analisi qualifiche: Hamilton fa la differenza, sorpresa Perez

Il britannico della Mercedes rasenta la perfezione e precede di un soffio le Red Bull. Sfortunato Norris, male Bottas e Alonso

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/04/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Lewis Hamilton e Sergio Perez scatteranno domani appaiati in prima fila (foto: F1 Twitter)

Sono state delle qualifiche al cardiopalma e combattute sul filo dei millesimi quelle che si sono disputate oggi pomeriggio all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Alla fine, Lewis Hamilton ha ottenuto la pole position col crono di 1:14.411. Il britannico della Mercedes scatterà dalla prima posizione in griglia di partenza per la novantanovesima volta in carriera. Quello del Santerno, è il trentesimo tracciato differente nel quale il pilota di Stevenage fa segnare la pole.
Le prove di qualifica odierne hanno evidenziato, ancora una volta, le eccellenti doti del pluri iridato sul giro secco. Nonostante la W12 E Perfomance non fosse la vettura dominante, l’inglese è riuscito a fare la differenza grazie a un giro impeccabile e alla freddezza mentale nel momento decisivo. Caratteristiche che quando la vettura non è dominante fanno la differenza. Basti pensare che il suo compagno di squadra Valtteri Bottas ha concluso in ottava posizione, seppur il distacco sia stato di circa mezzo secondo. Otto piloti racchiusi in otto decimi di secondo, con distacchi così contenuti e su una pista tecnica come quella di Imola, il pilota può fare la differenza.
In prima fila, staccato di appena 35 millesimi dal sette volte iridato, scatterà Sergio Perez. Questa è forse la sorpresa del weekend, dato che il messicano che non aveva mai mostrato, nell’arco né delle prove libere né delle prime due sessioni di qualifiche, di poter avere il potenziale per agguantare la prima fila. Per il pilota della Red Bull si tratta del miglior risultato in carriera in qualifica, solo nel GP d’Europa 2016 a Baku aveva chiuso in seconda posizione ma fu retrocesso di cinque posizioni in griglia di partenza per la sostituzione del cambio.
Il risultato odierno è ancor più impressionante se si considera il fatto che alla seconda gara con la scuderia di Milton Keynes sia riuscito a stare davanti al compagno di box Max Verstappen. L’olandese ha chiuso in terza posizione ed ha commesso un errore in uscita dalla curva 3 della Variante Tamburello che gli è costato quantomeno la prima fila. Nel corso dell’ultimo giro del Q3, il pilota classe 1997 è andato largo appena dopo la curva 3 mettendo ambedue gli pneumatici di sinistra sull’erba. In una Formula così competitiva, dove i distacchi sono racchiusi, ogni dettaglio fa la differenza. E’ qui, al momento, la differenza tra Hamilton e Verstappen: il primo guida alla perfezione, il secondo è molto veloce ma non ancora perfetto. Alla Red Bull hanno deciso di differenziare le strategie in ottica gara, con scelte degli pneumatici differenti in Q2 tra i due piloti: Sergio scatterà con le gomme soft e potrebbe avere un vantaggio al via, Max con le medie. Alle spalle delle RB16B c’è la Ferrari di Charles Leclerc, ottimo quarto. Il monegasco ha tirato fuori il massimo potenziale dalla SF21, confermando la stessa posizione ottenuta nella gara inaugurale in Bahrain. Così come per l’ex pilota della Racing Point, anche il ferrarista potrà sfruttare la mescola più soffice in partenza per provare ad attaccare in avvio.
Apre la terza fila l’AlphaTauri di Pierre Gasly, che si conferma sempre competitivo a Imola. Il francese ha sfruttato il potenziale della AT02, monoposto che si sta confermando molto competitiva in questo inizio di stagione. Oltretutto, già la progenitrice AT01 aveva mostrato di sposarsi perfettamente con la caratteristiche della pista del Santerno, dato che l’anno scorso il transalpino scattò dalla quarta posizione e Kvyat aveva concluso la gara nella medesima posizione.
