Il wellness molecolare

la nuova frontiera del benessere psicofisico

pubblicato il 24/09/2019 in Sport da Giorgio Nadali
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Giorgio Nadali

di Giorgio Nadali

Le malattie del “mondo occidentale” come obesità, infarto, ictus, ipertensione, diabete, cancro etc. non sono degli incomprensibili scherzi del destino, ma semplicemente la logica discordanza tra il modo in cui viviamo, e quello per cui siamo stati programmati con il nostro DNA dal punto di vista evolutivo. Queste malattie prima di manifestarsi con un sintomo, hanno diversi anni di latenza dove il nostro stile di vita (rappresentato dalla alimentazione in primis, ma anche dalla gestione dello stress, e dell’esercizio fisico), può esserne la causa fino a farci ammalare, o fattore protettivo. Sta a noi decidere la qualità del nostro stile di vita che può generare nel nostro organismo “un flusso di molecole positive” favorevoli per la nostra salute.

Antonio Maone, medico dello sport è l’ideatore del wellness molecolare.

Cos'è il wellness molecolare?

Il wellness molecolare è un flusso di molecole positive e benefiche per la nostra salute che possiamo generare dal nostro stile di vita, a cominciare dalla qualità del cibo che introduciamo, al modo in cui facciamo attività fisica, alla qualità dell’aria che respiriamo, e non ultimo tramite il modo con cui riusciamo a gestire lo stress giornaliero ed i nostri stati d’animo.

Queste molecole, che io chiamo “molecole informazionali”, possono interagire con le molecole del nostro metabolismo fatto di ormoni, peptidi, neurotrasmettitori, e modularne il flusso, verso risultati favorevoli per la nostra salute.

In pratica grazie al Wellness Molecolare, possiamo generare dal nostro stile di vita un flusso di molecole e di energia positiva in grado di orientare l’intelligenza molecolare del nostro metabolismo verso le migliori performance possibili in chiave di salute, benessere, efficienza psicofisica.

Si può non stare bene e non sentirsi al massimo della forma, pur non essendo malati. Perché?

Quante volte ci capita di percepire questa sensazione? Cioè di non sentirsi al massimo della forma e capire che c’è qualcosa che non va pur, non essendo malati.  Questa condizione non è che l’espressione di uno stato di “disequilibrio molecolare” del nostro organismo, durante il quale non abbiamo ancora sintomi conclamati di una vera malattia, ma ci rendiamo conto che se continua così ci potremmo arrivare presto.

Cogliere i segnali di questo disequilibrio molecolare è importante, perché sono segnali in genere molto precoci che precedono l’evolversi di una malattia e del danno d’organo che è l’oggetto di indagine principale della medicina attuale con ecografie, lastre, risonanze etc..

In questa fase possiamo evitare di ammalarci e di arrivare al danno d’organo semplicemente migliorando la qualità della nostra vita. Se invece lasciamo che il disequilibrio molecolare perduri a lungo in modo indisturbato, possono nascere malattie come diabete, ipertensione, cardiopatie, cancro, Alzheimer. E non ci rimane che ricorrere ai farmaci per non peggiorare ulteriormente.

Ecco perché, sostengo, siamo noi gli artefici del nostro destino. Le malattie che ho menzionato sono le principali cause di morte del mondo occidentale, morte che sopraggiunge spesso dopo anni di sofferenza e di una qualità di vita mediocre. Ma ciò che non viene sottolineato abbastanza è che tutte queste malattie prima di manifestarsi con il sintomo, hanno diversi anni di latenza senza sintomi e con una fase di “disequilibrio molecolare” , dove noi possiamo intervenire per renderle reversibili migliorando la qualità del nostro stile di vita. Per esempio proprio con la strategia del wellness molecolare.

Chi si rivolge a Lei?

I miei interlocutori sono persone di varia estrazione: professionisti, imprenditori, manager ed anche lavoratori dipendenti e studenti, uomini o donne accomunati tutti dalle stesse caratteristiche: l’intraprendenza, il mettersi in gioco, la voglia di iniziare un percorso che li faccia stare beneDisponibili a cambiare le proprie abitudini di vita per ottenere risultati concreti e duraturi per la propria salute, oltre che per la propria immagine.

