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Mondiali 'privati', il piano di Infantino vale miliardi per la Fifa

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Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, valuta la vendita di quote della Coppa del Mondo a investitori privati. L'operazione, secondo lo scenario delineato dal Times, consentirebbe alla Fifa di guadagnare cifre astronomiche - nell'ordine di miliardi - con un effetto dirompente sul calcio internazionale. Il progetto prende forma anche con la collaborazione dell'amministrazione del presidente Donald Trump, che ha un rapporto solidissimo con Infantino, complici anche i Mondiali 2026 organizzati da Usa, Canada e Messico. 

La Fifa, in un comunicato, rende noto che è pronta ad aumentare i finanziamenti per lo sviluppo del calcio fino a oltre 10 miliardi di dollari, previa approvazione da parte delle Federazioni affiliate. La federcalcio internazionale lancia la società Fifa Forward Enterprise (FFE), una nuova iniziativa commerciale avallata dal presidente Infantino. Come evidenzia il Times, il presidente della Fifa "potrebbe diventare 'commissario' di una nuova società, secondo un piano discusso con l'amministrazione Trump". 

La Fifa gestirebbe diritti commerciali, tra cui trasmissioni televisive, sponsorizzazioni, biglietteria e licenze, insieme alla gestione operativa dei tornei Fifa, compresi i Mondiali. La Fifa potrebbe raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari da investitori esterni attraverso la vendita di quote di minoranza non di controllo in FFE, il cui valore totale si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi di dollari (15 miliardi di sterline). Una rivoluzione, a cui qualcuno prova ad opporsi. In prima linea, nello schieramento del no, c'è la Uefa. "Si oltrepassa un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai superare. La Uefa prende estremamente sul serio la vicenza. Così come dovrebbero fare tutte le Federazioni Calcistiche Nazionali. E così anche tutti i soggetti interessati: leghe, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro di questo sport. L'anima e la gestione del calcio non sono beni da svendere, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne trae profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo", dice la Confederazione europea. 

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