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Terremoto nel calcio: l'UEFA boicotta la FIFA, le europee fuori dai Mondiali

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Una bomba atomica spazza via il calcio mondiale. L’UEFA ha deciso: le 55 nazionali europee non parteciperanno ai prossimi Mondiali di calcio. Non è una minaccia, è un boicottaggio. La frattura con la FIFA è diventata insanabile, trasformando la storica rivalità politica in una scissione senza precedenti nella storia dello sport planetario. 

Alla base del rifiuto c'è lo scontro sulla gestione dei calendari e dei diritti televisivi. L'allargamento selvaggio delle competizioni voluto dalla FIFA, a partire dal Mondiale per Club, ha spinto l'UEFA al punto di non ritorno. I club europei dicono basta: i giocatori sono stremati, gli infortuni sono raddoppiati e il valore economico dei tornei continentali rischia la svalutazione. Nyon ha scelto di difendere i propri confini, colpendo la FIFA lì dove fa più male: nel prestigio del suo torneo principale.

Senza l'Europa, il Mondiale perde di colpo la sua egemonia tecnica e commerciale. Niente Francia, Spagna, Germania, Italia o Inghilterra. La rassegna iridata si trasforma improvvisamente in una Copa América allargata, priva delle superpotenze che da anni monopolizzano il trofeo. I broadcaster televisivi e gli sponsor globali sono nel panico: i contratti miliardari firmati con la FIFA rischiano di saltare a causa della clamorosa svalutazione di uno prodotto che da sport è diventata un’industria. 

Il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ha compattato le 55 federazioni interne ottenendo un voto unanime. Dall'altra parte, il numero uno della FIFA Gianni Infantino si trova isolato e minaccia vie legali e squalifiche durissime. Ma l'Europa non ha paura e sta già preparando la controffensiva: trasformare l'Europeo in un torneo globale a inviti, includendo colossi sudamericani come Brasile e Argentina. Di fatto, una Coppa del Mondo alternativa gestita direttamente da Nyon.

Siamo al punto di non ritorno. Il calcio mondiale-già da tempo in decadenza- si sta dividendo in due blocchi contrapposti, guidati da logiche di potere politico ed economico. Se la diplomazia non interverrà nelle prossime ore per mediare l'immediato, il sistema calcio per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi è ufficialmente morto. Resta solo da capire chi sopravviverà alle macerie.

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