F1 | GP Emilia Romagna 2021: analisi Brembo

L’analisi tecnica dell’utilizzo degli impianti frenanti del costruttore italiano all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 14/04/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
L'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola (foto: Formula 1 Twitter)

Secondo i tecnici Brembo l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, un punto in meno rispetto all’Autodromo Nazionale di Monza che ospita l’altra gran premio nella nazione italiana.
Su questa pista, monoposto di Formula Uno sono tornate a gareggiare lo scorso novembre dopo un’assenza di quattordici anni. Con 19 curve, delle quali dieci a sinistra e nove a destra, e un rettilineo d’arrivo lungo solo 358 metri il circuito è molto tecnico e presenta staccate veramente impegnative, oltre che di ogni tipo. Per questa ragione, Enzo Ferrari, a cui è stato intitolato il circuito assieme al figlio Dino, l’aveva definito un piccolo Nurburgring.

- PINZE MONOBLOCCO
Brembo progetta pinze freno in alluminio-litio a 6 pistoni, valore massimo stabilito dal regolamento, per otto delle scuderie della stagione 2021. Le pinze monoblocco sono state introdotte nelle competizioni proprio da Brembo, nella seconda metà degli anni Ottanta, sulle Ferrari F187/88C di Alboreto e Berger. Per quest’annata, ciascun team, in funzione delle esigenze specifiche della monoposto, definisce insieme agli ingegneri Brembo il rapporto ottimale tra peso e rigidezza che dovranno avere le pinze freno. Per ciascuna scuderia lo sviluppo dell’impianto frenante avviene in maniera totalmente autonoma e separata, così da preservarne i segreti industriali.

- PINZE CON CANALIZZAZIONI INTERNE ANCHE SULLE VETTURE DI SERIE
Dopo aver verificato in pista la bontà tecnica delle pinze monoblocco, Brembo l’ha trasferito sulla produzione delle aut di serie che oggi caratterizzano le più prestigiose vetture sportive. Una sfida ulteriore per i grandi quantitativi da realizzare e per la durata, pari all’intera vita della vettura richiesta alle pinze stradali. Una qualità che contraddistingue le pinze Brembo della famiglia B-M, progettate per chi desidera il massimo dalla propria automobile.Lavorate da un grezzo di alluminio fuso con un processo di fusione con tecnologia 4D e con le canalizzazioni del fluido interne, anziché le convenzionali connessioni a tubo rigido esterno, queste pinze garantiscono una eccezionale rigidità e deformazione. Grazie a questa tecnologia le caratteristiche tecniche delle B-M4, B-M6 e B-M8 sono simili a quelle delle pinze racing ricavate dal pieno o forgiate.

- NESSUNA FRENATA E LUNGA PIU’ DI 95 METRI
Anche quest’anno, i piloti dovrebbero utilizzare i freni per poco più di 9 secondi e mezzo al giro, equivalenti al 13 per cento della durata complessiva della gara. A Monza invece l’impiego è di 10,75 secondi al giro ma la sua pista si snoda per quasi 5,8 km mentre l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari misura 4909 metri.
Pur avendo 19 curve, i freni vengono impiegati in 8 di queste e in nessun caso per 1,9 o più secondi. Anche gli spazi di frenata non presentano valori superiori ai 95 metri. Elevati sono invece i carichi sul pedale del freno: dalla partenza alla bandiera a scacchi in media un pilota esercita un carico totale di quasi 58 tonnellate e mezzo, oltre 10 tonnellate in più del gran premio inaugurale in Bahrain al Sakhir International Circuit.

- CURVA 17 LA FRENATA PIU’ IMPEGNATIVA
Delle otto frenate del GP Emilia Romagna e del Made in Italy, quattro sono considerate altamente impegnative per i freni, due sono di media difficoltà e le restanti due sono leggera. La più dura per l’impianto frenante è quella alla Rivazza, la curva 17. Le monoposto decelerano da 309 km/h a 145 km/h in 96 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 1,62 secondi esercitando un carico di 137 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 5,6 G.

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