Possiamo intervenire veramente sul nostro metabolismo?

Certamente, la vita, come del resto il nostro metabolismo è fatta di interazioni complesse e non di processi lineari. Ciò che voglio dire è che dalla conoscenza di determinate molecole “strategiche” del nostro metabolismo, possiamo imparare a governare questa rete di interazioni complesse e cambiare l’efficienza del nostro metabolismo per renderlo meno suscettibile a specifiche malattie.

Un esempio di molecola “strategica” da imparare a controllare è l’insulina, poiché quando ne produciamo troppa, è la via più rapida per invecchiare prima ed ammalarsi. Tra le sue funzioni, c’è anche quella di essere il principale attivatore di un enzima responsabile della produzione di colesterolo nel fegato. Le industrie farmaceutiche incassano miliardi di dollari da un medicinale chiamato statina, che serve proprio a bloccare questo enzima.

Eppure basterebbe ridurre la produzione di insulina per limitare automaticamente anche la produzione del colesterolo cattivo dannoso per la nostra salute.  Poiché la nostra produzione di insulina è legata alla qualità del cibo che noi introduciamo, basterebbe imparare a produrre meno insulina riconoscendo nel cibo gli alimenti che sono forti stimolatori di insulina, quindi sfavorevoli per la nostra salute. Se poi proprio non ci riusciamo, allora non ci resta che ricorrere alle statine, accollandosi anche gli effetti collaterali di quel farmaco.

Perché sono così tanto in crescita le malattie legate al cibo (diabete, obesità, ecc.)?

Perché viviamo in un ambiente “obesiogeno” dove la nostra alimentazione è diventata sempre peggio, creata apposta per farci ingrassare e aumentare di peso. Questo ovviamente non dipende solo dalle nostre scelte individuali, ma anche dalla massiccia industrializzazione del cibo verificatasi dagli anni 60 in poi, con la nascita di determinati cibi che hanno contribuito al consolidarsi di abitudini dannose per la nostra salute. Mi riferisco in particolare ai cibi super raffinati, fortemente calorici, ricchi di amidi e di grassi idrogenati e povere in fibre, vitamine e fitonutrienti che, in certi casi, costituiscono più del 70% della nostra alimentazione giornaliera. Questi cibi hanno lo stesso effetto di introdurre sabbia nel serbatoio della nostra auto. Prima o poi il motore si inceppa, e nascono le malattie.

Tre parole per una vita sana:

Prima raccomandazione: Più colore e meno bianco nel tuo piatto. Cosa intendo dire? Riempi almeno la metà del tuo piatto con verdure colorate di stagione ed aggiungi un piccolo frutto. Riduci invece tutto ciò che è bianco come pane, pasta, riso, sostituendoli nelle loro versioni integrali per riempire un quarto del piatto. Completa il rimanente quarto del piatto con proteine magre (pesce, pollame, uova, legumi). Usa solo grassi sani come olio d’oliva, olio di pesce, noci.

Seconda raccomandazione: Più peso nella tua vita! Cosa intendo dire? Nella regolazione del nostro metabolismo è molto più conveniente aumentare la nostra massa muscolare, perché questo ti aiuta a bruciare di più nell’arco della intera giornata. Quindi cerca di avere uno stile di vita attivo, e quando ti alleni prediligi esercizi per aumentare forza e tono muscolare.

Terza raccomandazione: Concediti delle micro pause solo  per ridurre lo stress giornaliero! Cosa intendo dire? I ritmi frenetici del mondo di oggi comportano una produzione continua di cortisolo, l’ormone dello stress. L’associazione tra stress e cattiva alimentazione, può diventare una vera e propria bomba a orologeria per la salute. Un buon metodo è quello di ritagliarsi dieci minuti durante il giorno per restare da soli con se stessi, concentrandosi sul respiro o ricorrendo a tecniche di meditazione.

 

 

 

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