MotoGP, GP Doha 2021: guida al Losail International Circuit

Per il secondo weekend consecutivo, le classi MotoGP, Moto2 e Moto3 faranno tappa a Losail. Analizziamo la pista curva per curva

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/04/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Losail International Circuit (foto: Pirelli)

Il Losail International Circuit è stato inaugurato il 2 ottobre 2004 e quest’anno teatro della diciassettesima edizione del gran premio del Qatar. Il tracciato, che sorge nelle vicinanze della capitale Doha, dal 2008 ospita in notturna le gare del motomondiale. La pista qatariota è lunga 5380 metri ed è composta da 16 curve, delle quali dieci a destra e sei a sinistra. La larghezza della carreggiata è di 12 metri e il rettilineo più lungo, quello del traguardo, è di 1068 metri.
Il record ufficiale della pista in gara è 1’54.624 ed appartiene a Maverick Vinales che lo ha fatto registrare nel corso del gran premio della scorsa settimana. Mentre il record assoluto è di 1’52.772 crono col quale ‘Pecco’ Bagnaia ha ottenuto la pole position lo scorso sabato. La distanza di gara complessiva sarà di 22 giri (118,4 km) per la MotoGP, di 20 giri (107,6 km) per la classe Moto2 e di 18 giri (96,8 km) per la Moto3.
Al termine del rettifilo del traguardo, al fondo del quale si raggiungono velocità di punta nell'ordine dei 355 km/h circa, vi è la frenata della curva 1, la più impegnativa del tracciato. Le moto della classe regina passano dalla velocità di oltre 346 km/h a poco a 98 km/h nello spazio di 263 metri con un tempo di frenata di 4,90 secondi. Il carico massimo sulla leva è di 5,1 kg, la decelerazione è di 1,5 G e la potenza frenante è di 10,9 bar. La temperatura del disco raggiunge picchi di 660 gradi.
La prima curva è una destra da percorrere in seconda marcia a 105 km/h per poi affrontare la successiva chicane sinistra-destra delle curve 2 e 3, da fare rispettivamente in seconda marcia a 115 km/h e in quarta marcia a 193 km/h. Il breve allungo seguente, porta alla doppia destra delle curve 4 e 5, ambedue si percorrono in seconda marcia a circa 120 km/h. In uscita dalla cinque, si arriva alla frenata della curva 6, una sinistra da affrontare in prima marcia a 79 km/h. In uscita da quest’ultima, si va verso la curva 7, una destra da percorrere in seconda velocità a 117 km/h, alla quale segue in accelerazione verso sinistra la curva 8 (183 km/h) e la curva 9 nuovamente verso destra da fare in seconda velocità a 101 km/h.
Dopo la nove, vi è il tornante a sinistra della curva 10. A differenza della sei, questo tornante ha un raggio di percorrenza più ampio, per questo motivo è di fondamentale importanza avere un avantreno preciso in ingresso e un retrotreno stabile in uscita per massimizzare l’accelerazione che porta prima verso la curva 11 (5a marcia, 233 km/h) e poi verso la curva 12.
Il cambio direzione verso destra della dodici è caratterizzato da un rapido ingresso in terza marcia a 143 km/h. In seguito si scala una marcia e si affrontano e una velocità di percorrenza simile le curve 13 (146 km/h) e 14 (132 km/h). Successivamente a quest’ultima s’imposta verso sinistra la curva 15 (3a marcia, 128 km/h) che da lo slancio verso la curva 16.
L’ultima curva della pista mediorientale presenta un raggio di curvatura medio, nel quale va leggermente sacrificato l’ingresso con una traiettoria più larga, per chiudere verso il cordolo interno in uscita e sfruttare al massimo l’accelerazione che porta sul rettilineo dei box.

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