Il sole tampona delicatamente lo Yas Marina Circuit, per poi, definitivamente, scomparire, quando il sipario di luci della Balena punta i colori sull’australiano Mark Webber, il quale, oggi, firma la pole position del Gran Premio di Abu Dhabi.
Una pole position inaspettata, poiché in q1, quando ancora il sole bagnava il circuito in maniera omogenea, dall’alto, c’erano ombre sufficienti per identificare Lewis Hamilton come accanito inseguitore della pole.
Ma tutto si è rovesciato e ribaltato e Mark Webber, all’ultimo giro, dopo una lotta esasperata tra i suoi tempi e quelli di Vettel e Rosberg, ha chiuso in prima posizione, soddisfatto e rincuorato, dopo il ritiro incredulo della scorsa gara.
Al secondo posto, sereno e, ormai, colui al quale nessuno ha potuto rovinare la festa grande, c’è Sebastian Vettel, che se la prende con calma, applaudito da una porzione di Oriente, innalzato da Prost (spettatore del Gran Premio più emozionante di tutti) e, oggi, più prudente del solito, forse maturato, forse, leggermente adagiato sugli allori della vittoria.
Chi, invece, non s’adagia mai, è Niko Rosberg, che oggi ha fisicamente dato tanto, con la sua vettura che segnava sempre il fucsia, sempre il colore più vivido sul record dei tempi.
Domani rincorrerà la pole scattando dalla terza casella, lui che nelle libere si è distinto, tra gli altri.
Quarto, disperato posto per Lewis Hamilton, lo stesso Lewis con vettura ferma e maledetta, proprio durante l’ultimo giro di qualifiche; lo stesso Lewis Hamilton che, a Yas Marina, lo scorso anno, disperato, ha abbandonato la vettura e si è ritirato, con tanto di inchino, nei confronti di una tribuna, quella centrale, che ha ammirato la sua umiltà e che, anche oggi, chiaramente prende nota del fatto che questo non è proprio il suo circuito.
E, purtroppo, non è stato neppure il circuito di Fernando Alonso, il quale, dopo essersi ricordato tardi di uscire per far registrare il suo giro, a due minuti dalla conclusione della q2, ha dato il massimo, prendendosi tutto lo spazio possibile, dopo la curva diciannove, ma lo spazio non è bastato, poiché ha concluso le qualifiche nella seconda eliminatoria e si è ritrovato undicesimo.
Senza più nulla da fare, in una terra interamente consacrata alla Ferrari, su un circuito alle spalle del quale, altero, superbo e dinamico, padroneggia il Ferrari World, col suo rosso accecante.
Peccato per Fernando, che si gioca il secondo posto e che domani si giocherà una rimonta combattuta e difficile, poiché in questo tracciato i punti in cui utilizzare l’alettone mobile sono solamente due.
Settimo posto per Felipe Massa, che, tra una cosa e l’altra da mettere nella valigia virtuale, tanto si impegna, per regalare alla Ferrari l’ultima vittoria.
Inutile sottolineare che ad Abu Dhabi il tempo corre veloce, come quelle monoposto, ingoiandosi i millesimi, i decimi e i secondi e le qualifiche sono volate: tempo di un tramonto, tra i più belli.
In questa città incantata, dove niente e nessuno è padrone del deserto, si aspetta domani per vedere chi lascerà , sulla sabbia, le orme più visibili.
