F1 | GP Bahrain 2021, analisi gara: Mercedes strategia vincente, Vettel disconnesso

La casa di Stoccarda azzecca la strategia con due undercut su Verstappen. Regole sui ‘track limits’ da rivedere, Sebastian sbaglia tutto al debutto in Aston Martin

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 29/03/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen insegue Lewis Hamilton, è l'immagine della gara (foto: F1 Twitter)

I riflettori del Bahrain International Circuit hanno illuminato i protagonisti della Formula Uno con una gara molto movimentata, ricca di sorpassi e battaglie al limite. Alla fine, il vincitore è ancora Lewis Hamilton. Il pluri iridato ha costruito il suo successo grazie alla strategia del team e ad un’oculata gestione degli pneumatici più duri. Il britannico è stato straordinario nel far durare la specifica più dura per quasi trenta giri nel terzo long run a seguito del secondo pit stop.
Al muretto Mercedes hanno messo sotto scacco la Red Bull effettuando l’undercut su Verstappen in ambedue le soste. Così facendo, il sette volte campione del mondo si è ritrovato leader entrambe le volte nelle quali l’olandese ha effettuato il pit stop e a quel punto la gara si è messa a favore della casa di Stoccarda, costringendo la compagine anglo-austriaca a rincorrerla per riprendersi la leadership della corsa.
Prima posizione che Max Verstappen era riuscito a riprendersi con un gran sorpasso all’esterno della curva 4 nel corso del 53° giro, se non fosse che appena dopo curva 10 abbia dovuto restituire la posizione al sette volte iridato. Il pilota classe 1997 ha effettuato il sorpasso ai danni della W12 dell’inglese andando oltre i limiti della pista, oltrepassando la linea bianca con tutta la vettura.
Va, però, spezzata una lancia a favore dell’ex Toro Rosso: Hamilton ha tenuto una traiettoria che portava verso l’esterno per difendersi, giustamente dato che i ruota a ruota sono questi, e Verstappen essendo appaiato alla sua sinistra è stato costretto a seguire a sua volta quella linea, finendo così oltre la linea bianca. Dal box Red Bull hanno comunicato via radio al pilota di ridare la posizione al suo rivale, temendo un’eventuale penalità, spianando di fatto la strada al 96° successo in carriera dell’ex McLaren.
Da quel momento in avanti la Red Bull numero 33 non ha più avuto la progressione mostrata prima del sorpasso. Probabilmente, il fatto che Max abbia ceduto la posizione a Lewis andando sulla sinistra e quindi fuori traiettoria, ha riempito i battistrada di detriti che ne hanno diminuito il grip e conseguentemente la performance.
Il ‘giallo’ su questo episodio tra i due contendenti è stato dovuto alla poca chierezza sulla questione dei ‘track limits’ alla curva 4. In qualifica era stato deciso che oltrepassare la linea bianca con tutta la monoposto in quel punto del tracciato avrebbe comportato la diretta cancellazione del tempo, come è successo a Ricciardo e Perez nel Q2. Per la gara era stato deciso che al quinto passaggio oltre la linea bianca sarebbe scattata una penalità ma, da metà corsa in avanti, non ci sono più stati vincoli sul rispettare la linea bianca alla curva 4 come dichiarato dallo stesso Hamilton ai microfoni di Sky Sport Italia nel dopo gara.
Da qui nasce la questione sulla regolarità della manovra di Verstappen, che poteva sorpassare i limiti della pista ma non effettuare il sorpasso oltre i limiti della pista. Regole un po’ contraddittorie e che, secondo il mio personale parere, sminuiscono i ruota a ruota tra i piloti, togliendo lo spirito ‘racing’ alla competizione.
Ha completato il podio Valtteri Bottas, terzo. Il finnico della Mercedes è stato condizionato dal secondo pit stop nel quale, a causa di un problema al pneumatico anteriore destro, ha perso nove secondi rispetto al tempo effettivo impiegato per la sosta e a quel punto la sua gara è stata compromessa in maniera definitiva. Il trentunenne di Nastola ha fatto segnare il giro più veloce della gara, guadagnando il punto extra.
