MotoGP | GP Doha 2021, analisi gara: ‘El Diablo’ è tornato, Miller nervoso

Quartararo ha vinto in rimonta battendo le Ducati Pramac, ambedue sul podio. Segnali di nervosismo da parte dell’australiano. Male Honda e Petronas Yamaha SRT

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 05/04/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Fabio Quartararo, il vincitore del GP Doha 2021 (foto: MotoGP Twitter)

Fabio Quartararo è tornato. E’ questa la notizia più importante che è arrivata dal secondo gran premio consecutivo disputato al Losail International Circuit nell’arco di una settimana. ‘El Diablo’ è tornato al successo per la prima volta dal gran premio della Catalunya della passata stagione. Il transalpino della Yamaha ufficiale è stato autore di un’ottima rimonta dopo che era sprofondato in nona posizione nel corso del terzo giro.
Il francese sembrerebbe aver ritrovato la sua velocità, mostrata in modo incostante nel corso del mondiale 2020. L’anno passato, dopo una partenza perfetta della stagione in seguito alle vittorie di ambedue i gran premi inaugurali che si sono disputati al Circuit de Jerez-Angel Nieto, si è completamente perso gara dopo gara nell’arco della stagione. Bisognerà vedere come sarà l’andamento dei risultati nei prossimi appuntamenti per capire se il pilota classe 1999 stia trovando la costanza di rendimento necessaria, oltre alla moto, per puntare al titolo iridato nella classe regina.
Quella di ieri è stata una prova di forza sua e della Yamaha ufficiale, con una progressione negli ultimi dieci che lo ha portato prima tra i primi cinque e poi ad attaccare le Ducati, quella di Bagnaia prima e poi quelle Zarco e Martin nell’arco di meno di un giro. Il costruttore nipponico ha vinto entrambe le gare del back to back in Qatar, la scorsa settimana aveva trionfato Maverick Vinales, oggi Quartararo.
In testa alla classifica del mondiale piloti non c’è uno dei due centauri sopracitati, ma Johann Zarco. Il pilota della Ducati Pramac ha ottenuto un altro secondo posto dopo quello archiviato nella gara inaugurale. Con questo risultato il ducatista è diventato il nuovo leader del mondiale con 40 punti, quattro lunghezze davanti ai piloti della Yamaha ufficiale.
Primo podio in carriera per Jorge Martin. Lo spagnolo ha completato il podio chiudendo in terza posizione dopo essere partito dalla pole position e aver fatto l’andatura in modo autorevole per 3/4 gara. Ai piedi del podio la Suzuki di Alex Rins che ha condotto una gara sempre tra i primi cinque, riuscendo a sorpassare Vinales all’ultimo giro prendendosi la quarta posizione. Lo spagnolo della Yamaha ufficiale, vincitore del GP del Qatar, ha concluso in quinta posizione al fotofinish con il suo connazionale dopo aver sbagliato la frenata alla prima curva nel corso dell’ultimo giro che di fatto lo privato di un piazzamento migliore.
Sesto Francesco Bagnaia, che ha provato a tenere la terza posizione alle spalle delle Ducati Pramac prima di calare il ritmo negli ultimi dieci giri. Il campione Moto2 2018 ha preceduto Joan Mir, la cui rimonta si è interrotta dopo l’episodio con Jack Miller nel corso del tredicesimo giro. Il campione del mondo ha provato l’attacco all’interno dell’australiano nella staccata della curva 10. Nel farlo, però, si è appoggiato sulla Ducati, seppur involontariamente, sbilanciando il ducatista e costringendolo ad allargare la traiettoria. Poche curve dopo, alla 16, ‘Jackass’ ha restituito a modo suo il favore all’iberico della Suzuki attaccandolo dritto all’interno e dandoli anche una spallata sul fianco destro in uscita di curva.
La reazione del pilota classe 1995 è apparsa comunque piuttosto dura, un segnale di nervosismo per un insieme di fattori negativi che hanno condizionato il suo avvio di stagione. Le solide performance esibite nell’arco dei test sul circuito di Losail sembravano poter essere il trampolino di lancio per due ottime gare in Qatar. Alla fine il bilancio non è positivo, con un quinto e un nono posto all’attivo con l’aggravante di aver concluso ambedue le gare alle spalle del compagno di squadra. Comunque sia, nel contatto ambedue hanno perso tre posizioni, con Mir che chiuso settimo e Miller nono. Tra i due si è frapposta la KMT del Factory Team di Brad Binder. Il sudafricano ha concluso in ottava posizione dopo aver rimontato dalle retrovie dello schieramento.
Decimo Aleix Espargaro che, dopo un ottimo avvio in zona podio, è via via andato a perdere posizioni fino a concludere ai limiti della top ten. L’iberico ha chiuso davanti al campione Moto2 2020 debuttante Enea Bastianini, undicesimo con la Ducati Esponsorama, e alla Petronas Yamaha SRT di Franco Morbidelli, dodicesimo. Per l’italiano si è trattata di un’altra gara da dimenticare che, unita al sedicesimo posto finale del suo compagno di squadra Valentino Rossi, certifica la crisi tecnica della scuderia. La moto, in queste prime due uscite stagionali, è apparsa ben lontana dall’essere la moto in grado di vincere nel 2020 ben sei gare.
Il vice campione del mondo ha preceduto le Honda HRC di Pol Espargaro e Stafan Bradl, rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo. Per la casa giapponese, il cui risultato è stato il medesimo di una settimana fa, questo è il peggior avvio di stagione da undici anni a questa parte e solo il ritorno di Marc Marquez sembrerebbe l’unico fattore in grado di ridare linfa vitale alla squadra.
Dopo una partenza a razzo, che lo proiettato dalla dodicesima alla quarta posizione in curva 1, Miguel Oliveira ha successivamente perso posizioni su posizioni fino chiudere in quindicesima piazza. Il portoghese della KTM ufficiale ha preceduto Valentino Rossi, sedicesimo e appena fuori dalla zona punti. Il pluri iridato della Petronas Yamaha SRT ha chiuso davanti a Nakagami (17°) e al fratello e debuttante della Sky VR46 Esponsorama Luca Marini (18°). Chiudono la classifica Danilo Petrucci, diciannovesimo, e Luca Savadori, ventesimo con l’Aprilia. Ritiro per Iker Lecuona e Alex Marquez.

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