A Interlagos, dove di solito ci si gioca tutto, quest’anno il campione mondiale lo si ha già, con qualche gara d’anticipo, con qualche gara palesemente uguale alla gara prima, con la solennità e la meticolosità dei campioni che ci si aspetta.
Eppure, a Interlagos, qualcuno dice addio alla Formula1, con qualche rimpianto e con qualche sicurezza in meno.
Mark Webber, pilota RedBull, sta per lasciare la scuderia delle bevande che mettono le ali, per non più volare, ma per mettersi in sella al cavallo Porsche.
Lasciando il mondo per eccellenza della velocità, sostiene comunque: “credo ancora di guidare bene, ma non voglio restare in giro peggiorando prestazioni. È come stare un po’ su un crinale scivoloso: devi stare attento a non provare troppo le tue performance e quel che eri solito fare”.
E, parlando proprio di performance, non mette troppa adrenalina parlando della sua ultima gara nella scuderia di Horner, Newey e del compagno sempre troppo sopra rispetto a lui; Mark, infatti, dice: “guardo alla gara in tanti modi, spingo per ottenere un buon risultato, ma sono anche pronto a fermarmi e guardare avanti a un inverno più lungo del solito che mi aspetta e guardo le nuove sfide dietro l’angolo”.
E quando si parla di sfide, automaticamente, tornano alla mente le sfide che il pilota australiano si è trovato davanti nel corso della sua carriera, sfide, che talvolta sono state affrontate in profondità, che tante volte sono rimaste alla superficie, perchè, prima ancora che essere sue sfide, erano sfide di qualcun altro, qualcun altro che nel team doveva vincere più di lui.
E lì Mark ha messo da parte i campanilismi e ha fatto lavoro di squadra e, sorvolando sul rancore di un titolo non ottenuto nel 2010 e che poteva spettargli, Mark ammette: “non avrei abbandonato se non ci fossero state cose che ero contento di lasciarmi alle spalle. Sarei rimasto se avessi avuto più lati positivi che negativi. Restano situazioni ancora in grado di ripagarti enormemente in Formula 1. Ovviamente una di queste è guidare la macchina al limite e a certi livelli (Suzuka, Spa, Montecarlo): correre su certe piste è una vera sfida che ti ripaga; queste sono alcune cose delle quali sentirò la mancanza”.
Chiudere con nostalgia è sempre negativo, ma, sta di fatto, che sentiranno un po’ tutti la sua mancanza: buona fortuna a Mark Webber per il suo nuovo inizio.