Alle spalle dei primi tre si è classificato Lando Norris. Il talento della McLaren, quarto al traguardo, ha sopravanzato il compagno di squadra Ricciardo e Leclerc nelle prime fasi della corsa gettando le basi per il suo miglior avvio di stagione in F1. Il britannico ha preceduto Sergio Perez, quinto e votato come ‘Driver of the Day’.
Per il messicano, al debutto con la Red Bull, la gara è stata subito in salita. Nel corso del giro di formazione la sua RB16B si è improvvisamente spenta dopo la curva 13 costringendo l’ex Racing Point a prendere il via della corsa dalla pit lane. Con una strategia improntata sulle tre soste e una gestione delle gomme impeccabile come sempre, il bottino finale di dieci punti è un ottimo inizio di stagione.
Sesta la prima delle due Ferrari quella di Charles Leclerc. Il monegasco è stato in terza posizione in avvio grazie al sorpasso ai danni della Mercedes di Bottas nel primo giro. Dopodiché, il precoce degrado delle mescole soft hanno costretto il ferrarista a cedere il passo alla McLaren di Norris, impostando la corsa sull’altra vettura di Woking, quella di Ricciardo. L’australiano, autore di un’ottima qualifica, è stato subito sopravanzato dal compagno di squadra non riuscendo mai a tenere il ritmo né della monoposto gemella né della vettura di Leclerc concludendo settimo davanti alla Rossa di Carlos Sainz (8°). Per l’iberico, al debutto con la Scuderia di Maranello, il bilancio del fine settimane è stato positivo. L’unica pecca è stato l’errore nel corso dell’ultimo giro in qualifica che lo ha privato di un piazzamento migliore in griglia di partenza.
Hanno chiuso la top-10 Yuki Tsunoda e Lance Stroll, rispettivamente nono e decimo. Il nipponico dell’AlphaTauri è stato autore di un ottimo debutto in Formula Uno, concludendo in zona punti al primo gran premio in carriera nella categoria. Da sottolineare la sua rimonta dalle zone basse della classifica, nelle quali si è trovato nei primi giri, alla nona posizione finale grazie alla decisione nei sorpassi e a un ritmo costante con gomme hard. Il canadese, invece, è riuscito ad arpionare un punto iridato per la rientrante Aston Martin.
Appena fuori dalla zona punti ambedue le Alfa Romeo di Kimi Raikkonen, undicesimo, e Antonio Giovinazzi, dodicesimo. Il finnico ha estratto il massimo dalla C41 lottando per una decina di giri in zona punti, per quanto riguarda l’italiano il lungo pit stop ne ha compromesso la corsa dopo un ottima qualifica e una buona partenza dalla sesta fila. Le monoposto della Casa del Biscione hanno preceduto l’Alpine di Esteban Ocon. Per il transalpino, la cui gara era in salita già dall’inizio data la partenza dalla diciassettesima casella in griglia, il tamponamento causato da Vettel lo ha mandato in testacoda mettendo la parola fine alla sua corsa.
Per il tedesco dell’Aston Martin, che ha concluso 15° alle spalle della Williams di Russell, il primo weekend nella scuderia britannica è stato da dimenticare su tutti i fronti. Dopo la qualifica, nella quale è stato subito escluso nel Q1 col diciottesimo tempo, il pluri iridato è stato penalizzato dai commissari con la retrocessione in griglia di partenza e la revoca di tre punti dalla superlicenza per non aver sufficientemente rallentato con la doppia bandiera gialla.
Come se non bastasse, della serie piove sul bagnato, in gara il tetra campione del mondo ha tamponato la vettura di Ocon sbagliando completamente il punto di frenata. L’episodio è costato all’ex ferrista una penalità di dieci secondi sul suo tempo e la revoca di altri due punti dalla superlicenza.
Sedicesima posizione per Mick Schumacher. Il debuttante della Haas, campione F2 2020, ha chiuso davanti all’Alpha Tauri di Gasly, ritiratosi a tre giri dalla fine dopo una gara in sofferenza in seguito alla rottura dell’alettone anteriore nel contatto con Ricciardo in curva 6 dopo il rientro della Safety Car, e alla Williams di Latifi. Ritiro per Fernando Alonso, per problemi ai freni posteriori dopo una gara gagliarda in zona punti al rientro in F1 con l’Alpine, e Nikita Mazepin, fuori al primo giro dopo un testacoda in uscita dalla curva 3.

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