Sesto Daniel Ricciardo con la prima delle McLaren. Nonostante un weekend nel quale è sempre stato dietro al compagno di squadra, con distacchi anche di nove decimi, l’australiano è riuscito con un guizzo finale ad archiviare un risultato più oltre le sue aspettative più che di quelle della macchina. Vettura, la MCL35M, che con Lando Norris aveva mancato la pole position per appena 42 millesimi. Sfortunatamente la sua straordinaria prestazione è stata vanificata dalla cancellazione del crono per aver oltrepassato i limiti della pista alla curva 9 (Piratella). Va precisato che la medesima infrazione l’avesse commessa anche Stroll nella seconda manche, senza che gli venisse tolto il tempo. Con quel crono, il pilota classe 1999 sarebbe scattato dalla terza posizione.
Ottava posizione per Valtteri Bottas, la delusione di giornata. Il finnico della Mercedes ha chiuso a mezzo secondo dal suo compagno di squadra, e poleman, Hamilton. Un distacco che più volte si è visto tra i due da quando sono diventati compagni di squadra nel 2017. Ma, nella Formula Uno attuale, è un divario nel quale si possono inserire diversi piloti. Per questa ragione ad oggi è Lewis che fa la differenza non la Mercedes. Infatti il campione in carica è primo, il suo team mate ottavo.
Chiudono la top ten Esteban Ocon, nono, e Lance Stroll, decimo. I due scatteranno appaiati in quinta fila e hanno portato nel Q3 le rispettive scuderie, Alpine Aston Martin, riuscendo a battere la concorrenza interna dei compagni di squadra più esperti e pluri iridati quali Alonso e Vettel, rispettivamente quindicesimo e tredicesimo.
Carlos Sainz è stato il primo degli esclusi dalla manche finale delle qualifiche, chiudendo in undicesima posizione. Lo spagnolo della Ferrari non è stato in grado di mettere insieme i suoi migliori settori nell’arco del giro come dichiarato da lui stesso nel ring delle interviste post qualifiche ai microfoni di Sky. In particolare, l’iberico ha perso i centesimi decisivi al passaggio del Q2 nel settore centrale.
Chiude la sesta fila la Williams di George Russell, dodicesimo. Il campione F2 2018 ha ancora tirato fuori il coniglio dal cilindro per portare la monoposto di Grove a un decimo dall’accesso all’ultima fase delle qualifiche. Accesso al Q3 che per lo storico team inglese manca dal 2018, quando Stroll e Sirotkin si classificarono nono e decimo al termine delle qualifiche del gran premio d’Italia.
Il campione GP3 2017 ha preceduto Sebastian Vettel, tredicesimo, e il suo compagno di squadra Nicolas Latifi, quattordicesimo. Il tedesco dell’Aston Martin continua a mancare la top ten finale nelle qualifiche, mentre per il canadese si tratta del suo miglior risultato in carriera da quando ha debuttato nella categoria l’anno passato in Austria. Solamente quindicesimo Fernando Alonso. L’asturiano dell’Alpine non è mai stato in grado di replicare i tempi di Ocon nell’arco del fine settimana imolese, accusando un distacco di ben mezzo secondo dal compagno di squadra nel Q2.
Escluse nella prima manche le Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi, 16°, e Kimi Raikkonen, 17°. Un risultato peggior di quanto si pensasse, dato che le vetture italo-svizzere erano sembrate più in forma nelle prove libere. Alle spalle dei piloti della Scuderia del Biscione vi sono le Haas di Mick Schumacher, 18° e autore di un gran giro per il potenziale della VF-21 e Nikita Mazepin, 19°.
Ultimo Yuki Tsunoda, protagonista di un testacoda alla Variante Alta nelle quale ha impattato col posteriore le barriere distruggendo il retrotreno della vettura. Il nipponico dell’AlphaTauri è entrato troppo veloce nella chicane, controsterzando a centro curva e perdendo il controllo della vettura in effetto pendolo. Per il debuttante giapponese non sono da escludere possibili penalità per la sostituzione di componenti quali il cambio.

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