La Juve vince a centrocampo

Analisi tattica del match del Camp Nou tra Barcellona e Juventus (0-3)

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 10/12/2020 in Sport da Francesco Di Fonzo
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Francesco Di Fonzo

Il big match del Camp Nou, tra Barcellona e Juventus, valido per il primo posto del girone G di Champions League, si è concluso con un netto 3 a 0 a favore dei bianconeri.
Trattasi di una vera e propria impresa, al netto delle indubbie difficoltà che i blaugrana stanno attraversando in questo avvio di stagione.
Il nono posto il Liga, con soli 14 punti conquistati in 10 partite, non è altro che il manifesto delle problematiche che attanagliano la squadra di Ronald Koeman.
E’ tuttavia doveroso celebrare il trionfo della Signora, specialmente se si considera che: il Barca in Champions era a punteggio pieno, avendo tra le altre nettamente schiantato proprio i bianconeri nella partita dell’Allianz Stadium del 28 Ottobre, che nella massima competizione europea era imbattuto in casa da ben 7 anni, e che in attacco poteva in ogni caso sfoggiare un certo Leo Messi.
Dopotutto anche la squadra di Andrea Pirlo arrivava all’appuntamento con tantissime incertezze e risultati piuttosto altalenanti. Nonostante ciò i bianconeri hanno disputato quella che probabilmente può considerarsi la gara più convincente della stagione.

In costruzione la Juventus si è disposta con il solito 3-2-5, con Danilo che si accentrava ed andava a comporre il pacchetto arretrato d’ impostazione, ed Alex Sandro che si alzava sulla linea degli invasori, mentre Arthur e Ramsey formavano un double pivote. La superiorità numerica contro la pressione di Messi e Griezmann ha consentito l’ uscita pulita del pallone con continuità.



Rispetto alle precedenti gare, quando gli ospiti consolidavano il possesso nella metà campo avversaria Ramsey si staccava da Arthur, andando ad aggiungersi alla prima linea.
L’assetto quindi cambiava leggermente, trasformandosi in un 3-1-4-2, con una mediana a tre composta dal gallese, Arthur e Mckennie.
La scelta di Pirlo ha consentito ai campioni d’Italia di essere in costante superiorità numerica nella zona centrale del campo ed usufruire di traiettorie di passaggio sicure, che hanno consentito uno sviluppo fluido della manovra ed una continua ricerca dell’uomo alle spalle della linea di pressione avversaria.
I due giocatori d’ampiezza creavano spazi tra mediani ed esterni avversari, spazi che venivano attaccati con costanza da Ramsey e Meckennie.



Il contesto tattico ha esaltato sicuramente le qualità di Bonucci, che è stato in grado di trovare l’uomo libero con passaggi laser volti a spezzare ben due linee di pressione del Barcellona.
La Juventus ha sfruttato la superiorità per gestire il pallone con precisione e pazienza, non esitando a ripartire da dietro, davanti ad uno scenario di sovraffollamento, per allungare l’avversario.
Aperte le maglie blaugrana il numero 19 aveva la possibilità di pescare l’uomo tra le linee con imbucate profonde.
I destinatari principali erano Ramsey, sempre abile ad oscillare costantemente alle spalle della linea entrando nel campo visivo del portatore di palla, e Morata, ormai una garanzia nello smistare efficacemente palloni spalle alle porta.

 

Sia Ramsey che Mckennie si sono distinti per i movimenti senza palla, sempre abili ad attaccare la profondità, con tagli da un half space all’altro, o con movimenti verticali nello spazio tra centrale e terzino, ogni qualvolta il pallone giungeva esternamente ad uno dei quinti.
Con Morata che veniva incontro, e sovraccaricato un lato, una delle mezz’ali poteva buttarsi facilmente alle spalle della linea difensiva blaugrana.

 

Il gol del 2-0 del texano nasce proprio da una collaborazione delle mezz’ali: da una rimessa laterale Ramsey raccoglie la sponda di Morata, si inserisce e scarica su Mckennie che a sua volta allarga per Cuadrado. Ronaldo attacca il primo palo portando con se il diretto marcatore, ed attirando Lenglet, che abbandona la propria posizione per tagliare la strada al portoghese.
Lo spazio lasciato incustodito dal difensore francese viene occupato puntualmente dal centrocampista texano, che può così battere Ter Stegen.



Ramsey ha mostrato un’intelligenza tattica eccezionale, non solo con movimenti attivi senza palla volti a garantire continua fluidità nello sviluppo e qualità in rifinitura, ma anche con movimenti di compensazione rispetto a quelli dei compagni. In moltissime circostanze il gallese si è mosso con efficacia indiscutibile in funzione di Ronaldo, occupandone la posizione ogni qualvolta il portoghese veniva incontro o agiva sulla corsia laterale, dando vita a rotazioni posizionali propedeutiche alla sapiente occupazione dei corridoi offensivi, ed alla disorganizzazione della retroguardia avversaria.



La conduzione del braccetto attira l’esterno blaugrana, si crea dunque uno spazio in cui Ramsey può buttarsi.

Con le ripetute incursioni dei centrocampisti, ed il ritorno in campo di Morata, la Juventus è riuscita a risolvere sia il problema della profondità, sia quello dell’occupazione dell’area, che si erano rivelati con chiarezza nel derby contro il Torino.

Segnali positivi anche per quanto concerne la fase di non possesso, nella quale gli ospiti si disponevano con un 4-4-2. I bianconeri hanno cercato di pressare alto soprattutto nella prima fase del match. Pressing rivelatosi efficace, con Ter Stegen spesso costretto a rilanciare per le punte, su cui i difensori erano molto bravi ad accorciare.
Ronaldo e Morata aggredivano i due centrali, mentre erano gli esterni di centrocampo, Ramsey a sinistra e Cuadrado a destra, ad uscire sui terzini. Arthur e Mckennie accorciavano invece sui mediani.

 

In fase difensiva posizionale gli uomini di Pirlo si disponevano con due linee da 4 molto strette, concedendo le corsie esterne agli avversari, ma intasando gli half spaces. Il Barcellona si è intestardito nel cercare di penetrare il muro bianconero per vie centrali, venendo costantemente respinto.
Sia a destra che a sinistra i giocatori di corsia sono stati sempre molto aggressivi, scivolando prontamente sull’esterno. Proprio da un recupero sulla fascia destra nasce il contropiede che porterà al rigore dell’ 1-0 trasformato da Ronaldo.

 

Tra le note negative le ripetute possibilità lasciate a Messi di calciare dal limite, ben 11 di cui 7 nello specchio, ed un’eccessiva fretta nell’ erigere il bastione difensivo, con ancora quasi mezz’ora da giocare.
Con 2.6 xG contro 1 dei padroni di casa la Juventus ha comunque ampiamente meritato la vittoria.

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